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Fiere e saloni

Cartoomics: editori e fiere crescono insieme

di Camilla Pelizzoli notizia del 10 aprile 2018

Attenzione, controllare i dati.

L’evento, l’incontro, negli anni ha acquisito una posizione di rilievo nel rapporto tra editori e lettori: per le possibilità di incontro diretto, per le leve di marketing disponibili (dalla presenze – e conseguente autografo – dell’autore agli sconti), per poter tastare il terreno e intercettare gusti e tendenze osservando direttamente il proprio cliente-tipo. E negli ultimi cinque-dieci anni a crescere non sono state solo le fiere più propriamente del libro, ma anche quelle legate al fumetto e ai media in un certo senso connessi (cinema e videogiochi su tutti): insieme alla crescita dei fumetti (che qui usiamo come «parola ombrello» per indicare la produzione nostrana seriale, i comics americani, i manga giapponesi, il graphic novel, insomma, tutto ciò che è «arte sequenziale», per usare la celebre definizione di Will Eisner) nel mercato mainstream, quindi, sono cresciute anche le fiere a loro dedicate.
Cartoomics, che si svolge ogni anno a Milano da 25 anni, ne è un ottimo esempio. La kermesse milanese ha acquisito negli anni una reputazione di tutto rispetto che l’ha fatta diventare un evento da non perdere per gli appassionati e gli addetti ai lavori. «UpMarket – la nostra media company – ha rilevato il marchio Cartoomics da Fiera Milano dal 2010, e questi nove anni sono un periodo già sufficiente a cogliere concreti segnali di cambiamento. L’evoluzione c’è stata e si è trattato di un cambiamento notevole, soprattutto per quanto riguarda l’approccio verso la grande platea dei consumatori, con un’offerta di prodotti editoriali sempre più mirati e accattivanti sotto tutti i punti di vista» commenta Angelo Altamura, amministratore unico di UpMarket. Un cambiamento che ha portato a una partecipazione alla fiera più «accresciuta e consapevole, figlia di questo nuovo atteggiamento verso nuove fasce di pubblico manifestato sia dagli editori sia dagli espositori in generale».
 
Cambiamenti misurabili non solo nell’atteggiamento, ma anche concretamente con i numeri. «Dal 2010 al 2014 i visitatori sono passati da circa 30 mila a 75 mila» spiega Altamura. «Un primo “botto” c’è stato nel 2015, quando siamo passati dai 50 mila ingressi dell’anno prima ai 75 mila visitatori; il secondo quest’anno», in cui l’edizione ha raggiunto, secondo gli organizzatori, il numero record di 96 mila ingressi, «facendo registrare 16 mila visitatori in più» sull’anno precedente, come sottolinea Altamura.
Inoltre, per quanto riguarda più propriamente il settore editoriale, l’area fumetti è cresciuta nel corso degli anni fino a occupare quasi un interno padiglione della fiera a Rho (che è sede dell’evento). Un sintomo di come la fiera riesca a valorizzare gli editori di fumetti, di come il fumetto sia cresciuto man mano come settore, oppure di un insieme di entrambe le cose? «Checché se ne dica, per quanto si voglia portare Cartoomics a essere tout court una fiera dell’entertainment, il fumetto ha rappresentato, rappresenta e rappresenterà il core business, la vera anima di questa manifestazione» afferma nettamente Altamura rispondendo alla nostra domanda. «Che, contrariamente a quanto qualcuno ipotizzava, invece di perdere guadagna sempre maggiore spazio e visibilità all’interno della fiera. Il motivo è sicuramente un mix di entrambe le ipotesi, ovvero sia della capacità di Cartoomics di valorizzare sempre più l’editoria (in altre parole a Cartoomics ormai, come a Lucca, non si può mancare) sia della crescita di consapevolezza e di capacità di marketing dell’intero settore» data innegabilmente anche dalle capacità acquisite dagli editori nel proporsi non solo agli appassionati ma anche al resto dei lettori, come dicevamo, mainstream.
L’idea, in effetti, è proprio quella di presentarsi «non come un momento alternativo alla visita in fumetteria o in libreria, anzi» nota subito Altamura, «la manifestazione si pone invece come una naturale “estensione” del mercato retail del settore, favorendo l’incontro – anche fisico, personale – dei distributori al dettaglio con quell’ampia fascia di grande pubblico che altrimenti farebbe “fatica” a raggiungere i luoghi fisici di vendita». Tant’è che, tra gli espositori di quest’area della fiera, figurano anche molte fumetterie.
Un’altra novità interessante, che richiama anche alcuni momenti tipici delle fiere del libro, è rappresentata dalla Cartoomics University, dove artisti, autori, sceneggiatori, registi, attori ed editori sono letteralmente «saliti in cattedra» con lectio magistralis su cinema, musica, fumetto, sceneggiatura, marketing e giornalismo. Una sorta di momento a metà tra il classico programma da fiera e una componente professionale, «di vocazione spiccatamente culturale», ideato da Filippo Mazzarella (direttore artistico), ha riscosso un ottimo successo e «sicuramente verrà replicato, come del resto verrà potenziata l’offerta di incontri e dibattitti dedicata a fumetti e dintorni»; un’ulteriore conferma dell’importanza dell’area fumetti, e della volontà di lettori e membri della filiera di continuare ad approfondire le dinamiche del proprio settore.
 
Sappiamo già, quindi, che questa è una delle novità che verranno riproposte per l’edizione 2019 (di cui si sanno già le date, dall’8 al 10 marzo); altre prospettive future? «Se il trend continua a essere quello che è stato in questi nove anni» dice Altamura, «il prossimo anno contiamo di raggiungere e superare le 100 mila presenze. Per quanto riguarda i progetti in cantiere, siamo del parere che è ancora un po’ presto per parlarne… Intanto godiamoci i frutti del grande successo di questa 25ª edizione». Rimaniamo dunque in attesa. L’unica certezza è che Cartoomics, così come i fumetti, è qui per restare.

L'autore: Camilla Pelizzoli

Laureata in Lettere moderne (con indirizzo critico-editoriale), ho frequentato il Master in editoria. Mi interessa la «vita segreta» che precede la pubblicazione di un libro – di carta o digitale – e mi incuriosiscono le nuove forme di narrazione, le dinamiche delle nicchie editoriali e il mondo dei blog (in particolare quelli letterari).

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