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Editori

Il Giornale della libreria raccontato dalle immagini: 1939-42

di Denise Nobili notizia del 28 maggio 2019

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In occasione dei 150 anni di AIE – Associazione Italiana Editori, abbiamo voluto dare nuova vita ad alcune delle pagine più belle e interessanti del «Giornale della libreria», house organ dell’Associazione che dal 1888, anno della sua nascita, vuole essere punto di riferimento per chi lavora in editoria e nell’industria del libro.
Periodicamente pubblicheremo notizie, curiosità, scansioni di pagine, e stralci di articoli tratti dai volumi storici del giornale, che bene rappresentano la storia editoriale del nostro Paese e che ci sembra possano essere di interesse per il pubblico. Potete già consultare una selezione di alcune illustrazioni e pubblicità nei primi anni di attività del Giornale: dal 1888 al 1897dal 1898 al1905dal 1906 al 1912dal 1913 al 1920dal 1921 al 1928dal 1929 al 1933, dal 1934 al 1938.
Di seguito trovate invece una gallery con illustrazioni e pubblicità, contenute nei volumi del «Giornale della libreria»  dal 1934 al 1938.



Se già dall’instaurarsi del regime fascista, l’editoria italiana si è fin da subito scontrata col problema della censura, in questi anni la situazione si inasprisce in modo considerevole. Le case editrici che si erano mostrate comunque abili nel dare spazio a molti autori stranieri nel proprio catalogo tramite alcuni escamotages, in questi anni di guerra sono costrette a rivedere la propria linea editoriale.

Nasce in questi anni, a causa della censura e dell’autarchia culturale, una scuola di autori italiani che scrivono romanzi adatti a passare il vaglio del regime, perché in linea con la propaganda e le idee fasciste o perché imperniati attorno ad argomenti leggeri e faceti. Il più delle volte si trattava però di nomi e opere dimenticabili. In questo contesto, vale la pena però ricordare che risale a questi anni il successo dei libri rosa di Liala, una scoperta Mondadori (“Signorsì” fu pubblicato per la prima volta nel 1931), scrittrice particolarmente amata dal pubblico femminile.


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Moltissime poi sono le pubblicazioni che durante il conflitto cercano di disegnare un quadro attuale della situazione: saggi politici, cronistorie spesso riprese dalle trasmissioni radio dai luoghi di battaglia e sull’andamento della guerra, approfondimenti sulle nuove tecnologie del combattimento per mare e aereo.

In questo contesto, spesso di aperto appoggio alle idee del regime e in linea con la sua propaganda, alcuni intellettuali italiani iniziano però a farsi sentire, facendo una resistenza militante che parte prima di tutto dalla cultura. Il caso simbolo è quello della Einaudi che, nonostante gli arresti, continua nell’impresa editoriale che si era prefissata  fin dalla sua nascita: realizzare «un progetto editoriale con interventi nel campo della storia, della critica letteraria e della scienza e con l'apporto di tutte le scuole valide, non appiattite dal prevalere della politica sulla cultura».

L'autore: Denise Nobili

Laureata in Filologia, mi sono poi specializzata e ho lavorato in comunicazione, approdando infine al Master in Editoria della Fondazione Mondadori. Oggi lavoro come editor al Giornale della Libreria, e mi occupo di accessibilità digitale in Fondazione LIA.
Sono interessata a tutto ciò che è comunicazione della cultura, nuovi media, e mi affascinano gli aspetti più pop e innovativi del mondo del libro.

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