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Editori

L'Aie e i servizi per i piccoli e medi editori

di Redazione notizia del 9 December 2017

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Il Palazzo dei congressi all’Eur non è stato solo lo spazio espositivo che ha accolto per quindici anni Più libri più liberi. Non è stato solo un luogo di aggiornamento professionale sull’andamento e le trasformazioni del mercato in anni in cui hanno fatto il loro prepotente ingresso l’e-book, l’e-commerce, la crisi delle librerie indipendenti. In anni in cui è cresciuto in maniera importante il peso internazionale dei piccoli e medi editori italiani, l’edificio razionalista firmato da Adalberto Libera non è stato solo uno spazio dedicato alla convegnistica e al dibattito culturale.
 
È stato uno spazio di relazioni – con i lettori, la stampa, il mondo professionale (le indagini del vissuto del pubblico fatte dall’Università di Tor Vergata sono lì a mostrarlo) – in cui la piccola e media editoria ha potuto percepire fisicamente quanto valeva e quanto pesava all’interno della nostra filiera. È stato uno spazio in cui i piccoli e medi editori hanno potuto costruire anno dopo anno la propria narrazione, fuori da ogni schema, iniziando così a comprendere maggiormente le proprie dimensioni imprenditoriali. Se oggi la piccola e media editoria nei canali trade – esclusi i marchi controllati dai gruppi editoriali maggiori – vale grossomodo un terzo delle vendite ed è cresciuta, con la parentesi degli anni tra il 2011 e il 2014, in tutte le sue macrovariabili, credo che un ruolo lo abbia giocato proprio il momento fieristico.
 
Gli spazi della fiera sono stati un gigantesco laboratorio di innovazione e di crescita del settore. Valgono, oggi come non mai, le riflessioni che Antonio Monaco aveva fatto nel 2011 (anno «uno» della crisi da cui siamo faticosamente usciti in questi ultimi 2-3 anni) in un incontro che tirava le fila dei convegni professionali di quell’anno. «Non è decisivo il fatto che ci saremo noi come singoli [marchi] ma che ci sia qualcuno che ritenga di avere bisogno di noi. Forse non è nemmeno rilevante sapere se ci saranno più o meno editori, più o meno libri di carta, maggiori o minori fatturati. È rilevante invece cercare di individuare quali fattori potranno essere determinanti per creare l’ambiente di coltura e di sviluppo dell’editoria e cioè le condizioni per produrre contenuti di qualità e pari occasioni e condizioni per accedervi».
 
Il trasferimento nella Nuvola quest’anno, con tutto ciò che significa in termini di «cambiamento», dà un senso ancor più tangibile alle parole con cui Antonio Monaco concludeva il suo intervento: «certamente siamo all’alba di una nuova rivoluzione: l’arrivo della nuova generazione di editori nativi digitali che potrà offrire nei prossimi anni (almeno dal 2015) nuove formule, nuovi prodotti, nuove visioni culturali e un diverso rapporto con il mercato globale». Ecco ora siamo qui a vedere dalla Nuvola quella nuova alba, chiedendoci quale ruolo potrà avere uno spazio espositivo e di incontro, culturale e professionale, per una nuova generazione di editori, di professionisti e di pubblico nativo digitale.
 
Partecipazione alle fiere internazionali e scambio con gli editori stranieri
 
Uno dei servizi fondamentali offerti da Aie si concretizza proprio nell'organizzazione di fiere che fungano da luogo privilegiato di visibilità per gli editori, come accade con Più liberi più liberi e la piccola e media editoria italiana. Ma l’impegno dell’Associazione si concretizza anche nel favorire la partecipazione degli editori alle fiere internazionali di settore. Un impegno pensato per tutti gli editori, ma che rappresenta un aiuto ancora più importante per le piccole e medie realtà, che possono così avere una possibilità in più di accrescere la propria visibilità. Lo stand collettivo italiano alla fiera di Francofortelo Spazio Italia – organizzato insieme al Ministero dello sviluppo economico e a Ice-Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane, è un esempio di questo supporto. Con la partecipazione alla collettiva italiana, un editore ha una serie di vantaggi che vanno da un’agevolazione economica rispetto all’acquisto di un proprio stand alla semplificazione complessiva delle procedure. L’Aie infatti svolge tutta una serie di attività per conto degli editori che partecipano alla collettiva: dall’iscrizione alla fiera all’inserimento in catalogo, dall’organizzazione della spedizione dei materiali al montaggio e smontaggio dello stand.
 
Nell’edizione di quest’anno lo Spazio Italia ha riunito 118 editori in 500 metri quadrati di spazio espositivo e ha costituito la vetrina tricolore per la fiera che rappresenta il più importante appuntamento internazionale per lo scambio dei diritti editoriali e per la promozione della cultura e dell’editoria italiana all’estero. Tra gli editori che hanno partecipato quest’anno anche quelli di cui la Regione Lazio e la Regione Piemonte hanno supportato la presenza – il Lazio attraverso l’Assessorato alla cultura e alle politiche giovanili, l’Assessorato allo sviluppo economico e attività produttive e LazioInnova (società in house di Regione Lazio), il Piemonte tramite l’Assessorato alla cultura e turismo –. In tutto sono stati 42 gli editori che hanno partecipato con la Regione Lazio e 33 quelli con la Regione Piemonte. Anche la Sardegna era presente alla collettiva, con una rappresentanza di 8 editori gestiti dall’Associazione editori sardi. Questi progetti di coinvolgimento delle Regioni sono stati messi in atto per favorire in particolare la presenza in fiera delle piccole e medie imprese editoriali a livello regionale.
 
Anche il Fellowship Program di Più libri più liberi persegue l’obiettivo di garantire la reciproca conoscenza tra gli editori italiani e stranieri. Il progetto, arrivato quest’anno alla sua tredicesima edizione, si propone di offrire agli editori stranieri in cerca di autori e libri italiani da introdurre ai rispettivi pubblici nazionali, un’ampia panoramica sulle più promettenti tra le medie e piccole case editrici indipendenti presenti in fiera. Interpreta quindi il profilo internazionale di Più libri, quello più aperto al contatto con l’editoria globale e interessato a entrare in comunicazione con i suoi attori.
L’impegno dell’Aie non si concentra solo in concomitanza delle fiere, ma prevede progetti sviluppati in tutto l’arco dell’anno. Basti pensare alle missioni esplorative, finalizzate a indagare le possibilità per gli editori italiani di creare opportunità di scambio e collaborazione all’estero. La missione a Istanbul, organizzata con Ice a febbraio 2014, è stata un esempio concreto di questo impegno e ha previsto, tra i vari appuntamenti, incontri bilaterali con editori e distributori turchi e visite a biblioteche e librerie locali.
 
Corsi e progetti di formazione dedicati agli editori
 
L’Associazione considera la formazione e l’aggiornamento degli editori obiettivi primari della propria strategia. Da più di 15 anni organizza appuntamenti, seminari e percorsi di approfondimento pensati per le esigenze degli editori – in particolare piccoli e medi – ma anche per coloro che hanno scelto l’editoria come proprio futuro professionale. Le tematiche affrontate nei corsi riguardano i vari ambiti di attività della casa editrice, concentrandosi negli ultimi anni soprattutto sulle novità normative e su come strutturare al meglio la propria attività.
 
In questo senso si inseriscono anche i progetti a sostegno dell’editoria piemontese, organizzati grazie a un contributo della Regione Piemonte a al lavoro della Delegazione regionale dell'Aie, finalizzati all’aggiornamento formativo e professionale degli editori. Si tratta di cicli di lezioni destinate alle case editrici con sede legale nella Regione Piemonte che devono rispondere ai requisiti previsti dall’articolo 2 della Legge Regionale 18/2008. Il progetto del 2017 ha previsto alcuni corsi realizzati nella prima parte dell’anno, che hanno affrontato i temi legati alla contrattualistica editoriale e ai diritti di edizione, così da consentire all’editore di acquisire le competenze necessarie per partecipare in modo più consapevole alla fiera di Francoforte e un secondo ciclo di lezioni a novembre che ha affrontato l’ambito economico-finanziario dell’attività editoriale. Al momento si sta valutando la possibilità di concretizzare un’iniziativa di questo tipo anche in altre realtà territoriali oltre al Piemonte. Da questo punto di vista è importante riuscire a individuare gli interlocutori più sensibili all’argomento e l’esistenza di una legge regionale a sostegno dell’editoria e delle piccole e medie imprese editoriali – come quella del Piemonte – è un segnale di apertura in questo senso.
 
Parlando di formazione per gli editori, un ruolo chiave per l’aggiornamento sui temi di maggiore interesse per i piccoli e medi editori spetta, come è stato già anticipato, al programma professionale di Più libri. Un palinsesto di appuntamenti dedicati espressamente agli addetti ai lavori, di discussioni e di dibattiti sui temi che attraversano il settore della piccola e media editoria – dall’innovazione tecnologica all’internazionalizzazione – ma in realtà l’intero comparto industriale.

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