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Fiere e saloni

«I nostri primi diciotto anni: i traguardi raggiunti e le nuove sfide». Intervista a Fabio Del Giudice

di Antonio Lolli notizia del 21 novembre 2019

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Consolidare il proprio successo e nel contempo offrire stimoli sempre diversi al pubblico, con uno sguardo che si amplia a 360 gradi a livello nazionale e internazionale e un’attenzione particolare al pubblico degli addetti ai lavori. Così si presenta al traguardo importante della sua maggiore età Più libri più liberi, la fiera organizzata dal 2002 dall'Associazione Italiana Editori e che dal 2016 partecipa ad Aldus, la rete europea delle fiere del libro cofinanziata dall’Unione Europea nell’ambito del programma Europa Creativa.

L’attenzione all’attualità internazionale quest’anno è ancora più evidente dal tema scelto, l’Europa, con tanti protagonisti dell’attualità politica e sociale che si confrontano nella Nuvola, dalla diciassettenne attivista russa Olga Misik, nota per aver affrontato la polizia e il regime di Putin durante una manifestazione a Mosca leggendo gli articoli della Costituzione, alla sindaca di Danzica Aleksandra Dulkiewicz, succeduta a Paweł Adamowicz, assassinato nel gennaio scorso durante un evento di beneficenza dopo aver subito per anni una campagna di odio da parte dei media governativi polacchi.

Nel corso degli anni Più libri si è affermata sempre di più come vero e proprio incubatore per il settore: un luogo privilegiato di scambio e confronto tra gli editori, gli autori, i lettori e le diverse realtà attive nel mondo del libro. Sulla scia di questo impegno nell’edizione dell’anno scorso ha preso forma un nuovo nucleo della fiera, accanto a quello espositivo: un polo business e professionale, ideato e gestito direttamente dall’Associazione Italiana Editori in collaborazione con Aldus. Questo polo conferma la sua presenza e la sua centralità nell’edizione 2019, con un’area organica composta dal Business Centre al Piano Forum della Nuvola, dal Rights Centre al Livello N5 (mercoledì 4 e giovedì 5 dicembre) e, venerdì 6, sempre al Livello N5, dall'Area Book Influencer. Un gruppo ristretto di operatori stranieri sarà inoltre coinvolto il 2 e 3 dicembre in un programma di visite a case editrici e librerie per un Fellowship Program che quest’anno ha come focus la narrativa per adulti. Il Rights Centre e il Fellowship Program rientrano nel progetto europeo Aldus e sono realizzate grazie anche all’intervento di ICE – Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane e della Regione Lazio per il tramite di Lazio Innova.

«Quando si arriva a un certo punto del proprio percorso – racconta Fabio Del Giudice, direttore della fiera –  credo che ci si debba guardare bene allo specchio per capire cosa si è diventati.  Questo è ancora più vero per  una manifestazione come Più libri più liberi che ormai è arrivata a vivere quasi di vita propria!»


Quali sono allora le aspettative di questa edizione?

Il rischio che può correre una manifestazione culturale come una fiera del libro è di restare uguale a se’ stessa. Per questo è importante che la manifestazione si presenti ai propri visitatori con caratteristiche differenti anno dopo anno, che dia loro la sensazione di vivere sempre una nuova esperienza. Nel caso di Più libri, questo rischio è comunque evitato dai libri dei piccoli e medi editori presenti negli stand che, chiaramente, sono sempre nuovi rispetto a quelli presentati nell’edizione precedente, così come dall’articolazione degli eventi del programma generale e professionale. A questi aspetti si è aggiunto il grande cambiamento avvenuto tre anni fa con lo spostamento della fiera dalla sede storica del Palazzo dei Congressi  alla Nuvola. Una decisione che sicuramente ha aiutato nel rendere ancora più evidente il processo evolutivo della fiera. 

L’altra grande aspirazione è quella di consolidare il successo della fiera: centomila visitatori sono un risultato davvero importante! E, aggiungo, non scontato in una struttura particolare come la Nuvola, che non è una vera e propria sede fieristica ma è piuttosto una fantastica scatola architettonica. Una nuova casa che ha cambiato un po’ anche l’anima di Più libri, trasformandola da fiera del libro in senso «classico» a luogo di scambio culturale molto importante per la città di Roma,  sui temi di attualità nazionale e internazionale. Tutto questo sempre a partire  dai libri dei piccoli editori, la grande ricchezza di questa manifestazione.


E quali gli aspetti su cui si è deciso di puntare di più?

Possiamo riassumerli fondamentalmente in due punti. Il primo è legato alla vocazione internazionale che una fiera come Più libri più liberi ha l’ambizione di sviluppare, il secondo è relativo ai contenuti e agli eventi dedicati al pubblico professionale. La vocazione internazionale quest’anno si riflette anche nel tema che abbiamo scelto: l’Europa.  Il titolo I confini dell’Europa rappresenta un filo conduttore per affrontare questioni di scottante attualità in un momento di profonda crisi dell’Europa sia dal punto di vista geografico che politico. Un tema che ci ha consentito di invitare e coinvolgere rappresentanti della cultura e dell’attualità politica e sociale, sia italiani che stranieri. 

Il secondo aspetto si inserisce in un percorso che abbiamo iniziato ormai tre anni fa – e in questo lo spostamento alla Nuvola ci ha indubbiamente aiutato – con l’obiettivo di rendere la programmazione dedicata agli addetti ai lavori più concreta e organica. In quest’ottica si inserisce l’importante novità che AIE ha sviluppato quest’anno: venerdì 6 dicembre, negli stessi spazi occupati nei due giorni precedenti dal Rights Centre, sono organizzati incontri b2b tra gli editori e una decina di book influencer, scelti tra quelli di maggior richiamo del panorama italiano. Un progetto che vuole rispondere alla sempre più sentita esigenza dei piccoli editori di portare le proprie novità editoriali a una maggior visibilità verso il grande pubblico. In quest’ottica, i social network rappresentano un’opportunità enorme e la collaborazione con i book influencer può diventare strategica per i piccoli e medi editori. Per far capire più nel dettaglio chi sono i book influencer e per creare occasioni di scambio, abbiamo organizzato incontri one to one della durata di 15 minuti, che consentiranno all’editore di presentare il proprio libro o autore di punta.


Il rapporto tra Più libri e la città di Roma è da sempre molto stretto. Come si è evoluto in questi anni?

Credo che il rapporto consolidato con la città di Roma sia uno degli aspetti di maggiore soddisfazione per  Più libri e per l’AIE. Roma è una città tradizionalmente indolente e a volte poco incline ad appassionarsi a eventi o iniziative culturali. In questi diciotto anni – edizione dopo edizione e senza clamori – la fiera però è riuscita a conquistare, in una larga parte di pubblico romano, uno spazio e un ruolo imprescindibili all’interno del calendario di appuntamenti che si svolgono in città. Un traguardo raggiunto grazie ai contenuti della manifestazione e alla ricchezza della produzione degli editori indipendenti. L’altro punto che mi fa molto piacere ricordare è legato alla sempre maggiore capacità della manifestazione di instaurare e confermare collaborazioni e partnership con importanti realtà della Capitale, dagli istituti culturali alle università fino alle stesse istituzioni cittadine. La credibilità che stiamo acquisendo all’interno del territorio romano ci permette di avvalerci di partner altamente qualificati  e questo è il segnale che stiamo lavorando nella giusta direzione.


Più libri ha radici solide e ben ramificate nella città, ma uno sguardo proiettato alla realtà nazionale e internazionale…

Verissimo.  L’Associazione Italiana Editori, le istituzioni partner e anche i piccoli e medi editori devono essere consapevoli che Più libri è a tutti gli effetti uno degli appuntamenti culturali più importanti del Paese. Quella che un tempo era considerata una fiera di secondo livello – perché si precludeva l’opportunità di ospitare i grandi marchi editoriali –  oggi è infatti un grandissimo evento culturale di caratura nazionale. Abbiamo dato il via a un vero e proprio filone, visto che Più libri è stata la prima fiera di un certo rilievo a essere nata dopo il Salone del libro di Torino. Da quel momento in poi abbiamo potuto assistere alla nascita di diverse manifestazioni dedicate all’editoria indipendente, a cui auguriamo certamente tutto il successo possibile. Ogni evento che nasce e si sviluppa per favorire la produzione e la visibilità dell’editoria indipendente e del libro in Italia porta infatti un beneficio all’intera filiera. In ultima analisi non possiamo non soffermarci sull’attenzione che un progetto come Più libri riveste sul piano internazionale e il Rights Centre ne è un chiarissimo esempio. Se fino a due anni fa, invitavamo gli editori stranieri a venire in fiera con costi a totale carico dell’organizzazione e delle istituzioni partner, oggi invece possiamo permetterci di accogliere anche ospiti stranieri che vengono a proprie spese. Anche questo è un segnale della crescente attenzione che Più libri è stata in grado di conquistare nei suoi primi diciotto anni di vita.

L'autore: Antonio Lolli

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Dopo la laurea in Ingegneria e l’esperienza di ricerca in ambito accademico svolta presso l’università di Bologna, seguo il mondo editoriale nelle sue diverse sfaccettature, con particolare interesse per il confronto tra le realtà dei diversi Paesi del mondo e per le ultime novità dal punto di vista produttivo e tecnologico.

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