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Biblioteche

Le biblioteche statunitensi sui social (in un’infografica)

di Alessandra Rotondo notizia del 4 dicembre 2017

Attenzione, controllare i dati.

Un’infografica realizzata da TechSoup, azienda che fornisce supporto a enti di beneficenza e biblioteche, in collaborazione con WebJunction (una piattaforma che eroga servizi di formazione professionale per bibliotecari) mostra l’andamento dell’attività svolta sui social media dai bibliotecari statunitensi attraverso, naturalmente, i profili ufficiali delle biblioteche per cui lavorano.

I dati elaborati sono stati raccolti con un sondaggio proposto a oltre 300 biblioteche degli Stati Uniti – essenzialmente di pubblica lettura, ma non mancano quelle accademiche, scolastiche, di associazioni o enti – con domande che indagano tanto il tempo trascorso sui social network, quanto la frequenza di pubblicazione, il numero di contatti, follower o amici e le piattaforme frequentate.

L’infografica mostra che il 44% delle biblioteche condivide ogni giorno contenuti su Facebook, il 25% lo fa su Twitter, mentre Instagram è il terzo canale sul podio dei più assiduamente aggiornati. Più della metà delle biblioteche censite (56%) spende meno di 5 ore settimanali sui social media, il 28% dalle 6 alle 10 ore, con punte di 31-40 ore per il 2% del campione.

Sul versante follower, il 40-50% delle biblioteche intervistate ne ha meno di mille su Facebook, Twitter e Instagram. È il 34% del campione ad averne tra 1.000 e 5 mila sul social network di Mark Zuckerberg e il 6% tra i 5 mila e i 10 mila. Meno positive le performance sugli altri canali.

Per quanto riguarda le attività svolte dai bibliotecari sui social, a primeggiare è la condivisione degli eventi organizzati dalla biblioteca; seguono le foto degli eventi stessi e la comunicazione dei servizi offerti e dei libri disponibili per il prestito; ma anche la condivisione di informazioni e notizie che riguardano altre biblioteche.

Tra le attività che, più delle altre, i bibliotecari non svolgono ancora ma vorrebbero intraprendere sui profili social della biblioteca, ci sono i live streaming; le immagini del lavoro dietro le quinte; la condivisione di informazioni sui volontari, lo staff, gli utenti, il personale della biblioteca; le attività di engagement focalizzate su target specifici individuati con il supporto degli analytics.

L’ampliamento della fan base e il rafforzamento della capacità di raccogliere e misurare i risultati conseguiti attraverso l’attività social sono le sfide più significative per le biblioteche e per le loro manifestazioni online.

L'autore: Alessandra Rotondo

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Mi sono laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, poi ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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