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Editori

Pottermore: un nuovo design per i nuovi fan di Harry Potter

di E. Draghi notizia del 18 giugno 2013

Attenzione, controllare i dati.

Per i fan di Harry Potter è sempre stato chiaro, fin da aprile dello scorso anno, quando Pottermore è diventato operativo, che la piattaforma virtuale dedicata al mondo del maghetto più famoso del mondo era ben più di un semplice sito. Gli scettici si sono ricreduti pochi mesi dopo, quando sono cominciati ad uscire i numeri: 3 milioni di sterline incassate solo nel primo mese d’apertura. Una cifra da record. Pottermore ha dunque già dimostrato in tutti i modi di essere un successo, una nuova frontiera i cui sviluppi devono far ripensare, a tutta la filiera editoriale a quante potenzialità può racchiudere il contenuto di un libro. Per questo motivo continuiamo a seguire con attenzione le evoluzioni di Pottermore che, quest’estate, svelerà finalmente il nuovo design del mondo virtuale di Harry Potter, ripensato per ampliare sia la base di utenti che la sua attività editoriale.
La nuova versione del mondo virtuale consentirà agli utenti di lanciare incantesimi, prendere parte ai duelli tra maghi ed essere smistati nelle varie Case (così si chiamano i dormitori di Hogwarts e, per estensione le squadre che vivono in Pottermore) prima di registrarsi sul sito ed entrare in Pottermore. Una volta dentro l’esperienza virtuale la nuova versione del sito consentirà di visitare le singole sezioni dedicare a ciascun libro della saga in ordine non sequenziale, il che comporta più libertà per gli utenti che saranno così in grado di godersi i capitoli che vogliono nell’ordine che desiderano.
Il nuovo design del sito comprende anche alcune informazioni di base anche per chi si accosta al mondo di Harry Potter pur non essendo fan. Charlie Redmayne (AD di Pottermore) ha dichiarato su «The Bookseller» che proprio quest’ultima parte è stata la più difficile. Era infatti necessario rendere comprensibile e appetibile il sito per tutti coloro che ad Harry Potter si sono accostati senza aver letto i libri o visto i film, ma attraverso prodotti collaterali come i Lego o il videogame, per allargare così il mercato di utenti potenzialmente interessati alle altre declinazioni del marchio Harry Potter.
Non a caso Pottermore sta lavorando per ampliare la sua gamma di prodotti attraverso il lancio, previsto per fine anno, di alcune app nonché, sempre in partnership con Sony, del seguito del famoso Wonderbook (di cui abbiamo già parlato qui), il gioco per PlayStation3 uscito lo scorso anno col titolo Il libro delle pozioni.
La società ha anche formalmente lanciato un nuovo offshoot, CreateMore, che ha già lavorato con noti brand del calibro ad esempio del Guinnes Word Record.
Redmayne ha inoltre rilasciato un’altra interessante dichiarazione relativamente alla transmedialità del brand che, dopo essersi affermato in diversi canali (da Pottermore alla PlayStation Home), è ora nella posizione di poter estendere ben al di fuori dei libri il suo business editoriale. Perché, come ha sottolineato Redmayne, Pottermore non è mai stato un semplice sito Web bensì un «business editoriale» che ha permesso di arrivare alla creazione un successo come il Wonderbook: un libro che non è mai stato pubblicizzato come tale. Un esempio calzante di quello che gli editori possono fare ripensando a tutti i modi di pubblicare un contenuto.

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