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Editori

In Kuwait gli intellettuali si mobilitano contro la censura

di Antonio Lolli notizia del 25 settembre 2018

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In diversi Paesi del mondo si è assistito negli ultimi anni a un’evoluzione delle forme di governo verso sistemi sempre più autoritari, interessati a un controllo diretto dell’informazione e dell’editoria libraria, che in alcuni casi hanno portato a veri e propri fenomeni di persecuzione di editori e scrittori. Dalla violenta soppressione del dissenso operata in Turchia e in Cina fino alla stretta sull’editoria scolastica in Ungheria. Ma situazioni delicate si sono avute anche in Egitto, Bangladesh, Vietnam, Arabia Saudita, Russia e Bielorussia, solo per fare qualche nome.

Senza dimenticare il Kuwait, dove negli ultimi cinque anni ben 4 mila libri sono entrati nella lista nera del Ministero dell’informazione e dichiarati impubblicabili nel Paese, compresi titoli di fama internazionale come Cent’anni di solitudine di Gabriel García Márquez e Notre-Dame de Paris di Victor Hugo. E non è tutto. I libri che saranno presentati alla prossima fiera del libro – in programma a novembre – saranno sottoposti all’attenzione di una commissione controllata dal governo che opererà secondo una legge del 2006, che individua anche una serie di reati per editori e giornalisti. In particolare saranno dichiarati impresentabili i titoli contrari all’Islam, quelli con contenuti che possono minacciare la sicurezza nazionale, incitare le persone a organizzare insurrezioni, azioni di disobbedienza o atti dichiarati «immorali». In generale sono vietati tutti i contenuti «contrari alla buona condotta».

Per dimostrare il proprio dissenso contro queste possibili azioni di censura, alcuni gruppi di intellettuali e attivisti hanno organizzato due marce di protesta, che hanno avuto luogo il 1° e il 15 settembre, oltre a una campagna di informazione sui social network.

«L’unica causa di questa censura è l’ignoranza», ha dichiarato la scrittrice Bouthaïna al-Issa, tra le nominate all’edizione 2013 del Sheikh Zayed Book Award, uno dei più prestigiosi premi letterari del mondo arabo.

Il Kuwait è stato un importante centro di produzione editoriale negli anni Settanta e Ottanta, sede tra gli altri di Al-Arabi – tra le più conosciute riviste a tematica culturale in lingua araba – e di case editrici specializzate nella pubblicazione di testi scientifici e letterari. Negli ultimi anni però le forze conservatrici e legate alla tradizione islamica hanno assunto un peso sempre maggiore in parlamento, andando a estendere la propria influenza anche nell’opinione pubblica.

L'autore: Antonio Lolli

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Dopo la laurea in Ingegneria e l’esperienza di ricerca in ambito accademico svolta presso l’università di Bologna, seguo il mondo editoriale nelle sue diverse sfaccettature, con particolare interesse per il confronto tra le realtà dei diversi Paesi del mondo e per le ultime novità dal punto di vista produttivo e tecnologico.

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