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Fiere e saloni

La fiera del libro di Medellín: 11 anni di vera fiesta

di Denise Nobili notizia del 29 settembre 2017

Attenzione, controllare i dati.

Undici anni fa la città di Medellín, in Colombia, ha fatto una scelta insolita, forse per alcuni azzardata: spostare la Fiera del libro dall’interno del Palazzo delle Esposizioni allo spazio aperto e immerso nel verde del giardino botanico. Una decisione che ha portato i suoi frutti, considerando il numero di persone che quest’anno hanno visitato la Fiesta del libro y la cultura, a entrata gratuita: circa 500 mila visitatori (il 19% in più rispetto la scorsa edizione), tra cui moltissime famiglie con bambini, sicuramente attirate dal clima festoso che caratterizza il festival e dalla location all’aperto.

Paese ospite quest’anno è stato il Brasile, presente con scrittori ed editori, e tema generale del festival  le Identidades, soprattutto identità forti e vive di culture poco approfondite come quella afrocolombiana e afrobrasiliana, esplorate non soltanto dal punto di vista letterario, ma anche attraverso la cucina, il teatro, il cinema, e con letture pubbliche, canti e balli. Un Sud America che vuole conoscersi meglio, non facendosi ingabbiare da una lingua standardizzata, ma celebrandone le varietà, i dialetti e l’uso orale.

Il festival punta sull’approfondimento del patrimonio culturale e storico colombiano anche per vincolarsi da un’immagine stereotipata che vede il Paese soltanto come produttore di cocaina e la città di Medellín come tristemente nota a livello internazionale soltanto per la vicenda di Pablo Escobar. Una fiera che punta tutto sulla cultura e che è diventata, inoltre, simbolo della rivalutazione (anche architettonica) del quartiere di Moravia dove si svolge, in questi dieci anni passato da quartiere difficile a polo di riferimento per i giovani locali.

Giunto alla sua undicesima edizione, il festival fin da subito è nato con una forte vocazione di promozione alla lettura, tanto che la Fiesta del libro y la cultura si definisce e vuole essere «un giardino per coltivare i lettori». Le attività pensate e riservate ai bambini sono molte e sono cresciute negli anni, anche dedicate a temi come l’accessibilità della lettura, le nuove forme di narrazione e di scrittura, i blog e i social media.  Anche gli spazi si sono moltiplicati, in una più generale espansione della fiera: non soltanto eventi nell’orto botanico, ma anche nel planetario della città e in vari punti del quartiere Moravia.

Ma ciò che appare più innovativo e importante è che cambia anche il format dell’evento, puntando su un coinvolgimento maggiore del pubblico: attività di gioco e di teatro inclusivo, graffiti dal vivo, concerti e videoproiezioni all’esterno, letture ad alta voce, fino al picnic letterario e una notte di campeggio per i giovani.

Il successo della Fiesta del libro y la cultura, sia per visitatori che per vendita di libri, si basa su un investimento su lungo periodo, iniziato una decina di anni fa da una scelta coraggiosa e poi mutato e cresciuto ma rimanendo sempre ancorato a un’idea ben precisa e a un obiettivo chiaro, quello della promozione della lettura. È un festival da cui prendere sicuramente spunto, anche perché in Italia i luoghi adatti non mancano (si pensi a Una marina di libri, festival che nasce all’interno dell’Orto Botanico dell’Università di Palermo: ne abbiamo parlato nel numero di luglio/agosto del Giornale della libreria, p.10).
Questo buon esempio colombiano ci insegna che coltivare la lettura significa puntare sulla cultura in tutte le sue forme, dialogare coi vari tipi di arte e soprattutto ripensare alla forma tradizionale di fiera del libro, puntando a un festival vivo, innovativo e soprattutto coinvolgente anche per chi lettore non è. O non lo è ancora.
 

L'autore: Denise Nobili

Laureata in Filologia, mi sono poi specializzata e ho lavorato in comunicazione, approdando infine al Master in Editoria della Fondazione Mondadori. Oggi lavoro come editor al Giornale della Libreria, e mi occupo di accessibilità digitale in Fondazione LIA.
Sono interessata a tutto ciò che è comunicazione della cultura, nuovi media, e mi affascinano gli aspetti più pop e innovativi del mondo del libro.

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