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Fiere e saloni

Non mimose ma lavoro, scienza e tecnologia. L’8 marzo a Tempo di libri

di Alessandra Rotondo notizia del 21 febbraio 2018

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Giovedì 8 marzo Tempo di libri aprirà i battenti con una grande festa dedicata a tutte le donne. Rispettando le tradizioni del calendario e in sintonia con un’esigenza di chiarezza e confronto riflessa, negli ultimi mesi, anche dal dibattito pubblico – che ha riportato al centro dell’attenzione le figure, le storie e le battaglie combattute dalle donne nel mondo – le prime protagoniste della fiera saranno scrittrici, artiste, giornaliste, scienziate, sportive. Tutti gli argomenti sono ammessi, ogni ipocrisia bandita. L'obiettivo? Ridisegnare l'inpidendenza femminile, espanderne i confini senza remore, accrescere la consapevolezza, accendere il confronto.  Anche i programmi professionale e digitale della fiera interpreteranno il tema, distribuendo lungo la giornata una serie di incontri che fotografano la donna nella sua dimensione professionale e sociale, alimentando un dibattito mirato sulla condizione femminile.

Il primo guarda alla donna lettrice e alla donna nell’editoria, con un incontro che pone più di un’implicita domanda: Leggere è donna, scrivere è maschile (dalle 15.00 alle 15.50 in Sala Amber). Le donne, le ragazze e le bambine leggono più degli uomini, è un dato di fatto. Non è così nella filiera produttiva editoriale, dove sono gli uomini a pubblicare di più e a ricoprire cariche di responsabilità. Eppure il fatturato delle case editrici si basa più sul consumo femminile di prodotti editoriali che su quello maschile. Dati alla mano (l’incontro è in collaborazione con Pepe Research) si cercherà di motivare quest’evidenza, cogliendo al contempo le tracce future di evoluzione e capendo come fare affinché puntino verso un sano riequilibrio del paradigma.
 
«Le parole sono importanti» diceva Michele (Nanni Moretti) in Palombella Rossa. E come dargli torto. Soprattutto quando – come spesso accade – sono portartici di una visione, fanno «politica» e plasmano il pensiero a partire dal linguaggio.Negli ultimi anni hanno fatto la loro comparsa deputate, senatrici, ministre e assessore. L'uso dei nuovi femminili professionali, però, desta molti interrogativi. Da dove vengono? Come e perché si formano? È giusto o meno usarli? Dalle 16.00 alle 16.50 presso il Digital Cafe, Donne al lavoro, un incontro a cura di Zanichelli per approfondire i risvolti lessicali della parità di genere.
 
A seguire (dalle 17.00 alle 17.50, sempre al Digital Cafe) Donna e tecnologia: un binomio vincente. Il contributo che le donne portano all’innovazione tecnologica è sempre più importante e consistente, in tutti i campi. Dall’industria culturale a quella dei contenuti, il peso delle donne risulta in crescita. Nuove figure professionali emergono, cui vengono richieste competenze tecniche e digitali specifiche, conoscenze e abilità sempre nuove. Un incontro per cogliere le tendenze di un panorama in evoluzione.
 
Giovedì 8 si chiude con un altro binomio vincente, benché ancora troppo poco praticato: quello delle Donne nella scienza (dalle 18.00 alle 18.50 presso lo Spazio incontri). Un evento a cura del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci per aprire un dibattito sulla scarsità di figure femminili ai vertici dei nostri laboratori di ricerca, delle nostre università e delle nostre aziende, a partire dalle storie di tre donne che hanno raggiunto posizioni apicali nei loro diversi ambiti di competenza.

L'autore: Alessandra Rotondo

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Mi sono laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, poi ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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