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Curiosità

Il romanzo rosa ha un problema: la mancanza di autori di colore

di Denise Nobili notizia del 13 ottobre 2017

Attenzione, controllare i dati.

Negli ultimi giorni, The Ripped Bodice, l’unica libreria negli Stati Uniti specializzata in libri rosa è salita alla ribalta di molte testate americane, tra cui il New York Times, per un report condotto sulle differenze etniche esistenti nell’editoria romance. L’idea è quella di rendicontare quanti libri rosa nello scorso anno sono stati scritti da autori o autrici bianchi rispetto a persone di colore, e parte da una considerazione delle due libraie: di fronte a richieste specifiche di alcuni clienti, è difficile trovare dei romance in cui siano rappresentati alcuni gruppi della società.
 
Una differenza che effettivamente esiste nel genere rosa e che riguarda da vicino anche persone con disabilità, quasi del tutto assenti, e che comunque tende a escludere ogni tipo di diversità su base religiosa, di orientamento sessuale ma soprattutto etnico, in contrapposizione con l’idea degli Stati Uniti come la nazione del melting pop e del multiculturalismo.
 
Leah e Bea Koch hanno quindi raccolto i dati dal catalogo delle venti più grandi case editrici americane specializzate in libri romance, molte delle quali si sono offerte di collaborare con la libreria. Il report ha confermato nei numeri l’esistenza di uno squilibrio tra il numero di autori e autrici bianchi, la maggioranza netta, rispetto a scrittori e scrittrici di altre etnie: soltanto il 7,8% dei romance pubblicati negli Stati Uniti nel 2016 sono stati scritti da autori non bianchi.
 
 
Prendendo in esame poi i dati sulle singole case editrici analizzati dal report, si riscontrano percentuali ancora più basse tra alcuni cataloghi, con percentuali vicine o addirittura pari allo zero. Soltanto tre dei venti editori hanno una percentuale di autori di colore superiore al 10%, mentre oltre la metà di loro hanno valori molto bassi, sotto il 5%.
 
The Ripped Bodice ha, quindi, pubblicato i risultati sperando di attirare l’attenzione pubblica e di favorire un cambiamento nelle case editrici che si occupano di romance. Il rosa è un genere spesso ignorato dalla critica e non guardato seriamente come altri generi letterari, ma i suoi lettori sono molti e spesso giovani. È importante, quindi, che si rinnovi rispondendo alle nuove richieste di una società sempre più in cambiamento, come sottolinea Leah Kokh, proprietaria della libreria: «L’industria editoriale di romance finirà col fallire se non inizia a pubblicare autori che riflettano lo stato attuale della popolazione americana». Offrendo questi dati, le due sorelle sperano di dare il via a una discussione attorno alla differenza etnica esistente nel genere, che a lungo termine porti a un effettivo cambiamento.
 
 
È interessante, però, inserire questo report in un discorso più ampio che riguarda la capacità di fare comunicazione della propria attività libraria ben oltre i confini del quartiere di riferimento.
 
Infatti, la libreria non è nuova a un tipo di comunicazione capace di far parlare di sé e di portare nuovi clienti in negozio con iniziative spesso fuori dagli schemi. Anche grazie alla specializzazione della loro libreria in un determinato genere di libri, le proprietarie Leah e Bea Koch hanno saputo dare al proprio store un’identità molto forte, che ne ha fatto un punto di riferimento per gli amanti del rosa. Una linea di comunicazione molto chiara, perseguita sia attraverso i canali social della libreria, sia con una linea propria di merchandising: borse in cotone, segnalibri ma persino t-shirt. Altro punto di riferimento della loro comunicazione è il cagnolino Fitzwilliam, mascotte della libreria e vera star dei social, per cui le due sorelle hanno allestito un angolo in negozio con libri consigliati e dedicato alla vendita di merchandising .
 
Ma la loro comunicazione non si ferma ai soli canali social: la libreria ha deciso di sfruttare in ogni modo le possibilità date dal web, creando una comunità di lettori di libri rosa attraverso una piattaforma in grado di connettere persone da tutte le parti del mondo. I membri del gruppo hanno così la possibilità di scambiarsi opinioni sulle loro letture, di partecipare a incontri e letture. Un’attività che però porta ulteriore introito al negozio, dal momento che i lettori membri possono supportare economicamente le attività della libreria con piccole donazioni. In cambio ricevono raccomandazioni mensili sulle novità rosa e l’accesso a dei contenuti riservati che possono riguardare un autore in visita al negozio oppure codici sconto per gli acquisti.
 
Alla luce di tutte le altre attività pensate dalle due librarie, se da un lato il report mostra la volontà di aiutare il genere rosa a cambiare rispetto i nuovi bisogni della società, dall’altro lo si deve considerare anche come un’ottima strategia comunicativa della libreria e della sua mission.

L'autore: Denise Nobili

Laureata in Filologia, mi sono poi specializzata e ho lavorato in comunicazione, approdando infine al Master in Editoria della Fondazione Mondadori. Oggi lavoro come editor al Giornale della Libreria, e mi occupo di accessibilità digitale in Fondazione LIA.
Sono interessata a tutto ciò che è comunicazione della cultura, nuovi media, e mi affascinano gli aspetti più pop e innovativi del mondo del libro.

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