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Fiere e saloni

Più libri, più liberi e più servizi per gli editori

di Alessandra Rotondo notizia del 27 settembre 2018

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Una fiera del libro è un evento culturale. Un luogo di aggregazione e di scoperta, di esplorazione dei cataloghi e d’incontro e scambio con il pubblico dei lettori. Ma è anche un hub di crescita, potenziamento imprenditoriale e aggiornamento professionale per gli editori. Un ponte di connessione tra il nostro settore e le aziende, i servizi e i professionisti di cui abbiamo bisogno per crescere.

Più libri più liberi nasce più di sedici anni fa come vetrina e come officina laboratoriale per l’editoria indipendente, come strumento di supporto all’attività imprenditoriale dei piccoli e medi editori. Negli anni la fiera è cresciuta e si è evoluta, e con lei gli editori che fanno ricco ed eterogeneo questo segmento del nostro settore. La scorsa edizione, la prima nella maestosa sede progettata dai coniugi Fuksas, ha rappresentato con il suo inequivocabile successo una sorta di consacrazione. Più libri è oggi adulta e pronta a rinforzare – tanto verso l’esterno quanto verso l’interno – la sua immagine e la sua funzione. E il livello di servizio offerto al settore editoriale.

In particolar modo, l’edizione 2018 (dal 5 al 9 dicembre al Roma Convention Center - La Nuvola dell’Eur) saprà mettere a sistema e potenziare le attività – alcune già sperimentate nel corso degli anni, altre nuove – rivolte agli editori. Il risultato è un progetto unico, coeso e targato AIE, che sia capace di tenere insieme più contenitori e contenuti e possa coprire l’intero spettro delle esigenze manifestate in questi anni, tanto dagli editori quanto dalle aziende fornitrici: il Business Centre. Al livello Forum de La Nuvola troveranno posto cinquecento metri quadrati pensati esclusivamente per gli operatori professionali, il punto d’incontro di tutti gli attori del mondo editoriale (italiano e internazionale) interessati a dialogare con gli editori.

Un luogo esclusivo con diverse articolazioni, a partire dal Club B2B, il cuore del Business Centre: allestito con sedie e tavolini ad uso esclusivo – o a rotazione – per gli incontri con i potenziali clienti e riservato alle sole aziende che si registreranno. Poi la Lounge: un elegante spazio di trecento metri quadrati ad accesso controllato (riservato agli espositori, alla stampa e ai relatori), dedicato alla decompressione, all’incontro informale o semplicemente al riposo. Infine la Sala Incontri: uno spazio semiaperto da 40 posti, ben visibile dall’esterno, in cui organizzare workshop e presentazioni aziendali, attrezzata con pc, schermo collegato e sistema audio. Il tutto orchestrato da un desk reception con segreteria dedicata.

L’obiettivo che ci si è posti è quello di costruire all’interno della fiera uno spazio d’incontro tra le aziende fornitrici per il settore e gli editori, con lo scopo di sostenere questi ultimi nella ricerca di soluzioni utili e innovative per il loro business. Dai distributori, ai promotori, alle agenzie di comunicazione; dai service editoriali e grafici alle software house; dagli stampatori alle startup innovative fino ai player internazionali dell’audiolibro; dai bibliotecari, alle librerie, ai traduttori, fino agli studi legali e amministrativi specializzati nell’ambito editoriale.

Accanto al Business Centre – e a completamento del suo spettro di attività – continuerà ad esistere l’area dedicata allo scambio di diritti e all’internazionalizzazione: altro pilastro portante della manifestazione e risorsa irrinunciabile, soprattutto per l’editoria indipendente. Il Rights Centre, operativo mercoledì 5 e giovedì 6 dicembre, raccoglierà e potenzierà l’eredità del Fellowship Program che – realizzato in collaborazione con ICE Agenzia e Regione Lazio - Lazio Innova e dal 2016 parte di ALDUS, network europeo delle fiere del libro – ha dato corpo per tredici anni alla prospettiva più internazionale di Più libri, offrendo agli editori stranieri che ha ospitato un’ampia panoramica sulle più promettenti tra le medie e piccole case editrici italiane. Si tratterà di uno spazio esclusivamente dedicato agli agenti letterari e agli editori stranieri e – per la prima volta – anche a quelli italiani che espongono a Più libri più liberi, oppure ai loro agenti.

Se fino allo scorso anno la fiera aveva sempre privilegiato la partecipazione di quegli editori stranieri interessati a comprare diritti, piuttosto che a venderli, quest’anno (nonostante il focus resti sui buyer) ci sarà una maggiore apertura nei confronti di chi vuole vendere. In totale verranno accolti, grazie anche al supporto di ALDUS, una trentina di operatori stranieri attraverso due modalità di partecipazione: l’Invitation program e un Fellowship program tematico, focalizzato per il 2018 sui libri per bambini e sui fumetti, che vedrà la partecipazione della Bologna Children’s Book Fair.

Altra novità importante sarà la possibilità, per gli espositori di Più libri e per i loro agenti, di partecipare non solo – com’è sempre stato – al calendario d’incontri b2b fissato con gli operatori stranieri, ma di avere una postazione all’interno del Rights Centre. L’internazionalizzazione, d’altronde, acquisisce un ruolo sempre più importante per la nostra editoria. L’indagine sull’import export di diritti realizzata abitualmente da AIE (le rilevazioni per l’edizione 2018 partiranno dopo la Fiera di Francoforte, e i primi risultati verranno condivisi proprio durante Più libri più liberi) mostra che la vendita all’estero di diritti di autori italiani continua a essere in crescita: +10% rispetto al 2016 e +36,5% rispetto al 2014. Una crescita guidata dai libri per bambini e ragazzi e dalla narrativa. Ma restiamo anche un Paese che acquista (e traduce) molto, spesso prima di altri colleghi stranieri: in media 9-10 mila titoli negli ultimi anni. Con un disavanzo rispetto alla vendita, vale la pena sottolinearlo, che si assottiglia sempre di più.

L'autore: Alessandra Rotondo

Laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Da diversi anni mi occupo di contenuti, dal 2015 al Giornale della libreria. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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