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Curiosità

Spagna. Aumenta del 10% l’investimento in cultura (ma calano i fondi per promuovere il libro)

di Alessandra Rotondo notizia del 18 gennaio 2019

Attenzione, controllare i dati.

Venerdì scorso il governo spagnolo guidato dal premier socialista Pedro Sánchez ha approvato il ddl della finanziaria 2019, portata poi in Parlamento all’inizio di questa settimana. Il bilancio dello Stato per l’anno da poco iniziato vuole «riscattare i diritti maltrattati dal precedente governo e blindare i diritti e le libertà che si cominciano a mettere in questione» ha dichiarato la portavoce del governo Isabel Celaá. E lo ha fatto in chiaro riferimento alla propaganda di Vox, il partito di estrema destra che propone di abolire le leggi contro la violenza sessuale, contrarre i diritti civili, azzerare lo Stato delle autonomie, espellere decine di migliaia di migranti e cancellare la legge sulla memoria storica (arrivata dodici anni fa per condannare ufficialmente il franchismo e rendere possibile la riapertura dei processi).

«Una legge di bilancio solida, per l’equilibrio e la convivenza» che prevede soprattutto più risorse per le politiche sociali. Le pensioni (+6,1%), il sistema scolastico (+5,9%), la casa (+41%), il sussidio alla disoccupazione (+4%), la lotta alla povertà infantile, la lotta alla violenza di genere, l’elevamento del permesso di paternità. E la cultura.

In quest’ultimo ambito, in particolare, l’aumento di risorse sarà di circa il 10%: i fondi passeranno dagli 869 milioni di euro stanziati nel 2018 ai 953 del 2019 (in Italia il bilancio del ministero dei beni culturali del 2018 ammontava a circa 1,7 miliardi di euro). Rispetto alla dotazione complessiva dello Stato, la spesa in cultura del governo spagnolo passerebbe a rappresentare dallo 0,2% del 2018 allo 0,3% del 2019. In maniera non dissimile rispetto a quanto avviene in Italia dove, secondo il bilancio previsionale del 2018, la spesa in cultura rappresentava lo 0,28% del bilancio. Il quotidiano «El País» ha offerto alcuni termini di paragoni con altre voci di spesa: per esempio con l’istruzione, che vale lo 0,7% del bilancio, la difesa che vale il 2,4% e le pensioni che ammontano al 40,9%.

In ogni caso, l’investimento in cultura del governo targato PSOE è più alto di tutti quelli presentati negli anni in cui la Spagna era amministrata dal PP di Mariano Rajoy. Mentre è inferiore di 100 milioni di euro ai fondi destinati dal governo socialista di José Luis Rodríguez Zapatero nel 2011 – ultimo anno della sua presidenza – che alla cultura allocò 1,05 miliardi di euro. Il record di Zapatero è del 2009, quando la spesa in cultura fu di 1,284 miliardi di euro.

Sempre in tema d’investimenti sulla cultura, il governo guidato da Sánchez ha stanziato 3,5 milioni di euro per l’acquisto di libri da destinare alle biblioteche pubbliche (che guadagnano a loro volta un segno più, passando da 47 a 50,6 milioni di euro in investimenti: +7,7%). Ha allocato un +19,7% di risorse per il Fondo de protección a la cinematografía, che quest’anno viene dotato di 85 milioni di euro e un +12,5% per i musei, che beneficeranno per il 2019 di 178,13 milioni di euro, contro i 157,78 del 2018. Un fondo speciale di 9 milioni andrà inoltre al Prado, per le celebrazioni del bicentenario e i lavori di ampliamento del Salón de reinos. Crescono i fondi per gli archivi (+2,5%, da 27,6 a 28,3 milioni), per il sostegno alle industrie culturali (+37,8%, da 14,17 a 19,53 milioni), per la conservazione e il restauro dei beni culturali (+5,8%, da 21,25 a 22,49 milioni), per la musica e la danza (+1%, da 100,74 a 101,72 milioni) e per il teatro (+2,3%, da 51 a 52,28 milioni). Senza dimenticare che il governo ha anche avviato l’abbattimento dell’IVA sugli e-book e sui prodotti editoriali digitali (stampa compresa), con il passaggio dal 21 al 4%.

Sono soltanto due le voci d’investimento che diminuiscono nel bilancio di Stato per il 2019: la spesa per la promozione del libroche si riduce di un 2,2% passando dagli 8,17 milioni di euro del 2018 ai 7,99 del 2019 – e quella destinata alla tutela del patrimonio storico, che registra un -2,3%, da 8,34 a 8,15 milioni di euro.

L'autore: Alessandra Rotondo

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Mi sono laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, poi ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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