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Editori

Mondadori vende a Bertelsmann e rafforza la sua posizione sul mercato italiano

di E. Draghi notizia del 6 novembre 2012

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Nel mondo editoriale non si parla d’altro, com’era prevedibile sin da quando, circa una settimana fa, è stata annunciata la fusione tra i colossi dell’editoria Pearson e Bertelsmann per la creazione di Penguin-Random House. Mondadori ha infatti ceduto Random House Mondadori (joint venture nata nel 2001 per operare in Spagna e America Latina) al gruppo Bertelsmann per un totale di 54,5 milioni.
A 2,8 milioni invece, ammonta l’impatto positivo che la vendita ha avuto sul conto economico consolidato della casa editrice italiana. In questo modo, hanno calcolato gli analisti, il debito di Mondadori si riduce sotto la soglia dei 300 milioni.
Questa transazione consentirà all’azienda italiana di rafforzare ulteriormente la sua posizione sul mercato nazionale a circa un mese dal concretizzarsi dell’accordo per vendere gli e-reader di Kobo nelle librerie Mondadori, accordo che consente alla casa editrice italiana di avere «le mani in pasta» in libreria come in digitale.
Tutto questo avviene in contemporanea con un’importante riorganizzazione interna al gruppo che non è certo passata in sordina: è stata infatti creata una «direzione generale periodici» affidata alla gestione di Ernesto Mauri, già responsabile di Mondadori France, mentre Stefano De Alessandri assume la carica di presidente e amministratore delegato di Mondadori International Business. La decisione è stata annunciata ieri dal gruppo guidato da Maurizio Costa e segue l'uscita, alcune settimane fa, del direttore generale delle attività internazionali, Roberto Briglia.
E se credevate che bastassero queste notizie per far sì che Mondadori fosse sulla bocca di tutti, ad esse aggiungiamo un cenno alle polemiche generate dalla risposta di Marina Berlusconi, presidente del gruppo, a quando detto da Carlo De Benedetti durante la puntata di domenica di Che tempo che fa, la trasmissione di Fabio Fazio, che aveva definito il Lodo Mondadori «la corruzione del millennio». Concetto che la presidente del gruppo coinvolto ha definito una «menzogna diffamatoria».
Insomma, sono stati giorni intensi per Mondadori e tuttavia ora, dopo la risposta positiva data dal mercato alla cessione di Random House Mondadori (+4,63% a 1,08 euro) si aprono le scommesse su quale sarà la prossima mossa del colosso editoriale italiano, forte dell’affare appena concluso.  

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