Il tuo browser non supporta JavaScript!
Editori

Loescher. Più di 150 anni per l’editoria scolastica

di Alessandra Rotondo notizia del 18 maggio 2017

Attenzione, controllare i dati.

Un uomo teso nello sforzo di ingoiare una clessidra e un motto che promette l’immortalità. Almeno quella del pensiero, che i libri trasmettono ed eternano. Stiamo parlando del logo che fin dagli anni Settanta identifica la casa editrice Loescher e che, dopo la breve parentesi tipografica degli anni Zero, torna ancor più nitido nel restyling del 2014, a ribadire un dialogo mai interrotto con cultura e tradizione.

Da oltre 150 anni Loescher, dalla sua sede nel cuore di Torino, pubblica libri di testo per la scuola secondaria di primo e secondo grado. Del suo catalogo fanno parte anche storici dizionari, come IL di Luigi Castiglioni e Scevola Mariotti per il latino e GI di Franco Montanari per il greco. «Ormai da molti anni – racconta il direttore generale Marco Griffa – tra gli editori distribuiti da Loescher compaiono Helbling e Cambridge University Press. Più recentemente, distribuiamo anche la Cambridge Education, perché in Italia comincia a manifestarsi la domanda di testi scolastici in inglese anche per le materie, per così dire, tradizionali».

 
Scelte che assecondano le esigenze di mercato, insomma. Come pure l’acquisizione di Bonacci.

Laddove si aprono delle richieste noi cerchiamo di soddisfarle. I distribuiti vanno a completare l’offerta del nostro catalogo e, in un mercato abbastanza rigido dove è difficile acquisire posizioni, la distribuzione e l’acquisizione sono strategie per far crescere la propria quota.
A guidare l’acquisizione di Bonacci Editore è stato il nostro desiderio di crescita nell’italiano per stranieri, un mercato importante che la proprietà di un marchio specializzato ci ha permesso di coprire, facendo un salto di quota di mercato a livello internazionale non indifferente.
Anche il futuro andrà valutato e programmato a partire dai cambiamenti del mercato e delle sue logiche, ma non rinunciamo a queste modalità di espansione.

 
Una volta la parascolastica aveva un peso importante sui fatturati delle case editrici di settore. Oggi è ancora così? Come sono cambiate le strategie e i canali per promuoverla?

Quando guardiamo ai dati della parascolastica di cinque anni fa, osserviamo una composizione dell’offerta molto diversa da quella attuale. Nel recente passato la parascolastica si articolava in narrativa per ragazzi e compiti per le vacanze. Oggi all’interno di molti testi d’adozione c’è una parte per il recupero che viene spesso utilizzata per coprire la pausa estiva, di conseguenza i libri per le vacanze si vendono decisamente meno. Per quanto riguarda la narrativa poi, ormai molti insegnanti danno alla classe un elenco di autori e titoli tra i quali scegliere e invitano a cercarli nella biblioteca domestica, anche in un’ottica di contenimento dei costi per le famiglie. Per questa ragione la scelta è molto meno obbligata e lasciata alla discrezionalità dei ragazzi e dei loro genitori. A compensare il calo di questo tipo di parascolastica – che potremmo definire classica o più tradizionale – sono le pubblicazioni per le certificazioni di lingua. Non si tratta di testi d’adozione, ma sicuramente rappresentano oggi una buona fetta di ciò che vendiamo. In conclusione, guardando al fatturato, per Loescher la parascolastica continua a essere importante, ma è cambiato molto il mix di prodotti in cui si articola.
Per quanto riguarda le strategie promozionali, il canale primario rimane la propaganda agli insegnanti: quando gli agenti della nostra rete commerciale visitano le scuole, assieme ai testi d’adozione portano anche la parascolastica. Non va poi esclusa, soprattutto da qualche anno a questa parte, la possibilità di fare pubblicità – e quindi spingere le vendite – sui canali online, anche quello un mercato importante che può essere raggiunto con una comunicazione mirata.

 
Quanto all’evoluzione tecnologica dei prodotti e dei processi editoriali – anche alla luce delle norme che disciplinano l’offerta digitale per i testi d’adozione – che impatto ha avuto sulla vostra realtà?

Sull’argomento c’è da fare un distinguo. Se parliamo di processi, il flusso di lavorazione è unico e passa per il digitale. Come ormai tutti gli editori, anche noi usiamo dei software per impaginare i libri, questo ci permette (e non da oggi) di disporre da subito del formato digitale delle nostre pubblicazioni, proprio perché è lo stesso che verrà mandato in stampa. E succede da molto prima che venisse approvata una legge che impone di offrire anche la versione digitale dei libri di testo.
L’impatto è stato però notevole sull’offerta commerciale, perché quando parliamo della versione digitale di un testo scolastico, parliamo di un prodotto complesso, interattivo, multimediale, che integri esercizi e animazioni e che sia operabile da device diversi. Con un costo di post-produzione rispetto al pdf per la stampa molto elevato, che impone alla casa editrice di dotarsi di competenze e strutture proprie di una software house. Ma a fronte dei considerevoli costi di sviluppo, mantenimento e assistenza ai clienti che questi prodotti richiedono, non c’è praticamente fatturato, perché sono pochi gli utenti che decidono di acquistare solo la versione digitale e quest’ultima è offerta con l’acquisto del libro di carta. Una situazione non gradevole per l’editore, probabilmente determinata dall’arrivo della norma sul digitale prima dell’esigenza di mercato.
 

Qual è il ruolo che giocano nelle politiche d’impresa delle case editrici scolastiche le iniziative di aggiornamento e di formazione professionale rivolte agli insegnanti?

I momenti di coinvolgimento diretto degli insegnanti hanno sì uno scopo formativo, ma spesso affiancato da un orientamento al marketing. Una spinta allo sviluppo di queste attività l’ha data la carta del docente, un’opportunità di spesa che abbiamo interesse a convogliare verso la nostra offerta e i nostri prodotti. Un’altra l’ha data l’obbligo di formazione, che vincola gli insegnanti a svolgere annualmente un certo numero di ore di aggiornamento professionale.
La scuola è cambiata e sta cambiando e gli insegnanti sentono l’esigenza di dotarsi degli strumenti per gestire l’evoluzione. L’attività delle case editrici, in tal senso, si inserisce anche in un vuoto lasciato dai soggetti istituzionali. D’altronde non avrebbe senso pubblicare dei libri che mettono in pratica nuovi stili e principi dell’insegnamento senza formare adeguatamente chi dovrà utilizzarli. Un’altra tendenza importante, accolta con un’ottima risposta da parte degli insegnanti, è quella della formazione a distanza attraverso i webinar, che permettono di selezionare gli argomenti di interesse e di fruire i contenuti quando e dove si vuole.

L'autore: Alessandra Rotondo

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Mi sono laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, poi ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

Guarda tutti gli articoli scritti da Alessandra Rotondo

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice attivare il servizio.