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Fiere e saloni

Un percorso tra gli eventi del terzo giorno di Più libri più liberi

di Alessandra Rotondo notizia del 6 dicembre 2018

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Il confine è la linea che ci dà forma. La traccia da superare per superarci, lo spazio mutevole che lasciamo tra noi e gli altri. Neutro di per sé, il confine è oppressione e libertà, rispetto e segregazione, violenza e piena autodeterminazione. È cogliendo tutti questi significati – e ancora scoprendone di nuovi – che l’idea di confine attraversa l’intera programmazione della giornata di domani, venerdì 7 dicembre.

Alle 12.00, in sala Vega, il confine si fa dialettica tra Noi e gli atri. La sfida di raccontare i migranti oggi (con Carlo Albarello, Assunta Di Febo, Maria Teresa Laudando, Romano Montroni e Nello Scavo). Poco più tardi (alle 13.30 in sala Marte), il confine diventa ostacolo fisico con Tempo di muri (la presentazione del libro di Veronica Arpaia).  E di politica, immigrazione e gestione dei confini parlerà anche Emma Bonino con Jean Claude Mbede ed Elly Schlein (alle ore 16.30 in sala La Nuvola).

Se la ricerca del confine è perenne negoziato, alla parola il compito inesauribile di fare la spola, di stabilire un contatto. Dalle Parole oltre le frontiere: storiEmigranti che sentiremo raccontare alle 16.00 in sala Sirio alle Lingue che oltrepassano i confini, con Sabina Minardi che intervista Jhumpa Lahiri alle 16.30 in sala Luna.

Parole che nessuno mai dovrebbe arginare, pena la perdita di senso e di realtà. Non è un caso che la programmazione culturale di domani termini con l’Omaggio a Shahidul Alam, fotografo e figura umanitaria di rilievo internazionale, arrestato ad agosto per aver appoggiato, in un’intervista, le manifestazioni di protesta dei giovani del Bangladesh: alle 19.00 nell’Arena The photo/book cloud si terrà un incontro con i fotografi Hossein Iqbal, Barbara Antonelli, Andrea Milluzzi e Paolo Patrizi, portavoce in Italia della campagna #FreeShahidul.

Che le voci del giornalismo siano plurali, forti e libere è – o dovrebbe essere – esigenza comune, anche oltre i più o meno conclamati ed espliciti casi di violenza e oppressione. Più libri, da sempre casa dell’informazione, anche quest’anno ospita – tra gli altri – i giornalisti del Gruppo Editoriale GEDI (presenti in fiera con lo spazio Arena Robinson) che incontreranno tutti i giorni nella sala La Nuvola un ospite d’eccezione: domani sarà la volta di Ezio Mauro (Italia bianca, Italia nera, alle ore 15.15).

Confini labili sono, talvolta, quelli che separano la realtà dalla sua rappresentazione scenica. E domani, alle 17.00 in Arena Robinson, il Processo al presente prederà le mosse dalla quanto mai verosimile House of cards – la più acclamata serie di fantapolitica degli ultimi anni – e da Michael Dobbs, autore della trilogia da cui è tratta, presente in fiera. Un’ulteriore occasione di dialogo con lo scrittore si aprirà anche due ore più tardi (alle 19.00 in sala La Nuvola), quando Dobbs presenterà con Stefano Feltri la sua nuova opera Il giorno dei Lord, primo capitolo di un nuovo imperdibile ciclo.

Se i confini definiscono la forma della realtà che viviamo, una realtà sempre più agita dai media e dalle dinamiche di rappresentazione e autorappresentazione che mettono in campo, una riflessione sulla capacità di azione e trasformazione che questi elementi hanno sulle nostre vite è necessaria. L’occasione, domani in fiera, verrà offerta dalla presentazione del libro Il tramonto della realtà di Vanni Codeluppi, in dialogo – alle 18.30 in sala Polaris – con Domenico De Masi e Antonio Gnoli. E ancora un’occasione di comprensione di quanto ci circonda è quella aperta da Bruno Manfrellotto e Giovanni Orsina alle 19.00 in sala Vega, con Arrivano i barbari.

I confini, il desiderio di superarli, sono spesso il primo motore dell’esplorazione: anche tra generi letterari. Un esempio, domani in fiera, è l’incontro alle 17.00 in sala Sirio, che prende le mosse dal fumetto  I miei anni ’80 a Taiwan di Sean Chuang, una nostalgica storia di formazione che racconta con sguardo cinematografico gli anni Ottanta, i suoi culti e manie, senza tralasciare i forti condizionamenti della politica e delle restrizioni alla libertà imposte dalla legge marziale.
Mentre a infrangere i confini delle epoche, le barriere del tempo, è L’onda senza ritorno della traduzione e ritraduzione dei classici latini e greci (alle 17.30 in sala Aldus). E sono confini anche quelli via via allargati dalla tecnologia e dai suoi standard, capaci di ospitare tra le braccia della lettura un numero sempre più grande (ed eterogeneo) di lettori: alle 16.30 vediamoci in sala Aldus con Fondazione Lia, per capire perché è così importante produrre e-book accessibili, libri per tutti.

Per conoscere tutti gli altri incontri di domani e dei prossimi vi invitiamo a visitare il sito della fiera. Più libri più liberi ha anche una ricca programmazione per i lettori più giovani: è possibile consultarla a questo link.

L'autore: Alessandra Rotondo

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Mi sono laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, poi ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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