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Fiere e saloni

Fiere e convention Usa: come cambiano gli eventi legati a comics e graphic novel?

di E. Draghi notizia del 24 aprile 2014

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La conclusione, del Linework NW Illustration and Comics Festival di Portland, Usa è stata l’occasione per «Publishers Weekly» di riflettere sulle ultime tendenze in fatto di festival e fiere indipendenti nel mondo del fumetto. 
Un po’ in tutto il mondo, il modello classico di organizzazione di questa tipologia di eventi si sviluppa nelle fiere, prevede l’ingresso a pagamento, è solitamente ubicato nelle periferie delle città ed è frequentato principalmente da appassionati. Non a caso, fin dalla prima convention di fumetti americana, il Comicon di New York del 1964,il business model predominante negli Usa è stato quello della creazione di un polo attrattivo, rigorosamente a pagamento.
Oggi la popolarità di questo genere di letteratura ha trasformato le convention di fumetti in veri e propri big-events, che attraggono pubblico da tutto il mondo e i cui biglietti finiscono sold-out mesi e mesi prima dell’inizio. Il caso più eclatante in questo senso è il San Diego Comic Con – 130 mila ingressi l’anno – definito non a caso il «Super Bowl della cultura nerd». L’evento californiano è ormai diventato uno degli appuntamenti imperdibili per intravedere tendenze future nel campo non solo della nona arte ma, a 360 gradi, dell’intrattenimento: per accaparrarsi i biglietti è bene muoversi con almeno dodici mesi di anticipo, che può sembrare davvero tanto, ma il pubblico del Comic Con è composto per la maggioranza da appassionati, preparati a questo come alle lunghissime ed estenuanti file che si devono fare pressoché per qualsiasi cosa. Il successo del Comic Con di San Diego si è fatto sempre più palese, tanto che negli ultimi anni in America assistiamo a una vera e propria proliferazione di con: da New York a Seattle, da Baltimora a Toronto. Contrariamente a Book Expo America, il cui focus è professionale, queste convention sono principalmente eventi consumer, anche se la componente trade/professionale è poco conosciuta. Per saperne di più sul fenomeno dei con rimandiamo a Cultura «con» di Elisa Molinari («GdL», novembre, 2013).
Il Linework NW, si colloca in netta controtendenza rispetto al modello dei con. Innanzitutto, mentre il fulcro di questi eventi rimane il polo fieristico delle città – questo era vero soprattutto all’inizio della loro storia: oggi i più imponenti dei con si diffondono per tutta la città che li ospita e un po’ tutte le attività commerciali metropolitane si adeguano all’atmosfera nerd della manifestazione – il Linework NW questa volta è stato organizzato in pieno centro e si è aperto gratuitamente alla comunità cittadina. L’obiettivo degli organizzatori era infatti quello di aprire le porte di questo mondo oltre al pubblico degli appassionati per attrarre anche i curiosi, quindi coloro che, sapendo poco o niente di fumetto, non avrebbero mai pagato un biglietto per poter frequentare un’esposizione di comics e gadget. L’esposizione di fumetti e gadget si è sviluppata più come un mercatino delle pulci, un evento che, senza la potenza di fuoco dei con, è riuscito a coinvolgere tutta la comunità, riportando il fumetto al centro e superando le aspettative di vendita di espositori e organizzatori.

Per approfondire: E. Molinari, Cultura «con», «GdL», novembre 2013

 


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