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Editori

Smartphone-first e narrazioni immersive, sta arrivando il nuovo Pottermore

di Alessandra Rotondo notizia del 15 settembre 2015

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Pottermore, il sito nato nel 2012 per estendere on line il marchio Harry Potter e per vendere le versioni e-book e audio book dei sette titoli della collana originale, sta per essere rilanciato con un nuovo design e un approccio all’utente totalmente rinnovato. Il ripensamento del sito è stato guidato da Susan Jurevicsm, CEO di Pottermore da oltre due anni. L’intento della trasformazione sembra essere il passaggio da una logica di avvicinamento di nuovi lettori a una di ampliamento dell’esperienza dei già appassionati, in parziale controtendenza rispetto al restyling del 2013, che aveva come l’obiettivo quello di rendere comprensibile e appetibile il sito per tutti coloro che a Harry Potter si erano accostati senza aver letto i libri o visto i film. Centrale nell’evoluzione è l’introduzione di sistemi di narrazione più coinvolgenti e pertinenti con il pubblico di riferimento del sito – quello dei young adult –, anche tenendo conto delle trasformazioni piuttosto importanti che hanno investito le abitudini di fruizione degli utenti dal 2012 a oggi, esplosione dell’utilizzo dei dispositivi mobili in primo luogo. Un’altra idea che ha condotto il ripensamento di Pottermore è sicuramente quella di spostare il fulcro dell’universo di JK Rowling dalla dimensione narrativa già esplorata nei sette titoli della saga a una più ampia, correlata ma indipendente rispetto a quella dei libri. Anche considerando i nuovi prodotti in uscita a marchio Potter: infatti sono già in cantiere tre film «collaterali», di cui il primo – Gli animali fantastici: dove trovarli – sarà realizzato nel corso del 2016. In un’intervista a «The Bookseller», Susan Jurevicsm ha fatto presente che, nel 2012, Pottermore nasceva essenzialmente per avvicinare alla lettura della saga quella che sarebbe diventata, di lì a qualche anno, la prossima generazione di lettori, pertanto si rivolgeva a un pubblico di bambini. D’altronde, le logiche di gioco immediate ed elementari che caratterizzavano il sito e la sua aderenza perfetta all’universo narrativo già espresso dai sette libri, comunicavano chiaramente l’intensione di espandere verso il digitale il mondo di un prodotto già esistente e ampiamente consolidato nella dimensione «fisica». Il nuovo sito, invece, di mondo vuole costruirne un altro, pur non stravolgendo il precedente. Pottermore si trova, oggi, a fare i conti con l’evidenza che il core del suo pubblico sia costituito da adolescenti di sesso femminile, post millennials che vivono con lo smartphone in mano, abituati a universi narrativi plastici, capaci di espandersi oltre i confini del libro e di arricchirsi di elementi provenienti dalla multimedialità. Per questo il nuovo Pottermore è stato sviluppato a partire dalla fruizione in mobilità e trova nello smartphone il suo device nativo. Sarà un sito pensato per l’interazione touch, regno della narrazione immersiva e luogo di quell’esplorazione autonoma che sempre più gli utenti sono abituati a cercare nei prodotti digitali. Un Pottermore di cui i fruitori saranno, probabilmente, più protagonisti. E dove l’elemento forte dell’autorialità verrà ribadito dal logo manoscritto dalla Rowling.

L'autore: Alessandra Rotondo

Laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Da diversi anni mi occupo di contenuti, dal 2015 al Giornale della libreria. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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