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Fiere e saloni

Il programma professionale giorno per giorno. Sabato 9 e domenica 10

di Redazione notizia del 23 novembre 2017

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Nelle scorse settimane vi abbiamo presentato quali saranno i temi al centro del programma professionale della sedicesima edizione di Più libri più liberi nelle giornate di mercoled' 6, giovedì 7 e venerdì 8 dicembre. I due giorni conclusivi del programma saranno largamente dedicati al tema delle biblioteche. Scelta in qualche misura obbligata in considerazione dello stato in cui versa il tessuto bibliotecario del nostro Paese – ma anche con punte di grande eccellenza – e che non è ininfluente poi sugli indici di lettura. In biblioteca si inizia ad andare da giovani e in età scolare e il rapporto con il libro e la lettura si forma inevitabilmente anche all’interno di queste realtà.

La prima domanda su cui si basa il primo incontro di sabato, dal titolo Investire in biblioteche (9 dicembre, dalle 10.30 alle 11.20,in Aldus Room, piano mezzanino), è proprio quanto si investe in biblioteche in Italia. Diverse indagini sono state condotte in questi anni da parte di enti diversi ma non si è mai provato ad aggregare i dati né tantomeno a provare a fare confronti internazionali. Istat stessa ha aggiornato di recente la sua indagine periodica sul pubblico delle biblioteche di pubblica lettura in Italia, che presenta una serie storica che va dal 2000 al 2015. Un incontro che offrendo un confronto tra Italia e alcuni Paesi europei vuole offrire uno spunto interessante per ragionare sull’importanza che rivestono le biblioteche nella politica culturale di uno Stato.

Sempre alle biblioteche è dedicato il secondo convegno della giornata: Biblioteche innovative. Perché non vendere quando non ci sono librerie? (9 dicembre, dalle 11.30 alle 12.20, in Aldus Room, piano mezzanino). Molte biblioteche si sono innovate nella loro architettura, nei servizi offerti al pubblico, nelle modalità di prestito (aprendosi anche agli e-book), nella presentazione di autori e con una serie di attività laboratoriali. Ma si può pensare anche ad altre forme di innovazione? Le biblioteche di pubblica lettura – tra sede centrale del sistema e punti di prestito collocati nei centri e comuni minori – hanno una capillarità di presenza importante, e spesso in comuni privi di librerie o dove la cartolibreria presenta assortimenti limitati e poco profondi. Perché allora non provare a immaginare anche la possibilità di vendere, direttamente o attraverso una libreria di riferimento, i libri al proprio pubblico di riferimento? Un momento di riflessione su quali potrebbero essere i pro e i contro di una tale scelta, dalle conseguenze economiche sulle librerie ai tipi di collaborazione a cui si potrebbe giungere.

La giornata di sabato si chiude con un incontro su un tema non estraneo a quello delle biblioteche, considerando la crescita che sta avendo il prestito digitale: Dall’e-book all’audiolibro. Cosa ci hanno insegnato questi cinque anni (9 dicembre, dalle 12.30 alle 13.20, in Aldus Room, piano mezzanino). Il mercato e-book cresce (in pressoché tutti i Paesi europei), anche se assai meno di quanto ci si aspettasse. In USA addirittura si è ridimensionato rispetto al 25% di qualche anno fa passando a quasi un 17% nel 2016. Il mercato degli audiolibri, invece, sta vivendo ovunque una fase di rapida crescita, segno di un rinnovato interesse verso quella che finora è sempre stata considerata una piccola nicchia per appassionati. Questi anni di cambiamento hanno insegnato qualcosa di nuovo alle case editrici: una diversa organizzazione del lavoro, la creazione di nuove competenze aziendali, un diverso modo di comunicare, promuovere, sviluppare politiche di pricing che si sono trasferite anche sul libro di carta.

Domenicasi apre con un incontro dal titolo A cosa serve l’editore. Linee guida per essere autori (10 dicembre, dalle 11.30 alle 12.20, in Aldus Room, piano mezzanino). Si ironizza spesso sul fatto che nel nostro Paese ci sono più scrittori che lettori. La realtà è che poco si conosce in cosa consiste il lavoro dell’editore.  Nessuna editoria può crescere riducendo il numero di libri che pubblica, e per «fare» i libri servono gli autori: autori di narrativa, di fantascienza, di fantasy, libri per bambini, di guide e manuali, di saggistica. Ma come si diventa «autori»? Per proporsi con successo a una casa editrice quando non si ha pubblicato ancora nulla occorre conoscere alcune cose, sapere quali passi fare. A cominciare dal sapere a quale casa editrice proporsi e aver chiaro «a cosa serve l’editore», ma anche come proporre la propria opera e il proprio progetto, come rapportarsi con chi nella casa editrice di lavora, dall’editor all’ufficio stampa al grafico. Un incontro per illustrare ai futuri autori alcune linee guida per inserirsi con la propria opera all'interno del progetto editoriale di una casa editrice. Perché una cosa è certa: una nuova editoria ha bisogno di nuove professionalità autoriali, non solo dedite a romanzi o raccolte poetiche.

Il programma professionale della sedicesima edizione di Più libri più liberi non può che concludersi con un incontro in cui Facciamo il punto sul nostro futuro. Un percorso da cominciare assieme (9 dicembre, dalle 12.30 alle 13.20, in Aldus Room, piano mezzanino).Gli incontri del programma professionale di questa edizione, che dalla prossima newsletter verranno riproposti coi nomi dei partecipanti, avranno fatto emergere, come tutti gli anni a Più libri più liberi, una ricca serie di temi, di problematiche, di scenari, di opportunità da cui diventa possibile iniziare un percorso con i soggetti presenti negli altri anelli della filiera, sempre alla ricerca di una maggiore efficienza. L’incontro conclusivo sarà a metà tra dialogo e intervista, tra un giornalista e il Presidente dei piccoli editori sulle sfide che attendono uno dei settori più vitali del tessuto imprenditoriale. Il dialogo prenderà le mosse da un pre-consuntivo di cosa ha significato per la fiera il trasferimento a La Nuvola.

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