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Curiosità

Scrittori in salotto, a teatro, al bar: tempo di cambiamenti per le presentazioni librarie

di Camilla Pelizzoli notizia del 14 marzo 2017

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Portare il libro ai lettori è uno dei passi più difficili della filiera editoriale: la pubblicità, il posizionamento in libreria, l’utilizzo dei social, sono solo alcuni dei modi in cui una casa editrice può cercare di farsi conoscere, di conquistare la fiducia dei lettori e di mettere, se tutto va bene, il libro in mano a futuri appassionati. Tra questi strumenti, le presentazioni sono croce e delizia dell’editore: possono essere un enorme successo, e portare anche chi non conosceva l’autore ad appassionarsene, oppure possono essere un flop e costituire una perdita economica (e un colpo al morale). Certo è, però, che le presentazioni tradizionali nel corso degli ultimi anni sono più spesso del secondo che del primo tipo, e che spesso l’autore (salvo casi di comprovata popolarità) si trova a parlare di fronte a una platea poco gremita. Quindi sempre più spesso ci si sta muovendo per sviluppare nuovi tipi di presentazioni, nuovi format che riescano a richiamare e a coinvolgere nuovamente il lettore.

È il caso, ad esempio, dell’iniziativa avviata dall’editore pisano Mds, che ha dato il via a delle presentazioni che non puntano a richiamare lettori in libreria, ma a raggiungerli a casa loro. «Book at home» - questo il nome dato agli incontri – è un progetto lanciato all’inizio di quest’anno che punta a far tornare i salotti dei lettori dei veri e propri luoghi di ritrovo culturale; chiunque può partecipare, basta offrire casa propria e avere spazio per ospitare almeno una quindicina di persone. «Eravamo stanchi delle presentazioni in libreria fatti a volte con pubblico ridotto all'osso o con più relatori che spettatori» commenta Sara Ferraioli, presidente della casa editrice, parlando con Repubblica. I primi incontri sono già stati fatti e i risultati sono stati incoraggianti: «il piacere della lettura può essere condiviso in serenità e relax, per ascoltare cose che ci aiutano a capire il mondo in cui viviamo: i libri fanno questo, e lo fanno sia con la forza della letteratura, sia con la condivisone d’idee».
L’iniziativa di Mds non è la prima del suo genere: anche la libreria Modusvivendi di Palermo, con i suoi incontri «Citofonare interno Modus», ha organizzato delle presentazioni estive a casa di chi, tra i propri clienti, ha messo a disposizione la propria abitazione o il terrazzo per dare vita a incontri accompagnati spesso da musica dal vivo.
Il punto comune di queste esperienze, dunque, sembra la creazione di una nuova convivialità: lontani dai paradigmi della presentazione classica in cui autore e relatore parlano tra loro a un pubblico «inerme», e più vicino a un incontro di un club di lettura in cui si discute e ci si approccia in maniera diretta e amichevole. Si tratta cioè di mettere il libro al centro di un evento che lo circondi e lo renda oggetto d’interesse non solo in quanto libro, ma anche in quanto occasione di partecipare in maniera attiva a un’esperienza.

È forse anche questo il motivo per cui stiamo assistendo negli ultimi anni a una rinascita dei festival letterari – che basano molto del proprio fascino e della propria forza sull’atmosfera di festa e condivisione che unisce incontri letterari ed eventi per la città –, e per cui si stanno sempre più esplorando luoghi «inconsueti» (dalle presentazioni a teatro, con biglietto d’ingresso, a quelle che abbandonano sedi più tradizionali per un bar o per un luogo ibrido, una libreria-locale che unisce titoli e drink). La chiave sembrerebbe essere l’ibridazione, il mescolarsi di eventi relazionali e libri. Una nuova possibilità che, per gli editori e i librai che sapranno coglierla, potrebbe portare non solo al rinnovamento del formato presentazione, ma anche ad attirare un nuovo pubblico (e, forse, dare vita a nuovi lettori).

L'autore: Camilla Pelizzoli

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Laureata in Lettere moderne (con indirizzo critico-editoriale), ho frequentato il Master in editoria. Mi interessa la «vita segreta» che precede la pubblicazione di un libro – di carta o digitale – e mi incuriosiscono le nuove forme di narrazione, le dinamiche delle nicchie editoriali e il mondo dei blog (in particolare quelli letterari).

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