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Curiosità

Stampare i libri... e poi bruciarli. Il progetto editoriale-poetico dell'islandese Tunglið

di Camilla Pelizzoli notizia del 1 giugno 2017

Attenzione, controllare i dati.

Libri da stampare sempre in 69 copie precise, vendere nel corso di una notte di luna piena e poi… bruciare, se invenduti. Sembra un rituale particolarmente strano, ma non di meno è quanto effettivamente fanno i tipi di Tunglið, casa editrice islandese che prende proprio il nome della luna (Tunglið, in islandese, è il nome del nostro satellite). E non è questa l’unica particolarità di un editore che si sta facendo conoscere entro i propri confini nazionali per alcune pratiche molto particolari.

Specializzata nella pubblicazione di volumi di poesie e di prosa di autori islandesi del passato, Tunglið nasce dalle menti dello scrittore Dagur Hjartarson (nominato per l’European Union Literature Prize) e l’artista Ragnar Helgi Ólafsson. L’idea di una collana «effimera» è stata concepita circa tre anni fa, con l’intenzione di «formulare un piano per far apparire» alcuni dei libri inediti che avevano ricevuto e che avevano intenzione di pubblicare; e il progetto si è paradossalmente sviluppato in qualcosa che «deve coinvolgere la loro sparizione». I titoli stampati vengono presentati durante un evento (che ha luogo, come si diceva, solo quando c'è la luna piena), venduti ai partecipanti che desiderano comprarne una copia, e poi il tutto finisce con un falò («fatto solo con cognac francese di ottima qualità», ci tengono a sottolineare gli editori) con cui si salutano e si eliminano le copie invendute. «Per una sola sera gloriosa, il libro e il suo autore sono pieni di vita. E poi, la mattina dopo, tutti possono tornare a vivere la propria vita».

Sebbene la connotazione legata ai libri bruciati sia soprattutto politica, e mai particolarmente positiva – per usare un eufemismo – Hjartarson e Ólafsson ci tengono a sottolineare che questi eventi non hanno alcun obiettivo di questo tipo; anzi, sono da considerarsi un «atto poetico». Quello che invece non viene mai detto, e che pure è una parte non indifferente del processo, è che questo atto poetico fa anche da cassa di risonanza e non ha nulla da invidiare ad altre strategie di marketing: tant’è che nel corso delle ultime notti di luna piena è capitato di non concludere affatto con il falò, perché tutte e 69 le copie stampate erano state vendute.

D’altronde, il mercato editoriale islandese è florido, ma non privo di competizione; i dati di qualche anno fa sottolineavano come l’Islanda fosse il Paese in cui vengono prodotti in proporzione più libri per persona. Per un editore che produce contenuti più di nicchia, dunque, diventa necessario farsi vedere (anche in maniera un po’ bizzarra, come in questo caso).

E i libri in edizione «ultra limitata» non sono l’unico progetto particolare della Tunglið. L’ultima iniziativa della casa editrice è, ad esempio, l’invio di poesia per posta. Ovviamente la periodicità è legata alle fasi lunari: i plichi vengono inviati per la seconda luna piena dell’anno. «Abbiamo pensato che sarebbe bello, un noioso lunedì mattina, uscire per prendere il giornale e trovare una busta piena di poesia» spiegano gli editori. Ci si può abbonare iscrivendosi attraverso un modulo sul loro sito, per un costo di 3.000 corone islandesi, pari a circa trenta euro. Un modo per raggiungere i lettori dentro casa, letteralmente.

D’altronde la promozione editoriale e libraria sta prendendo strade sempre più varie: e se la lettura sta diventando solo una delle tante facce della riflessione e dell’intrattenimento odierno, è normale che si cerchi di mantenere il proprio spazio. Che si tratti di atti poetici o anche solo di una buona campagna promozionale.

L'autore: Camilla Pelizzoli

Laureata in Lettere moderne (con indirizzo critico-editoriale), ho frequentato il Master in editoria. Mi interessa la «vita segreta» che precede la pubblicazione di un libro – di carta o digitale – e mi incuriosiscono le nuove forme di narrazione, le dinamiche delle nicchie editoriali e il mondo dei blog (in particolare quelli letterari).

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