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Curiosità

Con The Universal Typeface Experiment di Bic, tutti posso contribuire a creare un nuovo set di font «dal volto umano»

di G. Pepi notizia del 4 luglio 2014

Attenzione, controllare i dati.

Raramente facciamo attenzione ai caratteri – i font direbbero più correttamente i grafici – con i quali è scritto quanto quotidianamente leggiamo sul Web.
Eppure ciascun carattere comunica, con evidenza o in modo più celato e subliminale, sensazioni ben precise. Proprio a partire da questo punto di vista Bic, la nota azienda che produce penne a sfera, ha deciso di promuovere l’iniziativa The Universal Typeface Experiment, un sito attraverso il quale ognuno di noi può contribuire alla creazione di un nuovo set di font capace di contenere nelle sue linee, con un opera di estrema sintesi grafica, i caratteri essenziali della scrittura degli italiani.
Accendendo al sito dedicato con uno smartphone, un tablet o anche dal proprio Pc è possibile scrivere manualmente una ad una le lettere dell’alfabeto e, una volta completato il tutto, verificare di quanto la nostra grafia si scosta dai font che sintetizzano il risultato medio di quanti hanno già inviato il proprio set di lettere autografe (nel caso di chi scrive, per esempio, le lettere sono tendenzialmente più alte e strette rispetto alla media degli alfabeti inviati). Il progetto poi ha un che di universale e non è destinato a rimanere racchiuso solo tra le mura nazionali: il sito dell’iniziativa è infatti aperto a ricevere anche le calligrafie di altri Paesi. Quello che si verrà a creare a fine agosto, data di chiusura delle submissions, sarà dunque una sorta di font «dal volto umano» che sarà reso, ed è anche questo il bello dell’iniziativa, gratuitamente scaricabile.
D’altronde quello dei font per il Web, tra leggibilità e design, è un tema di grandissima attualità come ci ricordava in un intervista di qualche mese fa (E. Vergine, L’ultimo stampatore, 11, novembre 2013), Enrico Tallone, uno dei massimi esperti nazionali in tema di caratteri tipografici nonché l’unico stampatore europeo ad pubblicare oggi libri composti a mano. «La sempre maggiore definizione dell’immagine sullo schermo, non è sufficiente ad avvicinare la qualità della stampa tipografica. Tuttavia, per i “nativi digitali” che non hanno un retroterra tale da permette loro di fare confronti, la lettura su schermo potrà sembrare appagante. Caratteri non evanescenti dalle grazie ben pronunciate saranno sempre i preferiti anche sullo schermo, mentre i forti contrasti e le sottili grazie geometriche dei tipi neoclassici perdono di resa sui supporti elettronici».
Insomma, ancora una volta il Web cerca ispirazione dalla tradizione per migliorare la propia user experience. Chissà che di mimesi in mimesi non si finisca per tornare alla carta.

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