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Editori

Oxford University Press apre alla pubblicazione nelle lingue indiane

di Alessandra Rotondo notizia del 27 settembre 2017

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Dalla sua fondazione, più di 100 anni fa, l’unica lingua ammessa nel catalogo della Oxford University Press India è quella inglese. Ma le cose stanno per cambiare: la divisione locale del più grande editore accademico al mondo, infatti, sta per avviare un programma dedicato alle lingue indiane. Hindi e bengali, per il momento, con traduzioni e titoli originali. La notizia arriva da Sugata Ghosh, direttore dell’OUP Global Academic Publishing, durante un’intervista rilasciata a Scroll.in.

«Nel lungo arco della sua esistenza, la divisione indiana della Oxford University Press ha diffuso risorse per supportare la conoscenza in una sola lingua, quella inglese» ha commentato Sugata Ghosh. «Ma in questi 100 anni il mondo è cambiato rapidamente, così come i suoi abitanti: sempre più spesso i lettori ci chiedono di accedere ai testi nelle lingue del loro Paese. Crediamo che fornirli possa rappresentare un motore di sviluppo culturale, sociopolitico ed economico».

Per le pubblicazioni in hindi la casa editrice si focalizzerà, per il momento, sui titoli orientati all’istruzione, nella speranza che aiutino i lettori a proseguire i loro percorsi didattici e accademici fino ai livelli più alti. «Ma l’auspicio è che questi libri, una volta pubblicati in hindi, trovino più facilmente lettori anche fuori dal mondo dell’istruzione» precisa Ghosh. La linea di produzione in bengali, invece, sarà meno legata alla dimensione didattica e più indirizzata all’esplorazione culturale di diversi ambiti e materie: come la storia, la scienza e la politica.

La lista inaugurale di libri in lingue indiane sarà ricca di non fiction e di titoli precedentemente pubblicati in inglese, poi la linea editoriale si articolerà seguendo tendenze diverse. 10 uscite sono previste per il 2018, 15 per l’anno successivo, con una percentuale di titoli originali progressivamente in crescita. Vista la globalità del marchio, l’apertura all’hindi e al bengali potrebbe rappresentare anche un vettore esplorativo nei confronti di produzioni meno note, che una successiva traduzione in inglese (o in una delle lingue «parlate» dalla Oxford University Press) potrebbe rendere accessibile ad altri pubblici e Paesi.  Un’ulteriore occasione di scambio culturale da cogliere.

Certo, il mercato delle lingue regionali, soprattutto in una realtà come quella indiana, è particolarmente sensibile alla leva del prezzo. Viene perciò da chiedersi se, per abbassare quello di copertina, l’editore non rinuncerà a un po’ della sua proverbiale precisione e cura editoriale, ma Ghosh assicura che non avverrà. «Rispettiamo la natura del mercato nel quale vogliamo posizionarci, ma non siamo disposti a scendere a compromessi sulla qualità delle traduzioni, del lavoro editoriale o del design dei nostri libri». Piuttosto, la sostenibilità verrà ricercata nell’ampliamento del target e nella ricerca di un buon bilanciamento tra pubblico accademico e lettori out of the box, in questo come negli altri mercati presidiati dal marchio.

L'autore: Alessandra Rotondo

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Mi sono laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, poi ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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