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Curiosità

Non solo Pokémon: in Belgio si cacciano (anche) i libri

di Alessandra Rotondo notizia del 1 settembre 2016

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Ispirata dal successo della popolare app Pokémon Go, Aveline Gregoire – preside di una scuola primaria belga – ha inventato un gioco on line per quanti preferiscono scovare e collezionare libri piuttosto che mostriciattoli tascabili. E l’iniziativa ha attirato l’interesse di decine di migliaia di giocatori in poche settimane.
 
Mentre con Pokémon Go i giocatori usano il GPS e la fotocamera del loro dispositivo mobile per localizzare e catturare (e poi allenare e far combattere) le creature immaginarie protagoniste del celebre videogioco per Game Boy sviluppato negli anni ‘90 da Game Freak (diventato poi parte di un estesissimo  media franchise declinato in anime, film, manga, gadget e giocattoli, libri e ulteriori videogiochi); la «tecnologia» sulla quale fa affidamento Chasseurs de livres (in italiano, Cacciatori di libri) è quella più elementare dell’omonimo gruppo Facebook sul quale il gioco viene coordinato.
 
Il meccanismo è semplice: gli utenti della pagina postano immagini e suggerimenti su dove hanno nascosto i libri, e i cacciatori vanno in giro a cercarli seguendo le loro istruzioni. Quando un giocatore finisce di leggere il libro che ha cacciato, sarà sua premura «liberarlo» nell’ambiente circostante e dare istruzioni agli altri per ritrovarlo, alimentando così ininterrottamente il gioco.
 
Come riporta The digital reader, nonostante il gruppo di gioco sia stato allestito solo poche settimane fa, ha già oltre 40 mila iscritti e abbondanti libri da cacciare – che spaziano dai titoli per i più piccoli agli horror di Stephen King – distribuiti nelle città e nelle campagne del Belgio e preservati dai danni della pioggia da un involucro di carta trasparente.

L'autore: Alessandra Rotondo

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Mi sono laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, poi ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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