Il tuo browser non supporta JavaScript!
Fiere e saloni

Il mondo dei bambini e ragazzi, tra crossmedialità e fruizione della biblioteca

di Antonio Lolli notizia del 7 dicembre 2019

Attenzione, controllare i dati.

Più libri più liberi ha confermato e rafforzato anche quest’anno la sua identità di laboratorio per i professionisti del settore e di luogo di confronto su tutti i principali temi di interesse per la filiera. Tra questi, le tendenze e le abitudini dei bambini e dei ragazzi rappresentano aspetti di primaria importanza per la comprensione dell’evoluzione del settore.  Secondo i dati Istat presentati oggi in fiera nel corso dell’incontro I lettori in biblioteca, sono proprio i giovani e i giovanissimi i maggiori frequentatori delle biblioteche. Il 38,7% dei bambini di età compresa tra i 6 e i 10 anni (pari a 1,074 milioni di persone) è andato in biblioteca almeno una volta nell’ultimo anno. E nella fascia 11-14 anni la percentuale è solo leggermente inferiore, pari al 38,3% (894 mila persone). Questi valori tendono a scendere progressivamente con l’aumentare dell’età fino a portare il valore medio dell’intera popolazione al 15,3%.

Di bambini e ragazzi si è parlato anche durante l’incontro Leggere, guardare, giocare, realizzato in collaborazione con Aldus e Mamamò, l’associazione culturale che promuove l’educazione digitale di bambini e adulti. L’incontro ha avuto come focus il tema della crossmedialità: un tratto distintivo degli universi narrativi per ragazzi, in cui le storie migrano da un medium a un altro.

È proprio in questa dimensione crossmediale – racconta Roberta Franceschetti, founder insieme a Elisa Salamini di Mamamò e tra i protagonisti dell’incontro a Più libri – che avviene l’affiancamento tra vecchi e nuovi supporti: le storie di un cartone animato su Netflix o YouTube si possono ritrovare anche sulle pagine di un activity book, un videogioco può diventare l’argomento di un manuale, il personaggio di un film per ragazzi può essere anche il protagonista di un ciclo di romanzi d’avventure».

I temi in grado di suscitare l’interesse dei ragazzi si sono evoluti nel tempo ma alcuni elementi sembrano essere trasversali alle generazioni. «I percorsi di crescita per esempio sono un caposaldo della letteratura per ragazzi, fin dalle sue origini – continua Roberta Franceschetti –. Oggi però i libri per ragazzi descrivono una società profondamente mutata, dove il viaggio verso l’età adulta passa attraverso famiglie meno tradizionali o in crisi, rotte di migranti, incontri costruttivi con la diversità (da quella fisica a quella sessuale), episodi di cyberbullismo. Persiste l’interesse per la storia, che viene narrata attraverso personaggi e situazioni più vicini alla sensibilità dei ragazzi di oggi. Poi ci sono i nuovi temi sociali, quelli che hanno presa sulle nuove generazioni, come l’uguaglianza di genere (vedi il filone bambine ribelli) e una nuova rappresentazione delle figure femminili, più volitive e capaci di “girl power”. Infine, sulla scia del “fenomeno Greta”, sono entrati prepotentemente i temi legati alla sostenibilità ambientale».

Lo sviluppo dei media digitali, nonostante non abbia portato alla crisi del libro di carta, ha sicuramente avuto un fortissimo impatto sulla «Generazione Z», termine oramai entrato nel linguaggio comune per identificare i giovani nati tra la seconda metà degli anni Novanta e la fine degli anni Duemila. «Per questa fascia di ragazzi i media digitali sono una realtà scontata. La cultura digitale, con il suo flusso informativo fatto di immagini, video e testi, privilegia una fruizione mediale più veloce e multitasking. Tanti contenuti vengono consumati sotto forma di video, il formato privilegiato dai giovanissimi: i video di YouTube, quelli velocissimi delle stories su Instagram e di TikTok, ma anche le dirette di gaming su Twitch. Le piattaforme VOD sono molto amate e le serie tv possono diventare un fenomeno sociale, da Stranger Things a Thirteen reasons why, a testimoniare un imperituro amore per le narrazioni. L’audio è un formato tradizionale che sta conoscendo un nuovo boom proprio grazie ai mezzi digitali: audiolibri e podcast hanno infatti una particolare fortuna con i giovani, abituati a inviare messaggi vocali più che testi scritti e a governare gli smartspeaker, anche per ascoltare storie».

Una tendenza che ha portato i volti noti dei social amati dagli adolescenti e dai ragazzi a diventare protagonisti anche in libreria. È il caso per esempio di Valerio Mazzei e Sespo, due youtuber noti con il nome #valespo tra il pubblico dei giovanissimi che a gennaio hanno pubblicato il loro primo libro-diario, dopo aver raggiunto in poco più di un anno un milione e mezzo di iscritti al loro profilo YouTube e oltre un milione di follower su Instagram. La fruizione dei contenuti tra i più giovani è sempre più frammentaria, sviluppata su diversi supporti e in diversi momenti della giornata.
Questo nuovo approccio ha portato anche a un cambiamento nel livello di attenzione  rispetto alle generazioni precedenti. «Il pedagogista e matematico Seymour Papert aveva coniato per loro l’espressione “menti da cavalletta”, per descrivere l’incontenibile necessità di saltare da un tema all’altro alla ricerca di novità. Anche Jordan Shapiro nel suo libro The new Childhood parla di “drip engagement” e si chiede se non sia proprio questa modalità ad essere premiante per una buona riuscita nella vita sociale e professionale delle generazioni future».

Cosa dobbiamo aspettarci allora per il futuro? E soprattutto, quali saranno le sfide che gli editori e gli altri creatori di contenuti per ragazzi dovranno affrontare per riuscire a rispondere alle nuove esigenze? La risposta ovviamente non è semplice. Tante sono le variabili che possono portare allo sviluppo di un nuovo filone letterario o a un maggiore interesse dei ragazzi per un particolare supporto.
«Quello che possiamo immaginare – conclude Roberta Franceschetti – è che sul fronte del digitale molti editori e sviluppatori, alla ricerca di modelli di business sostenibili, proseguiranno nella valorizzazione degli asset sviluppati in passato attraverso la creazione di library di contenuti su abbonamento, seguendo una tendenza che si è già affermata con la tv on demand. Questo modello verrà usato nel settore education, l’ambito in cui i genitori sono più propensi a pagare per i contenuti digitali, ma anche sul fronte dell’intrattenimento, dove Apple ha da poco lanciato la sua piattaforma di videogiochi su abbonamento. Le app narrative invece avranno dinamiche ludiche piuttosto spinte e sempre più simili a quelle del videogame, cosa che richiederà agli editori di acquisire nuove professionalità e nuove competenze al proprio interno o di creare alleanze con sviluppatori. La cosa interessante è notare come personaggi rivolti ai bambini e diventati famosi nell’universo app, pensiamo per esempio al Marinaio Fiete, stiano passando ad altri media come i cartoni animati. È la spia di un universo crossmediale in cui i mondi narrativi, indipendentemente da dove nascono, tendono a migrare in modo fluido da un mezzo a un altro.

L'autore: Antonio Lolli

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Dopo la laurea in Ingegneria e l’esperienza di ricerca in ambito accademico svolta presso l’università di Bologna, seguo il mondo editoriale nelle sue diverse sfaccettature, con particolare interesse per il confronto tra le realtà dei diversi Paesi del mondo e per le ultime novità dal punto di vista produttivo e tecnologico.

Guarda tutti gli articoli scritti da Antonio Lolli

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice attivare il servizio.