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Editori

In Nord Corea ai dittatori piace scrivere libri per ragazzi

di P. Sereni notizia del 18 marzo 2014

Attenzione, controllare i dati.

Se sei un leader politico, che sia di un Paese democratico o meno, prima o poi ti verrà voglia di scrivere un libro, possibilmente per bambini. Dopo Barack Obama che nel 2010 scrisse il suo primo libro per ragazzi, anche dalla Corea del Nord giunge voce di una genia di dittatori amanti della lettere.
Ad entrare nel novero di quanti hanno voluto porre la propria firma su opere per la prima infanzia non mancano infatti l’ex leader della Corea del Nord Kim Jong-il e il suo padre Kim Il-sung che, secondo l’articolo pubblicato da un ricercatore australiano, Christopher Richardson, sulla «Review of Korean Studies» e ripreso dal «Guardian», avrebbero composto più di un racconto per ragazzi e con risultati stilistici e narrativi che non si discosterebbero molto da quelli dei libri per bambini occidentali.
Se grafica e modalità narrative possono essere assimilabili a quelle nostrane, la cifra di questi volumi, a tutt’oggi diffusi nelle scuole come lettura formativa, è la fortissima ideologia anti-americana e anti-imperialista che, più o meno velatamente, ne pervade pagine e illustrazioni.
Per rendersene conto basta scorrere le trame. Tra i volumi attribuiti a Kim Jong-il c’è per esempio Boys Wipe Out Bandits, pubblicato la prima volta nel 1989 nella quale le impurità culturali, la degenerazione del capitalismo e l'individualismo rampante sono sconfitti dalla forza emanata dalla collettività. La storia vede un villaggio vulnerabile – una metafora per la Corea del Nord – circondato dai nemici, creature mostruose capitanate da una specie di orco, che solo grazie allo sforzo unanime degli abitanti del villaggio (rappresentati anche graficamente come delicate ed eleganti figure) verranno alla fine sconfitti.
A dir la verità si tratta di una linea narrativa ereditata dal padre, Kim Il-sung , che nel volume The Butterfly and The Cock identifica chiaramente il nemico con gli Stati Uniti d’America, rappresentati come un galletto che arriva a fare il bullo in un bellissimo giardino, prontamente rimessi al proprio posto dalla Corea, una farfalla. Dal racconto fra l’altro è stata anche tratta una serie animata per la tv nord coreana che si può vedere su You Tube.
Si tratta chiaramente di opere datate (alcune risalgono agli anni 60-70) ma che in Nord Corea sono considerate dei classici e quindi costantemente ristampate e riproposte alle nuove generazioni. Come spesso accade nei regimi dove il culto della personalità è dominante, non è neppure detto che le opere attribuite ai due leader siano effettivamente state scritte di loro pugno e le stesse case editrici nella Repubblica democratica popolare di Corea mantengono un certo grado di ambiguità circa la paternità di questi racconti. La possibilità più realistica è che dietro cotanta opera di retorica ci sia un team di ghost writers il cui compito è quello di catturare l'essenza della saggezza politica e letteraria del leader e riproporla in storie coinvolgenti e ricche d’azione.
Ciò che colpisce maggiormente è forse la centralità della letteratura per bambini nella concezione nord coreana tanto che il giovane Kim Jong-un, attuale leader del Paese, l’ha elevata ad uno dei punti focali della propria agenda politica e culturale (ricordiamo che nel frattempo in Corea del Sud si sta lavorando per la diffusione degli e-book tra bambini e ragazzi) e potrebbe presto unirsi ai propri avi scrittori con qualche racconto dedicato alle nuove generazioni.

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