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Distributori

Usa. Kobo arriva da Walmart con i suoi e-reader

di Alessandra Rotondo notizia del 29 gennaio 2018

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Kobo, la compagnia canadese distributrice di e-book e audiobook, da qualche anno di proprietà della società giapponese Rakuten, ha stretto un accordo con Walmart per la commercializzazione dei suoi e-reader nei punti vendita dalla catena statunitense.

La multinazionale fondata da Sam Walton nel 1962 è attualmente il più grande rivenditore al dettaglio al mondo, primo sia per fatturato che per numero di dipendenti, oltre che la maggiore catena operante nel canale della Gdo (Grande distribuzione organizzata) a livello globale.

La partnership diventerà operativa entro l’anno, quando gli e-reader Kobo saranno resi disponibili per l’acquisto nei negozi a insegna Walmart. Le due società lanceranno anche una app a doppio brand per la lettura digitale.

Mentre, negli ultimi anni, Kobo ci ha abituati a una certa politica espansiva sullo scacchiere europeo (dalla collaborazione con la divisione spagnola di Fnac all’acquisizione della piattaforma tecnologica di Tolino, e ricordandone la decisione di non commercializzare in Germania i suoi nuovi modelli proprio per non entrarci in competizione), l’ultimo tentativo con il mercato «fisico» statunitense si era concluso nel 2011 con il fallimento di Borders.

La catena di negozi di libri e musica, infatti, era stata uno dei primi investitori di Kobo, contribuendo alla sua crescita con 5 milioni di dollari e partecipandone la società per l’11%. All'inizio della loro relazione commerciale, Kobo aveva concesso a Borders una licenza esclusiva per distribuire i suoi e-reader negli Stati Uniti. Quando Borders ha cessato l'attività, nel 2011, per impedire a un'altra compagnia di acquisire la licenza, Kobo ha presentato un ricorso presso il tribunale fallimentare di New York imbarcandosi in una vicenda giudiziaria durata diversi anni. Per questo motivo, fino al recentissimo accordo con Walmart, Kobo ha venduto i propri dispositivi solamente online negli Stati Uniti, e mai attraverso un partner fisico di commercio al dettaglio.

Gli Stati Uniti sono il più grande mercato di e-book al mondo: un mercato in cui Kobo è rimasto indietro. Tra il 2016 e l’inizio del 2017 Amazon ha venduto 406 milioni di e-book attraverso Kindle (parliamo di acquisti singoli, non in buldle o dietro abbonamento), Apple ne ha venduti 44, Barnes & Noble 19 e Kobo appena 1,2. La partnership con Walmart è sintomatica dell’intenzione, da parte della canadese, di porre rimedio a questa tendenza.

Il CEO Michael Tamblyn ha sottolineato che, per Kobo, l’espansione sui mercati internazionali è spesso passata per il luogo «di culto» del lettore: la libreria. Negli ultimi anni, la strategia della società ha cominciato a guardare anche ai negozi di elettronica e tecnologia: con Walmart fa un passo ulteriore per l’ampliamento dei canali di vendita.

Anche considerando che la catena di supermercati copre, da sola, percentuali molto importanti delle vendite mass market negli Stati Uniti. «Per noi – ha dichiarato ancora Tamblyn – un'altra grande opportunità per incontrare gli amanti dei libri, quelle persone che fanno della lettura una parte importante delle loro vite».

L'autore: Alessandra Rotondo

Laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Da diversi anni mi occupo di contenuti, dal 2015 al Giornale della libreria. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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