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Curiosità

TaleFlick. Come i libri diventano film

di Alessandra Rotondo notizia del 17 settembre 2018

Attenzione, controllare i dati.

C’è una grande fame di storie nel mondo dell’entertainment. Storie da trasformare in pellicole cinematografiche, da approfondire negli episodi delle serie tv, da espandere negli universi – transmediali e crossmediali – dei videogiochi, da rielaborare in prodotti audio (dai più classici audiolibri ai podcast, passando per le serie). L’abbiamo già considerato, ma vale la pena ripeterlo: spesso il libro rappresenta il primo anello di una catena di narrazioni e di prodotti, e quindi di valore economico, che si riverberano lungo tutta l’industria creativa.

TaleFlick arriva per confermarlo. Creata dal produttore cinematografico Uri Singer e da George Berry – che ha un passato in Netflix – la piattaforma si presenta come uno spazio dove gli autori possono proporre le loro storie a chi realizza prodotti audiovisuali destinati tanto al grande quanto al piccolo schermo, alle pay tv e ai media digitali.

«TaleFlick – si legge nel comunicato stampa che ne annuncia il lancio – colma il vuoto esistente tra il mondo delle parole scritte su carta e quello delle “parole parlate” sullo schermo. E lo fa aprendo un sentiero che possa condurre gli storyteller di tutto il mondo all’industria dell’intrattenimento, con l’obiettivo di vendere le loro storie».

La piattaforma è pensata per ospitare ogni tipo di contenuto testuale – libri editi, manoscritti, storie brevi… – e, a fronte del pagamento di una quota d’iscrizione di 88 dollari, rende l’opera disponibile alla consultazione per un anno. Tutti i diritti rimangono in capo all’autore, mentre TaleFlick acquisisce la possibilità di presentare i testi agli studi e alle case di produzione, e di negoziare la vendita dei diritti per l’adattamento televisivo o cinematografico.

Oltre a servire da vetrina, la piattaforma basa il suo funzionamento su un algoritmo ad apprendimento automatico sviluppato ad hoc, che classifica e organizza le opere con un elevato livello di dettaglio e raccomanda i contenuti in base alle esigenze e alle richieste dei potenziali acquirenti. Naturalmente il processo di selezione non sarà del tutto automatizzato: professionisti «umani» vi prenderanno significativamente parte, in modo che aderisca nella maniera più precisa possibile alle richieste espresse dai clienti.

La funzione dell’algoritmo si esprimerà appieno quando il database in cui condurre la ricerca sarà estremamente popolato. E la scrematura «automatica» rappresenterà un primo e velocizzante, ancorché preciso, passo verso la scelta. «Trovando il giusto equilibrio tra tecnologia ed esperienza umana TaleFlick può selezionare le storie come aghi in un pagliaio» ha dichiarato Singer.

L'autore: Alessandra Rotondo

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Mi sono laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, poi ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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