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Distributori

Amazon e il problema della distribuzione

di G. Vassi notizia del 3 febbraio 2012

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Amazon ovvero come essere il più grande distributore del mondo e al tempo stesso avere problemi di distribuzione. Dal 2011 il colosso di Seattle ha creato i propri marchi editoriali (sei al momento) uniti sotto il tetto di Amazon Publishing. Se la compagnia di Jeff Bezos non fatica a distribuire i propri libri attraverso il proprio sito internet, la distribuzione nei tradizionali (e ancora fondamentali) canali fisici incontra la resistenza delle librerie americane, indipendenti o meno, che non vogliono assecondare l’espansione di un concorrente che in poco meno di due decenni è riuscito a ritagliarsi uno spazio importante in tutte le zone nevralgiche della filiera. Ecco spiegato l’accordo con l’editore americano Houghton Mifflin Hartcourt (HMH) che tramite il marchio Harvest si occuperà della stampa e della distribuzione di tutti i titoli in versione cartacea della divisione East Coast dell’unità editoriale di Amazon, fatta esclusione per i titoli per l’infanzia. Se Amazon si assicura così un ottimo partner, HMH risolve in parte i problemi economici che l’avevano costretta a numerosi licenziamenti a novembre. Barnes & Noble, impiegata nel frattempo a pianificare il lancio del Nook nelle oltre trecento librerie inglesi di Waterstones, ha però preso posizione dichiarando che non ha intenzione di vendere libri cartacei che non avrebbe potuto vendere anche in versione digitale: «la nostra decisione si basa sull’esclusività che Amazon richiede agli editori, agenti e autori che rappresenta. Questi rapporti ci proibiscono di vendere gli e-book ai nostri clienti». La guerra è ancora lunga ma le continue mosse e contromosse testimoniano come il mercato dei libri cartacei gioca ancora una parte fondamentale anche negli Stati Uniti, che vi chiamiate Amazon o meno.


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