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Editori

Che leggere? Cosa succede se il passaparola è frutto dell'intelligenza artificiale

di E. Draghi notizia del 23 ottobre 2012

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Nell’epoca dei new media in cui le parole chiave, per non rischiare di essere travolti dal marasma della sovra informazione, sono massima visibilità e massima diffusione, la domanda latente per gli editori non è difficile da intuire e ruota attorno alla ricerca di una strategia efficace per convincere il lettore all'acquisto di un bene, in fondo superfluo, come è il libro. 
Nell’epoca di Amazon e dei suoi «consigli di lettura» rimane una sola grande verità: il passaparola. È ancora questo infatti il mezzo principale con cui i lettori dichiarano di avvicinarsi in prevalenza al libro, perché non c’è nulla di più autorevole del parere di una persona fidata. L’algoritmo di Amazon vorrebbe sostituirsi anche a questa entità, e non è detto che prima o poi non ci riesca. Anche per tale ragione il mondo editoriale osserva con grande attenzione tutte le possibilità offerte dalle nuove tecnologie per essere più efficaci nella comunicazione con i lettori. L'offerta è molto vasta e variegata: alle riviste letterarie, alle recensioni sui giornali, per radio o in televisione si sono affiancati Facebook e Twitter dove le case editrici parlano in prima persona con i loro lettori. Ci sono i books blogger la cui influenza è in ascesa (Books blogger, quinto potere). E ovviamente ci sono le startup, che crescono come funghi attorno ad ogni compagine del fitto sottobosco editoriale, pronte a realizzare quello che fino a ieri l’editore poteva solo immaginare. Da Oyster a Bookshout, da Jellybooks ad Anobii Zazie c’è solo l’imbarazzo della scelta.
Un nuovo progetto, tuttavia, ha l’ambizione di sostituire l’elemento umano che rende il passaparola così prezioso. Si chiama Booksai (dove le ultime due lettere del nome sono l’acronimo di artificial intelligence) ed è un motore di ricerca in grado di «leggere» i libri come un essere umano. Questa capacità si traduce in recensioni «intelligenti», appunto, con la caratteristica di consigliare all’utente libri «percepiti» simili. Al momento Booksai ha a disposizione un catalogo di appena 100.000 titoli (una cifra ancora molto lontana dal consentire prestazioni stupefacenti) ma chissà che in futuro non diventi una delle vie privilegiate per arrivare ai lettori.
Sì perché nel frattempo gli editori e gli autori continuano il loro arduo cammino, si affannano, sperimentano, corrompono recensori perché l’obiettivo, il traguardo, è sempre lo stesso: conquistare l’attenzione dei lettori, stimolare la loro curiosità e portarli nelle librerie (fisiche o virtuali) perché acquistino, finalmente, i preziosi titoli.


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