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Curiosità

Assocarta, come si muove il consumo di carta?

di P. Sereni notizia del 1 gennaio 1970
Nonostante la perdita di 1.650.000 tonnellate di carta a cartone tra il 2007 e il 2013 (16,5% della produzione complessiva) e di circa 3.000 posti di lavoro, il settore cartario fa segnare, per i prossimi 5 anni (2013-2018), un moderato ottimismo nonostante la forte preoccupazione per i costi energetici, fattori su cui si basa la competitività del comparto cartario.
Sotto questo segno si è aperta oggi a Lucca la Mostra internazionale dell'industria cartaria (Miac), manifestazione ufficiale di Assocarta e Assindustria Lucca. 
«Tra il 2013 e il 2018 vi prevede una crescita del comparto cartario italiano di circa 500 mila tonnellate - spiega Paolo Culicchi, presidente di Assocarta all'Ansa - posizionando la produzione complessiva di carta e cartone tra gli 8,5 e i 9 milioni di tonnellate grazie soprattutto a un progressivo miglioramento del comparto imballaggio legato a doppio filo al Pil e soprattutto del comparto tissue».
L'Italia, così, potrebbe confermare nei prossimi 5 anni la quarta posizione a livello europeo dopo Germania, Svezia e Finlandia.
Nei primi otto mesi del 2013 il settore ha segnato un calo di produzione (-1,7%) e fatturato (-1,5%) che scontano però il ridimensionamento dei volumi di carte per usi grafici (-7,2%) e la sospensione dell'attività dell'unico impianto di carta da giornale.
Bene i primi sei mesi dell'anno per l'export (+3,1%) mentre l'import subisce una flessione del 5,1%. Nonostante il calo produttivo del settore l'andamento del consumo di macero - principale materia prima dell'industria cartaria italiana con un tasso di utilizzo di circa del 55% - accelera e registra nei primi 8 mesi dell'anno un +1,3% rispetto all'analogo periodo 2012. La crisi dei consumi ha portato a una riduzione della raccolta di macero (-3,3% nei primi sei mesi).

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