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Curiosità

Data as a commodity. Il punto di vista dei consumatori in un report

di Alessandra Rotondo notizia del 30 luglio 2018

Attenzione, controllare i dati.

I consumatori desiderano avere un maggior controllo sui loro dati e una maggiore comprensione dei benefici derivanti dalla condivisione di questi dati con le aziende. Questa, in estrema sintesi, la conclusione cui approda il report Consumer privacy, the global view realizzato da DMA, un network di oltre mille company inglesi afferenti al settore della creatività e dell’innovazione e con un forte orientamento data driven.

A livello mondiale, poco più della metà dei consumatori (51%) dichiara di non aver problema a condividere i propri dati con le aziende, a patto che dal farlo derivi un beneficio chiaro e quantificabile. E questo nonostante il 74% del campione abbia alcune preoccupazioni rispetto alla tutela della propria privacy online.

D’altra parte, l’83% dei consumatori distribuiti sui dieci mercati indagati dalla ricerca ha dichiarato che vorrebbe avere un maggior controllo sulle proprie informazioni personali, e una percentuale di poco più bassa (78%) ritiene che le aziende beneficino in maniera spropositata dall’acquisizione, l’analisi e l’aggregazione dei dati dei loro utenti.

Punti cruciali sembrano – a livello globale – la chiarezza, l’informazione e la comunicazione. Sebbene ogni nazione si polarizzi a suo modo attorno a temi come quello della privacy, della raccolta e dell’elaborazione dei dati e del punto di equilibrio tra la «violazione» dell’informazione personale e l’utilità della profilazione, alcuni aspetti tendono a farsi trasversali.

Tra tutti, una schietta tendenza al pragmatismo da parte del consumatore medio. Infatti la condivisione dei dati con le aziende viene percepita come sensata (e non arbitraria o come un abuso) fintanto che è utile e garanzia di un beneficio.  In quest’ottica, lo scambio di dati – e il conseguente approccio data as a commodity – sarà sempre più rilevante per le aziende, in futuro, anche dal punto di vista del marketing.

Per le company, gestire in maniera trasparente i dati dei propri clienti e costruire una comunicazione trasparente attorno a quest’aspetto sarà sempre più un fattore competitivo non ignorabile. Dal mostrare come e perché queste informazioni vengono raccolte e conservate, all’esplicitare all’utente la sua titolarità nei confronti del dato, al mostrargli le strade per farla valere. Fino al potenziamento dell’aspetto del benefit che, come mostrato dal report di DMA, rimane quello capace di maggior attrattiva per il consumatore.

L'autore: Alessandra Rotondo

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Mi sono laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, poi ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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