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Editori

Animalía, la collana di Nottetempo oltre l'antropocentrismo

di Alessandra Rotondo notizia del 14 maggio 2018

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Con Il gatto di Katharine M. Rogers e Il fenicottero di Caitlin R. Kight, Edizioni Nottetempo ha lanciato alla fine del 2017 una nuova collana dedicata al mondo animale. Monografie agili, divulgative e con un ricco apparato iconografico, riunite sotto un nome che da solo fa già la sua parte: Animalía. Con questi libri, all’incrocio tra storia naturale e immaginario, Nottetempo vuole esplorare l’impatto della dimensione animale sul mondo letterario, artistico, mitologico e culturale. Facendo un passo laterale rispetto alla visione antropocentrica.

«La collana è nata da un’ispirazione più profonda, comune a tutta la produzione della casa editrice e a chi ci lavora dentro» racconta l’editore Andrea Gessner. «Riteniamo che uno dei punti fondamentali della contemporaneità sia la necessaria ricontrattualizzazione del rapporto tra gli umani e gli altri viventi, una strada che stiamo esplorando aprendoci all’antropologia che indaga questi temi. Per fare un esempio, abbiamo appena pubblicato La caduta del cielo, uno straordinario resoconto della vita e del pensiero cosmo-ecologico di Davi Kopenawa, sciamano e portavoce dell’Amazzonia brasiliana. Vogliamo indagare il mondo con sguardi “altri”: non necessariamente nuovi, ma diversi dal paradigma antropocentrico dominante nel mondo occidentale. Un paradigma che ci porta non di rado ad assumere comportamenti distruttivi e autodistruttivi».

Per il momento, i testi proposti nella collana sono solo traduzioni, «ma stiamo lavorando affinché vi compaiano anche autori italiani». Ciascuna monografia non si limita a raccontare l’animale protagonista da un punto di vista naturalistico e tassonomico, ma soprattutto esplora i rapporti – culturali, simbolici, affettivi, immaginari, artistici… – tra la creatura e l’uomo, indagando la loro evoluzione attraverso le epoche storiche. «Per esempio al gatto, l’animale che ha aperto la nostra collana proprio perché considerato il più domestico fra tutti, ci lega oggi una forte affettività. Ma in passato era simbolo del demonio e della seduzione, oggetto di sevizie: mi viene da pensare a Il grande massacro dei gatti di Robert Darnton, pubblicato nel 1988 (e poi riproposto qualche anno fa) da Adelphi».


Fin da subito, la collana Animalía ha valicato il perimetro degli «animali d’affezione». La scelta di dedicare un titolo al fenicottero, per esempio, è stata guidata dalla sua onnipresenza, come oggetto, feticcio, nell’immaginario estetico degli ultimi anni. «A giugno cominceremo a indagare l’ambiente marino con una monografia sul delfino, un animale fortemente simbolico, legato all’umano e umanizzato anche perché mammifero; mentre a ridosso del periodo natalizio, verso novembre, presenteremo il volume sull’asino. Nel 2019, invece, sarà la volta del falco e del lupo, entrambi oggetto di una forte riscoperta in questi ultimi anni».

I libri della collana, precisa Gessner, sono molto divulgativi. «Non vogliamo rivolgerci a una ristretta cerchia di intellettuali e pensatori, anzi! Speriamo che questi titoli offrano tante risposte, insegnino qualcosa, aprano la testa e lo sguardo dei lettori». E suscitino qualche domanda.  «Da dove partire per stabilire nuove forme di convivenza tra viventi? Vorremmo che sul fondo del lettore si sedimentasse questo tipo di considerazione». Anche per questo gli autori di Animalía non sono, nella maggior parte dei casi, naturalisti o etologi, ma semplici appassionati: a scrivere Il falco è, per esempio, Helen Macdonald, già autrice di Io e Mabel, successo editoriale pubblicato in Italia da Einaudi nel 2016.

Punto di forza della collana, anche la sua estetica minimalista, elegante e di grande impatto. «Abbiamo pensato di scegliere per questo progetto una grafica un po’ retrò, che riuscisse a comunicare, da una parte, l’antichità del rapporto che ci lega a questi animali. Dall’altra, che facesse capire a colpo d’occhio che non si tratta di manuali per allevare o per prendersi cura di questa o quella specie». L’idea di attribuire a ogni uscita un colore diverso, invece, è un omaggio a una delle prime collane edite da Nottetempo: i Sassi. «Un rimando alla tradizione, insomma. E, se saremo fortunati e i libri verranno apprezzati e acquistati, un modo per creare un’allegra macchia di colori nelle biblioteche domestiche di chi vorrà leggerli».   

L'autore: Alessandra Rotondo

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Mi sono laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, poi ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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