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Editori

Edizioni SuiGeneris. Un catalogo dagli effetti collaterali

di Alessandra Rotondo notizia del 22 November 2018

Attenzione, controllare i dati.

Tutte le case editrici felici si somigliano. Ogni casa editrice indipendente è infelice a modo suo si legge sull’homepage del sito di SuiGeneris. Un incipit che è tutto un programma, e che meritava di essere approfondito. Oriana Conte racconta di aver aperto la casa editrice a Torino nel 2014, quando aveva ventitré anni. «Pubblico narrativa, filosofia, teatro, poesia e satira. Ho il privilegio di operare una stretta selezione, di conoscere alla perfezione il mio catalogo e di pubblicare titoli rischiosi di cui il mercato non sa ancora nulla, che scelgo perché hanno qualcosa da dire, sono innovativi o divertenti. Creo libri che hanno effetti collaterali: curiosità elettrica, meraviglia immotivata, pensieri non previsti al momento dell’assunzione».
 
Un'esperienza connotata da un’evidente giovinezza anagrafica. Ma non solo. Una cifra espressiva, una guida, un orientamento che si declina nell’intero progetto editoriale. «Dopo tutto, una gioventù bisogna averla: poco importa l’età in cui si decide di essere giovani,per dirla con Henri Duvernois. Io ho deciso di essere giovane nel 2014, quando ho aperto SuiGeneris. La gioventù è uno slancio, un inizio. È prendersi la libertà di sperimentare e conoscersi. E anche gli autori che pubblico sono “giovani”, ma nell’accezione più genuina: non si sono adattati alle brutte abitudini del mondo dell’editoria. Sono ormai quattro anni e la casa editrice sta crescendo. abbiamo raffinato la grafica, aumentato la distribuzione e ci siamo aperti al mercato estero».
 
 
Quali libri avete in uscita?

In arrivo ci sono tre traduzioni: Charlie Chaplin, un tesoro in bianco e nero, un graphic novel per bambini su Le luci della città, pubblicato in portoghese dalla brasiliana FDT e tradotto da una delle classi del liceo Massimo D’Azzeglio di Torino. Furiosa Scandinavia di Antonio Rojano, vincitrice del Premio Lope de Vega 2016, che sarà adottata dal corso di Letteratura spagnola dell’Università di Torino; un’opera teatrale che ci ricorda quante cose dimentichiamo e come la memoria possa essere un cane a cui lanci un bastone e ti riporta una cosa qualsiasi. Time Flies e altri corti teatrali di David Ives, nove spiritosi e stravaganti atti unici.


E gli Adelphi ignoranti? Pensavo fossero niente più che una geniale espressione della creatività sui social!

Gli Adelphi ignoranti è una delle nostre pubblicazioni più irriverenti e ha fatto saltare in aria il nostro tipografo che ci ha chiamato preoccupato che finissimo in galera e divertito come non mai. Ci siamo informati con un avvocato che ci ha assicurato che le il tutto rientrava nel diritto alla satira. Abbiamo adattato le copertine che tanto avevano avuto successo online (Waiting for Dodot, Paolo di Paolo di Paolo, romanzo ripetitivo) a una grafica cartacea e abbiamo aggiunto dei contenuti narrativi. In quarta abbiamo messo la strabiliante recensione de Il Giornalaio: «Un libro che colpisce dritto al cuore, e anche più in basso. Il caso editoriale mondiale del millennio».
 


Una produzione editoriale così peculiare ha il suo pubblico (pagante)?

La produzione editoriale ha il suo pubblico proprio perché peculiare. Ho letto da poco che il segreto del successo di una casa editrice è occupare spazio in libreria così che i lettori, pescando a caso, comprino un libro con quel marchio. E sento un gran vociare di gente che si esprime sui libri in base al loro volume: «Sa quanti libri ho in libreria! Prendono un sacco di spazio». I nostri lettori hanno gli scaffali pieni di libri, ma vogliono di più: stanno cercando qualcosa che non hanno già, difficile da trovare, SuiGeneris.
 

È il primo anno che a Più libri avrete uno stand, ma di fiere e saloni ne frequentate molti.

Andiamo a molte fiere, soprattutto a quelle dedicate all’editoria indipendente, perché il pubblico che vi partecipa è curioso e attento. Ci divertiamo tantissimo a raccontare i nostri libri e, in effetti, più li racconti dal vivo e più vorresti raccontarli, così accade anche ai nostri lettori che tornano l’anno successivo a cercare le novità.
L’anno scorso abbiamo partecipato a Più libri più liberi con una selezione di titoli allo stand comune della Regione Piemonte dove Storia della filosofia a sonetti e il Morandazzo, i film in tre righe. Come non li avete mai visti! hanno avuto un gran successo, immagino che facciano una bella figura sotto l’albero di Natale.
È il primo anno che avremo un nostro stand, saremo nella postazione E45, in condivisione con Cliquot. La fiera ci è stata raccomandata da molti editori che vi hanno partecipato. Inoltre le comunicazioni con lo staff finora sono state veloci e puntuali. Volendo trovare un «punto debole», credo che la quota di iscrizione per chi non è socio AIE sia molto onerosa.
 
 

Cosa porterete a Più libri 2018? Cosa vi aspettate?

In fiera porteremo tutto il nostro catalogo, tra cui le ultime uscite: Il Gatto di Chagall un romanzo che trae spunto dalle atmosfere surreali del quadro Parigi dalla finestra; Diario di una molecola psicoattiva, una raccolta di racconti che affronta il nostro modo di elaborare le emozioni; Il linguaggio è un labirinto. Favola ispirata alla filosofia di Wittgenstein che, al confine tra la saggistica e la narrativa, ci porta a interrogarci sul nostro modo di utilizzare le parole, ad esempio: come sarebbe una società dove la parola «io» è proibita? In più, allo stand sarà presente Fabrizio Sani, autore della raccolta poetica Si innamoravano tutti di me e io del loro amore.
Quello che ci aspettiamo è di far «tagliare» dalle risate i romani e di raccontargli come morto un Papa, morto un filosofo, morto dio, se ne fa un altro.
 

L'autore: Alessandra Rotondo

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Mi sono laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, poi ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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