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Curiosità

In una parola, che cos’è per te la scuola? I risultati dell’iniziativa di Pearson

di Antonio Lolli notizia del 2 maggio 2017

Attenzione, controllare i dati.

In una notizia pubblicata di recente, avevamo segnalato il lancio di Le parole della scuola, l’iniziativa di Pearson, organizzata durante Tempo di libri, con lo scopo di avere una panoramica delle emozioni che ruotano attorno al mondo della scuola. Durante i cinque giorni della fiera è stato chiesto ai frequentatori dello stand di scrivere la parola che per loro definisce la scuola e di inserirla in forma anonima in una cassetta presente nello stand della casa editrice. I risultati dell’iniziativa non sono ovviamente frutto di un campione statistico elaborato in modo scientifico e rappresentativo, ma trattandosi di valutazioni espresse da 700 persone consentono ugualmente di fare alcune considerazioni sul sentiment che ruota oggi attorno alla parola «scuola».

Come ha commentato il team di Pearson Italia che ha curato il progetto, ha aderito all’iniziativa un pubblico eterogeneo costituito da bambini e adulti, genitori e studenti, docenti e semplici curiosi. Oltre due terzi delle parole indicate esprime un sentimento positivo, come la bellezza, la curiosità, la creatività e la crescita culturale. Una fetta minore, invece, ha manifestato un senso di insoddisfazione, usando termini decisamente meno positivi come noia e ansia, o addirittura carcere. Molti hanno ricordato la scuola attraverso i suoi oggetti più caratteristici, come il quaderno, i libri o le matite.


Queste sono solo alcune delle molte parole citate, spesso differenziate tra loro solo da lievi sfumature. Per rendere l’analisi meno influenzata dalla granularità della classifica (ben evidente considerando che le 15 parole più indicate hanno ottenuto un totale di 250 voti), i termini sono stati aggregati in macrocategorie.

In questo senso – ha commentato il team di Pearson Italia – a risultare vincente è stata la categoria di parole che fa riferimento all’istruzione, all’imparare e all’educare: concetti che si traducono in conoscenza, cultura e trasmissione del sapere. Un sapere non effimero ma duraturo, per la vita. Al secondo posto si è classificato, invece, il tema dell’amicizia e della collaborazione, perché la scuola è fatta sì di nozioni, concetti e cultura ma anche di socializzazione, di amici e compagni con cui condividere gioie e dolori, momenti belli e brutti, e costruire legami da portare nell’età adulta. Al terzo posto si è classificata la categoria che racchiude parole come studio, lavoro, responsabilità… in generale riconducibili al concetto di impegno: perché la scuola non è solo conoscenza e compagnia, ma anche il luogo in cui insegnanti e studenti concretizzano il proprio dovere, investono energie nella propria occupazione quotidiana. Uno scenario che parla di emozioni vive e vere, che riflette un mondo, quello della scuola, che è parte di tutti, anche se in molti modi diversi: per chi ricordo e per chi quotidianità, per chi studio e per chi fondamento della società, ma che è e sarà sempre una delle componenti che ci rende ciò che siamo.

L'autore: Antonio Lolli

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Dopo la laurea in Ingegneria e l’esperienza di ricerca in ambito accademico svolta presso l’università di Bologna, seguo il mondo editoriale nelle sue diverse sfaccettature, con particolare interesse per il confronto tra le realtà dei diversi Paesi del mondo e per le ultime novità dal punto di vista produttivo e tecnologico.

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