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Editori

Alle origini dell’editoria per l’infanzia. Le immagini d’archivio

di Denise Nobili notizia del 2 aprile 2019

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Abbiamo voluto ripercorrere gli albori di questo settore, confrontandoci con le pubblicità di libri e collane per bambini e ragazzi presenti nei volumi dell’archivio storico del nostro giornale, nato nel 1888 col nome di «Giornale della libreria, della tipografia e delle arti e industrie affini» (nome che terrà fino al 1921). Qui vi diamo uno scorcio dell’editoria per l’infanzia dall’Unità, quando ci si inizia a porre il problema di un canone unitario anche per i più piccoli, fino agli anni ’30 del Novecento, quando anche questo settore sarà toccato dal passaggio verso una cultura di massa e dalla nascita di generi letterari.

È un percorso lungo quello che vede nascere e svilupparsi un’editoria dedicata a bambini e ragazzi in Italia, con una sua fisionomia e una sua dignità, anche commerciale. Ecco perché dopo l’Unità gli editori che trattano questo target di età si occupano anche di scolastica, spesso persino producendo e vendendo materiale di cancelleria e di arredamento scolastico. Siamo in un’epoca in cui una letteratura per bambini e ragazzi firmata da nomi italiani è ancora lontana e non esistono ancora di fatto progetti sistematici o linee editoriali in cui inserire le pubblicazioni per questo target.



La maggior parte dei titoli stampati hanno carattere moraleggiante e spesso non godono di ottima qualità. Hoepli è tra le prime case editrici a portare in Italia alcuni titoli di maggior valore o che sarebbero diventati dei classici (tra cui le fiabe dei fratelli Grimm), basandosi più su un modello anglosassone di editoria. La nascita delle collane è un momento fondamentale nell’editoria ottocentesca e Hoepli è tra gli editori a comprenderne l’importanza ai fini della riconoscibilità del marchio, in questo caso organizzandole per pubblico e target di età: tra le collane dedicate ai bambini Hoepli fonda Prime letture per l’infanzia e Biblioteca per la gioventù italiana, che saranno attive dal 1882 fino all’inizio della Prima guerra mondiale (con alcune ristampe successive).

 
La vivacità dell’editoria per ragazzi inizia a mostrarsi tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento proprio grazie all’integrazione dell’editoria libraria con quella periodica: fioriscono in questi anni una serie di giornali pensati per un pubblico di piccoli lettori. Tramite questo nuovo mezzo, l’editore spesso riesce a concepire una strategia integrata che gli permette di veicolare l’opera prima attraverso i giornali e in seguito con una pubblicazione ad hoc.

Tra le pubblicità di periodici per l’infanzia presenti in archivio, quella del «Frugolino», settimanale illustrato che esce a Milano il giovedì a partire dal marzo 1879 e che entra nell’immaginario per la sua copertina. Dodici pagine illustrate in bianco e nero che comprendono commedie per fanciulli, curiosità, poesie, racconti a puntate. Più tardo e di importanza centrale è invece il «Giornalino della domenica», settimanale edito dalla fiorentina Bemporad, che colpisce subito per la sue copertine a colori di illustratori di qualità. Fondato da Vamba, verrà pubblicato fino al 1927 ed è considerato uno tra i periodici che hanno fatto la storia della letteratura per l’infanzia, grazie ai contributi di famosi scrittori come De Amicis, Deledda, Capuana, Salgari, e degli illustratori più apprezzati dell’epoca.


 
Il caso più significativo di opera pubblicata a puntate è Pinocchio di Collodi che, proprio perché uscito inizialmente sul «Giornale per i bambini» (dal 1881 e con diverse peripezie) può essere considerato come «il primo libro per ragazzi scritto in presa diretta coi ragazzi» come lo definirà Rodari, tanto che saranno i bambini a spingere l’autore a cambiare il finale previsto in un primo momento. Lo straordinario successo portò altri editori a fare affidamento su un’autorialità italiana di qualità.

È così che nasce Cuore, altro capolavoro di questi anni (1886, Treves), quasi un romanzo scritto e costruito ad hoc da De Amicis come controbilancio delle storie di tanto successo di Collodi, che facevano ridere i ragazzi ma spesso non fornivano un buon esempio comportamentale. Anche in questo caso il successo sarà enorme, pur se non partito dal basso quanto da insegnanti e scuole che lo eleggono a testo adatto alla lettura dei fanciulli.

 
Il primo conflitto mondiale, anche a causa della crisi dell’industria della carta e tipografica, frena lo sviluppo nel Paese dell’editoria per ragazzi. Dall’Unità molti sono stati i passi fatti dal settore: si è andata a creare una generazione di autori specializzati e di illustratori dotati, c’è un’apertura interessante verso modi diversi di narrare, il gusto per la vignetta e il fumetto, ma spesso è l’editoria periodica a mostrarsi più vivace e creativa, potendosi permettere di rischiare di più. Nasce in questi anni il «Corriere dei piccoli», che in poco diventa lettura di riferimento per l’infanzia e che avrà il merito di introdurre il fumetto (anche statunitense) in Italia, seppure relegandolo a un pubblico di soli bambini.

All’estero in questi stessi anni, dalla fine dell’Ottocento agli anni dieci del Novecento, si sta vivendo una vera e propria età dell’oro per la letteratura per l’infanzia, soprattutto nel mondo anglosassone: pubblicano i loro capolavori Kipling, Twain, Verne, Carroll, Stevenson, Alcott. In Italia, al contrario, la maggior parte delle pubblicazioni di questi anni tendono ancora a essere educative prima di tutto, quando non cercano di spiegare l’attualità, il mondo dei grandi: la guerra prima, e poi, con l’instaurarsi del fascismo, i temi più cari alla classe politica.

La propaganda del regime intuirà subito l’importanza strategica del controllo delle letture per bambini e ragazzi e agirà a partire da quelle previste dai programmi scolastici, fino a influenzare le pubblicazioni dell’intero settore tramite una massiccia autocensura. I temi sono quelli dell’ubbidienza come qualità necessaria, la guerra e il sacrificio personale per la patria, la celebrazione della famiglia, il colonialismo, il culto della personalità di Mussolini.


 
Nonostante il libro di testo unico per le scuole (in vigore dall’anno scolastico 1930-31), la censura e il boicottaggio della letteratura straniera (che si inasprirà fino all’autarchia nel 1938, con il divieto di pubblicare materiale di importazione), è proprio negli anni ’30 che l’editoria inizia a configurarsi con logiche commerciali moderne. Sulla scia di questo processo, anche l’editoria per bambini e ragazzi inizia ad assumere una sua fisionomia concreta: la cultura di massa tocca anche il pubblico di lettori più piccoli che, così come i genitori, cercano letture amene, d’intrattenimento. In questi anni si sviluppano generi letterari molto definiti, che non mirano necessariamente a un canone, quanto a essere venduti e letti. La produzione degli editori per bambini si concentra sulle letture «per le vacanze», vengono create biblioteche e collane per l’infanzia basate sui generi: fantascienza, avventura, gialli, romantici.

Tra le pubblicità di questi anni presenti in archivio, spunta l’iniziativa di Mondadori di una bibliotechina per ragazzi illustrata, organicamente strutturata: La Lampada, 75 volumi (fino al 1927) con basso costo ma grande cura della veste grafica e degli autori presenti, tra cui Capuana e Gozzano.



Nel 1929 è il turno di Bompiani che pubblica i Libri d’acciaio, “libri moderni per ragazzi moderni”. La grafica è ispirata all'estetica futurista, con una copertina ricoperta di alluminio e illustrata a colori; le storie sono principalmente fantascientifiche. Sempre Bompiani, sulla scia del successo dei Libri gialli di Mondadori, inizia a pubblicare romanzi polizieschi e del mistero anche per ragazzi.

Finiamo simbolicamente questa rassegna con La scala d’oro, collana pubblicata dalla torinese Utet, divisa in otto serie graduate con letture dai 6 ai 13 anni. Si tratta di un progetto importante perché ci fa presagire dove andrà l’editoria per bambini e ragazzi nel dopoguerra fino ai giorni nostri, per la presenza già qui di contezza e cura editoriale. La collana è pensata con attenzione partendo da criteri pedagogici, calibrando le serie sia linguisticamente sia contenutisticamente. Di fianco a classici della letteratura (epica classica e sacra, mitologia, opere teatrali, romanzi del ‘700 e ‘800) adattati all’età di riferimento della serie, trovano posto testi di divulgazione scientifica.





L'autore: Denise Nobili

Laureata in Filologia, mi sono poi specializzata e ho lavorato in comunicazione, approdando infine al Master in Editoria della Fondazione Mondadori. Oggi lavoro come editor al Giornale della Libreria, e mi occupo di accessibilità digitale in Fondazione LIA.
Sono interessata a tutto ciò che è comunicazione della cultura, nuovi media, e mi affascinano gli aspetti più pop e innovativi del mondo del libro.

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