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Curiosità

Due giorni a Milano per diventare «Artigiani delle parole»

di Camilla Pelizzoli notizia del 16 settembre 2019

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Siamo abituati a pensare ai lavori editoriali, o in generale legati alla parola, come attività prettamente cerebrali. Eppure non è sbagliato dire che chi comunica col linguaggio è un vero e proprio artigiano: cesella, toglie, aggiunge, ripete fino a quando il risultato non è quello voluto, attraverso scelte e decisioni dettate dall’esperienza e dall’estro.
 
Da questa concezione nasce Artigiani delle parole: un evento di formazione destinato a chiunque si occupi, appunto, di parole, per affinare i propri strumenti e avere modo, attraverso l’incontro con relatori e partecipanti, di vedere sempre nuove sfaccettature del proprio lavoro.
 
Il 12 e il 13 ottobre, nella cornice di Cascina Cuccagna (Milano), traduttori, redattori, copy e web writer, giornalisti e non solo si incontreranno per ascoltare i nove professionisti che approfondiranno un argomento a loro particolarmente vicino.
 
«Abbiamo voluto costruire un programma il più ampio possibile, proprio per non rivolgerci soltanto a un settore, ma per parlare a un pubblico variegato e magari dare spunti inaspettati» spiega Luca Panzeri, fondatore insieme a Marina Invernizzi di Langue&Parole, lo studio dietro all’organizzazione dell’evento.
 
«Per esempio, una traduttrice può non occuparsi di giornalismo, ma sicuramente trarrà delle idee interessanti dall’incontro con Alberto Puliafito – giornalista e direttore di Slow News – legato alle fake news; e un social media manager potrebbe non pensare subito alla traduzione automatica per i chatbot come a un approfondimento utile nell’immediato, ma il punto di vista di Isabella Massardo – e della sua venticinquennale esperienza nell’industria della traduzione e della localizzazione – potrebbe convincerlo del contrario. E sono solo due degli otto incontri
 
«Artigiani delle parole nasce non solo perché la formazione continua è necessaria» aggiunge Marina Invernizzi «ma perché volevamo un’occasione per incontrare di persona i nostri corsisti. Dopo dieci anni di corsi online, sentivamo la necessità di provare una nuova avventura».
 
Non si vive però di soli incontri, ed è per questo che – oltre al pranzo, momento conviviale per eccellenza – si è pensato a degli extra che caratterizzassero le pause tra un intervento e l’altro. In particolare, i partecipanti avranno modo di vedere una mostra organizzata in esclusiva con gli archivi della Fondazione Mondadori, dedicata a pareri editoriali d’eccezione: Fortini, Pivano, Vittorini e Sereni. «Un modo per vedere come lavoravano alcuni “artigiani” del passato» per dirla con Luca Panzeri.
 
«Vorrei che i partecipanti – conclude Marina Invernizzi – che vengano a una sola o a entrambe le giornate, possano tornare a casa con la soddisfazione di aver preso parte a un momento formativo, e con l’allegria di essere stati in mezzo a colleghi, magari anche con la prospettiva di dare vita a nuovi progetti».
 
Non solo aggiornamenti teorici, quindi, ma anche nuovi spunti pratici: come, per rimanere in metafora, una lima con cui ridare filo al proprio arsenale di strumenti.

In header l'illustrazione di Elisa Macellari per Artigiani delle parole 2019

L'autore: Camilla Pelizzoli

Laureata in Lettere moderne (con indirizzo critico-editoriale), ho frequentato il Master in editoria. Mi interessa la «vita segreta» che precede la pubblicazione di un libro – di carta o digitale – e mi incuriosiscono le nuove forme di narrazione, le dinamiche delle nicchie editoriali e il mondo dei blog (in particolare quelli letterari).

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