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Editori

Luca Sossella editore: un’esperienza tra carta, audio e digitale

di Antonio Lolli notizia del 5 dicembre 2017

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«L’evoluzione digitale non ci consegnerà un nuovo libro, ma trasmetterà moltiplicati i suoi contenuti, siano essi testuali, audio o video, su qualsiasi dispositivo. Secondo questo principio abbiamo coordinato esperienze eterogenee (comunicazione, arte, impresa, ricerca), creando una redazione “diffusa” con un vasto orizzonte di competenze e abbiamo sviluppato collaborazioni e intrattenuto rapporti di co-progettazione, co-produzione e consulenza con istituzioni e agenzie ministeriali». Con queste parole Luca Sossella racconta alcune linee guida che ispirano l’attività della sua casa editrice, nata nel 2000 già con un’offerta in grado di proporre un mix di contenuti, supporti e formati in grado di soddisfare le diverse esigenze dei lettori. Libri, audiolibri ed e-book infatti fanno parte del catalogo della casa editrice già a partire dai primi collane pubblicate. «La prima opera che abbiamo curato e prodotto è stata l’Antologia personale di Vittorio Gassman, un cofanetto che contiene un’antologia di poesie di autori italiani dell’800 e del ‘900 in formato cartaceo e  quattro cd audio delle stesse poesie. La collana Che cos'è...? – continua Sossella – è interamente dedicata agli audiolibri e rappresenta una piccola enciclopedia in audio, una mappa in voce che comprende contributi di intellettuali, politici e scienziati: da Tullio De Mauro a Margherita Hack, da Oscar Luigi Scalfaro fino a Renzo Piano».

Quali sono i principali obiettivi perseguiti dalla casa editrice?

Costruire un’impresa della conoscenza significa tentare di porre in atto una continua interrogazione sulle nuove esigenze, abbandonando modelli e strumenti preconfezionati. Poiché è difficile che tale obiettivo, in termini di produzione e di mercato, possa essere raggiunto immediatamente, bisogna cercare di costruirlo ancora dentro i vecchi «opifici» della tradizione commerciale, ma contro ogni forma di rassegnazione. Serve una nuova strategia culturale: una forma di collaborazione allargata. Altrimenti si resterà sempre prigionieri della marginalità intellettuale di un sistema a senso unico, in cui, disperso il giudizio di valore, qualità e non-qualità si equivalgono sovrapponendosi.

Quindi qual è il nodo da sciogliere? La diffusione del prodotto editoriale, ovvero la reale distribuzione di un progetto culturale. È vero che le nuove tecnologie multimediali e di rete possono aiutare la comunità editoriale a definire e strutturare un inedito campo di  intervento per la visibilità e vendita online sino a oggi difficilmente perseguibile, ma è proprio questo il punto cruciale del pericolo: la capacità potenziale di Internet può trasformarsi in una sempre più piatta sopravvivenza di vecchi contenuti. Ci sono, sia chiaro, ancora straordinari margini di «nuovo lavoro» e di sperimentazione. E perciò di valore e fatturato possibile per chi desidera iniziare a studiare le metamorfosi del nostro ambiente sociale. Per il momento, si può e si deve lavorare a un’editoria in grado di interrogarsi non più sulla fine della propria tradizione, ma per una vita nuova in grado di studiarla con la ricerca, prepararla con la formazione, produrla con la saggistica, raccontarla con la narrativa. Per dirla con altre parole: non è finita un’epoca ma ne ha avuto inizio una nuova. 

Nietzsche diceva che viviamo fra tavole infrante e tavole scritte a metà; bene, questa è stata una grande profezia scritta a fine Ottocento per il Novecento, ora il Novecento è finito e sarebbe opportuno avvisare tutti coloro che si sono distratti. Dobbiamo in futuro collaborare con diversi promotori culturali e non rassegnarci al governo dell'abitudine. Un’impresa editoriale, il cui principale obiettivo è progettare ambienti e strumenti innovativi per l’apprendimento, deve fare i conti (in tutti i sensi) con la realtà, non con ciò che vorrebbe diventare in futuro. Pertanto il lavoro editoriale si articola attraverso una triplice trasformazione: della funzione, dei supporti, delle finalità. La funzione di mediazione del libro si è arricchita per diventare uno «snodo di smistamento». Dove c’era un prodotto «chiuso» si istallerà un processo «aperto»: ogni libro è un segnalibro. All’opera come fatto compiuto subentrano dispositivi multimediali di trasmissione. Ci si augura che queste azioni siano portate a compimento con la volontà di creare nuovi lettori. 

Quali novità avete in programma per i prossimi mesi?

La produzione di materiali audiovisivi, realizzati secondo un disegno di rielaborazione in chiave formativa, sarà integrata all’interno di una piattaforma digitale concepita come ambiente di lavoro e interfaccia di comunicazione. A partire dal materiale audiovisivo in catalogo la piattaforma consentirà di pensare e progettare direttamente «in rete», in una prospettiva di relazione e interazione tra i supporti analogici e quelli digitali. Per esempio la nuova collana Collassi prevede una presenza dell'opera una e trina: il libro cartaceo, l’edizione digitale e l’audiolibro. 
Dentro l’ambiente di rete convergeranno diverse funzioni: streaming e download di materiali originali; attività di interazione per uno spazio di dialogo con le comunità di riferimento. E l'apertura di un laboratorio per la progettazione editoriale con la finalità di aggregare uno studio sull'apprendimento per lettrici e lettori che oggi frequentano le scuole elementari, quindi coloro che avranno vent'anni nel 2030.
C'è una frase di Bataille che dovrebbe essere l'iscrizione permanente di ogni nostra azione editoriale: «Quando gli occhi degli altri erano inchiodati alle terre dei loro padri, alla patria, Zarathustra vedeva la terra dei suoi figli». Sembra facile. 

L'autore: Antonio Lolli

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Dopo la laurea in Ingegneria e l’esperienza di ricerca in ambito accademico svolta presso l’università di Bologna, seguo il mondo editoriale nelle sue diverse sfaccettature, con particolare interesse per il confronto tra le realtà dei diversi Paesi del mondo e per le ultime novità dal punto di vista produttivo e tecnologico.

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