Il tuo browser non supporta JavaScript!
Editori

25 anni di Lonely Planet: come sono cambiate le guide turistiche

di Denise Nobili notizia del 14 December 2017

Attenzione, controllare i dati.

La storia di come è nata la prima Lonely Planet nel 1973 la conosciamo tutti. La voglia di raccontare un’avventura on the road che attraversa Europa e Asia fino ad arrivare in Australia, il sogno di Tony e Maureen Wheeler, due giovani sposini in luna di miele, che col loro Across Asia vengono travolti da un successo totalmente inaspettato. E poi, la nascita della casa editrice, il progetto che si concretizza in una visione più ampia e che negli anni include sempre più Paesi.
 
Fino a 25 anni fa, quando Lonely Planet approda in Italia portando con sé un nuovo modo di guardare alla guida turistica. Il 2017 rappresenta una ricorrenza importante, un’occasione per la casa editrice per fare il punto sui traguardi raggiunti, sulle direzioni future da prendere.
 
Abbiamo incontrato Angelo Pittro, direttore marketing e commerciale di Lonely Planet Italia, che lavora in questa realtà da quasi vent’anni, per farci raccontare come la guida turistica è cambiata col tempo, adeguandosi a una società diversa rispetto a quella degli anni Novanta.
 

Uno tra i cambiamenti degli ultimi vent’anni che ha avuto più impatto sulla vita di tutti è stato il fenomeno del web. Nel settore del turismo ha portato al moltiplicarsi di realtà che parlano di viaggi: applicazioni a dimensione partecipativa, travel blog. Cosa ha significato questo per il settore turistico?

La risposta a questa domanda in realtà ci viene data dal mercato: nonostante il web, noi in questi 25 anni abbiamo avuto una crescita ininterrotta, tranne un anno (il 2012) in cui la mancata crescita era dovuta più che altro alla crisi e non all’impatto di nuovi media. E Lonely Planet chiuderà proprio il 2017 come anno record dal punto di vista del fatturato, dimostrando che la guida turistica è uno strumento ancora utile per chi viaggia.
 
Il mondo del digital e del web però ha senz’altro cambiato il modo di concepire le guide, ma ciò che è necessario capire è che anche il lettore è cambiato. C’è stato certamente un momento iniziale in cui il lettore si è trovato di fronte all’evidenza di poter avere accesso a una serie di informazioni online, che gli ha fatto mettere in dubbio l’utilità della guida. Ma dopo questo momento, c’è stata una maturazione: il lettore ha capito che necessitava di informazioni di qualità e affidabili e che la guida serve proprio da contenitore e raccoglitore di queste informazioni.
 
 
È cambiato il lettore e, di conseguenza, sono cambiate le guide. Come?

In questi ultimi vent’anni le guide turistiche sono cambiate molto sia per quanto riguarda la forma che il contenuto, anche dal punto di vista linguistico. L’arrivo di questo nuovo universo digitale ha fatto evolvere le guide, consentendogli di uscire da un mondo – quello dell’editoria turistica – che rischiava di essere chiuso in se stesso e le ha rese moderne.
 
Una guida scritta oggi rispetto a una di vent’anni fa è estremamente più agile e contiene moltissimi riferimenti esterni, alle risorse online. Internet da questo punto di vista diventa preziosissimo per chi deve viaggiare, perché permette un aggiornamento continuo e non pone un limite a livello di numero di pagine; allora la guida in qualche modo funge da accesso a un ipertesto, veicola verso contenuti precisi, garantendone l’attendibilità e permettendo al fruitore di seguire un percorso preciso.
 
Un altro cambiamento importante riguarda tutti quei Paesi che sono stati investiti da grosse trasformazioni negli assetti politici (come l’Egitto, ma anche la Turchia), oppure mete turistiche che oggi sono diventate scenari di guerra (come la Siria). Cosa significa questo nella vostra produzione?

In questi ultimi anni i cambiamenti sono stati improvvisi e inaspettati, anche per mete che per noi erano tra i bestseller. Noi oggi più che mai stiamo molto attenti alle prime tirature, che puntiamo a fare molto mirate e piccole, per poi procedere con le ristampe quando sono necessarie. Questo ci permette di limitare il rischio che si avrebbe con tirature più alte, che potrebbero finire al macero.
 
È un modo comunque di operare già tipico del settore, perché le guide vanno aggiornate a distanza di pochi anni. È vero che anche per mete sicure ci sono stati casi che non ci aspettavamo, come il crollo delle vendite relative alle guide di Parigi o Bruxelles dopo gli attentati oppure, dopo la strage di Nizza, l’impatto negativo sulla produzione legata al turismo in Provenza. Ma anche questi sono fenomeni che rientrano, e il turismo è ripartito metabolizzando la paura iniziale.
 
 
Questi anni sono stati anni di crescita continua per Lonely Planet, a cosa attribuisce principalmente questo successo?

Noi siamo nel panorama delle guide turistiche un po’ un’eccezione, innanzitutto perché abbiamo un catalogo molto vasto, con oltre 200 destinazioni. Pensiamo che il profilo della nostra casa editrice presso il lettore sia molto apprezzato perché offre la possibilità di avere una guida anche per destinazioni meno visitate.
 
È vero che il terrorismo e i cambiamenti politici hanno penalizzato certe mete, ma va anche detto che questo fenomeno è controbilanciato dall’emergere di nuove mete, prima meno frequentate, come l’Islanda o il Giappone, due destinazioni che in questi anni sono cresciute esponenzialmente. O anche destinazioni che quasi nel nostro immaginario non erano presenti o comunque lo erano molto poco nelle geografia dei viaggi, si pensi alla fortuna dei Balcani come meta e, tra le città, di Belgrado.

L'autore: Denise Nobili

Laureata in Filologia, mi sono poi specializzata e ho lavorato in comunicazione, approdando infine al Master in Editoria della Fondazione Mondadori. Oggi lavoro come editor al Giornale della Libreria, e mi occupo di accessibilità digitale in Fondazione LIA.
Sono interessata a tutto ciò che è comunicazione della cultura, nuovi media, e mi affascinano gli aspetti più pop e innovativi del mondo del libro.

Guarda tutti gli articoli scritti da Denise Nobili

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice attivare il servizio.