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Distributori

Bookwitty: la dimensione social che ad Amazon manca

di Denise Nobili notizia del 6 novembre 2017

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Bookwitty è una realtà nata nel 2007 dalla partnership tra due aziende di Beirut: Levant Distributors, specializzata da più di cinquant’anni nella distribuzione di libri, e Keeward, specializzata nella creazione di piattaforme digitali afferenti ai campi dell’arte e della cultura.

Il progetto nasce inizialmente appoggiandosi ad Amazon: «ci siamo accorti che c’erano ordini di libri in arabo in Europa e di libri in francese in Nord America e, con Amazon, abbiamo visto un’opportunità di espanderci nella vendita di libri in diverse lingue nei marketplace internazionali» ha detto Cyril Hadji-Thomas, CEO e cofondatore di Bookwitty.

In soli dieci anni Bookwitty è cresciuta tantissimo: undici uffici in tutto il mondo oltre alla sede centrale a Parigi, un catalogo a disposizione dell’acquirente di oltre 27 milioni di titoli in sei lingue (inglese, francese, tedesco, spagnolo, italiano e portoghese), ma soprattutto la creazione di un community che genera fatturato: negli ultimi cinque anni attraverso Bookwitty sono stati venduti all’incirca 10 milioni di libri.

Una cresciuta di fatturato che si accompagna a una rete sempre più fitta e salda di collaborazioni in tutto il mondo, che rende la logistica e la distribuzione di Bookwitty sempre più efficiente, come ha sottolineato Hadji-Thomas: «il numero di collaborazioni cresce del 20% ogni mese. Il vantaggio più importante è la nostra esperienza nella logistica. Abbiamo magazzini negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Francia, in Libano e in Costa d’Avorio, e quando individuiamo un mercato in rapida crescita, abbiamo la tecnologia per impostare velocemente un sistema di distribuzione».

Un altro punto di forza di Bookwitty è la consegna gratuita in tutto il mondo (sono 149 i Paesi per ora raggiunti), servizio che Amazon invece offre con una spesa minima oppure con l’iscrizione annuale al profilo premium. L’efficienza distributiva si accompagna poi a un diverso modello rispetto agli altri e-commerce: l’offerta si muove in primo luogo a soddisfare il bisogno di quel lettore che sta cercando libri diversi dai soliti bestseller, che non è interessato alle novità ma a libri più difficili da reperire: «puntando alla coda lunga delle vendite a non a quel 2% rappresentato dai bestseller, pensiamo di poter offrire un’alternativa agli acquirenti che stanno cercando dei prodotti che non potrebbero recuperare facilmente in altro modo».



Soltanto due anni fa Bookwitty è stata lanciata anche come piattaforma indipendente, con un proprio indirizzo web. Non soltanto un e-commerce, ma una piattaforma pensata come contenitore di news, consigli e recensioni, comunicazione di eventi e varie aree personalizzabili col proprio account. Registrandosi, ad esempio, è possibile creare delle liste personali di letture, non solo come wishlist (come già accade su Amazon) ma proprio tenendo traccia di tutto ciò che si è letto, con la possibilità di inserire un commento o una recensione, di condividere immagini, video e articoli con gli altri utenti.

Tracciando le abitudini di lettura e la votazione ai singoli libri, Bookwitty indirizza dei consigli di lettura personalizzati e comunica al lettore quando dei libri che incontrano il suo gusto si trovano in offerta sul sito. Ma la forza di Bookwitty è proprio nella sua dimensione social: non si presenta come un e-commerce principalmente finalizzato all’acquisto, ma come un luogo di incontro per appassionati del libro, come modo per conoscere e connettersi con altre persone, creando dei contenuti che possano interessare ad altri.

I risultati di questo modello si vedono: nella prima metà di quest’anno Bookwitty ha venduto 1,7 milioni di libri e sono state registrate crescite del fatturato nella maggior parte dei Paesi in cui avvengono le consegne. Ora Bookwitty si sta ponendo nuovi obiettivi e mercati di riferimento, con l’idea di aprirsi prossimamente all’America Latina, in particolare a Paesi come il Messico e il Brasile.

Un modello interessante di e-commerce, che andrebbe preso in considerazione anche da parte di tutte quelle realtà (spesso locali, senza la forza di avere una dimensione internazionale) che sono nate per cercare di contrastare Amazon. Da un lato la necessità di ripensare all’offerta in ottica multiculturale e multilingue. E poi, senz’altro l’urgenza di non trascurare tutto ciò che c’è dietro all’acquisto di un libro: perché se è vero che il servizio di Amazon è ineccepibile sotto alcuni punti di vista, è anche vero che sempre più spesso il lettore cerca un’esperienza sociale che accompagni la lettura di un libro.

Costruire realtà di successo, realmente in grado di porsi come competitor di Amazon, significa ripensare all’e-commerce del libro non solo come un luogo dove comprare, ma dove è anche possibile confrontarsi, scambiarsi le proprie opinioni, creare connessioni. Non più un e-commerce con all’interno recensioni e suggerimenti, ma al contrario una community del libro dove l’e-commerce sia una sezione della piattaforma, un’offerta aggiuntiva al servizio.

L'autore: Denise Nobili

Laureata in Filologia, mi sono poi specializzata e ho lavorato in comunicazione, approdando infine al Master in Editoria della Fondazione Mondadori. Sono interessata a tutto ciò che è comunicazione della cultura, nuovi media, e mi affascinano gli aspetti più pop e innovativi del mondo del libro.

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