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Editori

Come gestire la produzione editoriale. Un nuovo corso AIE il 25 marzo

di Antonio Lolli notizia del 25 febbraio 2020

Attenzione, controllare i dati.

Aggiornamento dell'11 marzo 2020
Il corso è rinviato a data da destinarsi a seguito dell'intensificarsi dell'emergenza sanitaria legata al Coronavirus (Covid-19).
Appena possibile forniremo tutti i dettagli.


In un mercato affollato e competitivo come quello attuale, riuscire ad attirare l’attenzione del lettore con la propria proposta editoriale è una delle sfide principali per ogni editore. È sempre più importante dotarsi delle competenze necessarie per coordinare in modo adeguato le diverse fasi del processo produttivo, gestendole con efficienza, tempestività e in una logica di ottimizzazione dei costi. Proprio sulla scia di queste esigenze l’Associazione Italiana Editori ha ideato il corso Gestire la produzione editoriale dal progetto alla stampa (e oltre). Materiali, tecniche, fornitori e flussi, in programma nella sede AIE di Milano il prossimo 25 marzo. L’incontro sarà tenuto da Matteo Brambilla, responsabile della produzione di Adelphi, con la direzione scientifica di Paola Di Giampaolo. Tutte le informazioni sul corso sono disponibili sulla pagina dedicata del sito AIE e le iscrizioni al momento sono aperte fino a venerdì 13 marzo. Nel caso di cambiamenti legati alla delicata situazione in atto, vi saranno fornite tutte le informazioni necessarie.

«Grazie a un approccio che unisce strategia, attenzione agli aspetti pratici e indicazioni utili per gestire gli aspetti quotidiani – racconta Matteo Brambilla – il corso vuole aiutare l’editore nel padroneggiare le «tecniche» che consentono di ottenere un prodotto unico e riconoscibile. Un obiettivo particolarmente importante oggi, in un settore in cui i titoli a volte rischiano di assomigliarsi. L'attenzione al dettaglio e la competenza sul prodotto fanno invece ancora la differenza».


Quali aspetti rendono importante la partecipazione al corso?

Parte essenziale dell’incontro sarà l’interazione dei partecipanti e il confronto delle rispettive esperienze. Ogni giorno infatti capita di parlare con clienti e fornitori ma è molto meno frequente per gli editori il dialogo in senso orizzontale, ovvero con gli altri colleghi, grandi o piccoli che siano. Penso che questo tipo di confronto possa essere invece davvero importante per chi lavora in una casa editrice.
Vorrei inoltre sottolineare un ulteriore aspetto legato alla qualità dei prodotti realizzati, che rappresenta di fatto ancora la migliore (e spesso l'unica) attività di marketing editoriale realizzata dalla casa editrice. Se in altri settori la parola «marketing» rimanda infatti anche a un investimento in ricerca e sviluppo, in editoria spesso si preferisce prima realizzare il libro, lanciarlo sul mercato e, solo dopo, vedere come viene accolto dal pubblico. Non vengono cioè prese in considerazione tutte quelle attività che consentirebbero di dare un’ulteriore visibilità al prodotto e di avere un’idea del livello di interesse del pubblico prima della sua realizzazione.


Dal suo punto di vista, quali sono i punti principali da tenere in considerazione per ottimizzare i costi di produzione di un progetto editoriale?

«Selezionare il fornitore giusto per il libro giusto, nel giusto equilibro tra prezzo e servizio», mi verrebbe da dire come prima risposta, persino troppo scontata. Anche senza l’utilizzo di complessi diagrammi di Gantt, sono diversi gli accorgimenti che consentono all’editore l’ottimizzazione dei processi: dal controllo delle tempistiche alla prevenzione di eventuali problemi, grazie all’individuazione del momento giusto in cui effettuare scelte strategiche o variazioni in corso d’opera. Nella mia esperienza, ho assistito a «cambi in corsa» apparentemente indolori che però sono andati a compromettere definitivamente il risultato finale, se decisi nel momento sbagliato. Penso per esempio a scelte grafiche non adeguate per i materiali definiti in precedenza. Al netto di ragionamenti sulle collane, ogni libro rimane un progetto unico, con problemi specifici, da gestire come una piccola start-up agile e flessibile. E chi segue la produzione di un progetto editoriale deve essere il facilitatore per tutti gli altri colleghi coinvolti nel processo.


La scelta della carta, del formato e della legatura svolgono un ruolo molto importante nel processo produttivo. Quali sono gli aspetti più importanti da considerare?

In questo caso, l’aspetto secondo me di maggiore rilevanza è stabilire fin dove un editore si deve spingere nella «delega» a un unico fornitore della gestione del processo. Per alcuni progetti e collane, la scelta cade sul «chiavi in mano», dalla tipologia della carta alla confezione, ma in molti altri casi si deve saper prendere in considerazione il mix più adeguato di fornitori e riuscire a gestirli in contemporanea. Proprio questo è uno degli aspetti su cui punterà il corso: contribuire a fornire informazioni, spunti e consigli che consentano agli editori di dialogare con professionisti anche molti diversi tra di loro.
È importante sottolineare che, prima ancora dei formati, al centro del lavoro dell’editore ci sono i contenuti: saperli gestire correttamente, archiviarli per il futuro e decidere che forma di controllo si vuole tenere su di essi. Quest’ultimo punto è particolarmente evidente per i formati audio, in cui la fruizione avviene soprattutto per abbonamento su piattaforme esterne.
In sintesi, per mettere in atto una strategia ottimale è necessario immaginare, fin dalle prime fasi, tutte le possibili declinazioni (e opportunità di vendita) che avranno i contenuti, pensare ad archiviarli in modo che siano facilmente recuperabili e riutilizzabili nei vari formati e decidere la forma di controllo da tenere a seconda dei formati e delle piattaforme che saranno utilizzate.

 

 

L'autore: Antonio Lolli

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Dopo la laurea in Ingegneria e l’esperienza di ricerca in ambito accademico svolta presso l’università di Bologna, seguo il mondo editoriale nelle sue diverse sfaccettature, con particolare interesse per il confronto tra le realtà dei diversi Paesi del mondo e per le ultime novità dal punto di vista produttivo e tecnologico.

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