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Lettura

Le politiche d'offerta non bastano

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2009

di Giovanni Peresson

In assenza di politiche di intervento in favore della lettura sembrano essere solo le politiche d'offerta delle case editrici a determinare le trasformazioni del mercato della lettura.

Biblioteche all-digital

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2014

di Edward Nawotka

Il futuro delle biblioteche è un libro aperto, ma con i licenziamenti e i tagli alle risorse destinate ad esse, è proprio il futuro che rischia di diventare il vero punto interrogativo per queste istituzioni. Negli States come in Europa, le fasce interessate dalla riduzione dei servizi biliotecari sono soprattuto le minoranze e i ceti sociali più bassi, che contano proprio sulle biblioteche pubbliche per soddisfare i loro bisogni di lettura. Naturale dunque che in tutto il mondo si stia iniziando a guardare con interesse alle nuove possibilità offerte dal digitale. Una delle esperienze più interessanti degli utlimi mesi è quella della BiblioTech di San Antonio, Texas, la prima biblioteca completamente digitale degli Usa che ha aperto i battenti in settembre. Il progetto nasce dall’idea del giudice di Bexar County, Nelson Wolff – l’equivalente di un sindaco appassionato collezionista di libri – che è stato ispirato dalla crescente digitalizzazione della biblioteca pubblica di New York e dalla biografia di Steve Jobs scritta da Walter Isaacson. BiblioTech si trova in un quartiere a basso reddito ed è ospitata in un edificio governativo che comprende anche altri servizi per la cittadinanza. Una volta entrati nei locali della biblioteca l’impressione è quella di trovarsi in un campus universitario: i visitatori si trovano davanti a due lunge file di 48 iMac, ad un «iPad bar» con una dozzina di tablet e a un banco prestiti. Una porta conduce in una stanza luminosa dove trovano spazio due Xbox 360 con Kinect e quattro Microsoft Surface touchscreen con in dotazione decine di videogiochi educativi. Un piccolo punto vendita di caffè, chiavette Usb e cuffie, mentre uno spazio nella parte posteriore della biblioteca è arredato con panche per la lettura degli utenti che portano i propri dispositivi. Quelli che ne sono sprovvisti possono prendere in prestito uno dei dieci MacBook Pro o dei quaranta iPad messi a disposizione dalla biblioteca.

E-book all you can read

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2014

di Ginevra Vassi

Cos’hanno in comune gli e-book con il sushi e le palestre? Secondo gli ultimi trend internazionali, molto più di quanto si possa pensare. Iniziamo con i ristoranti giapponesi: in alcuni casi con una cifra fissa offrono la possibilità di mangiare finché il proprio appetito non viene soddisfatto. Se nell’equazione si sostituiscono gli e-book al sushi e una piattaforma on line a un ristorante, il modello non cambia. Semplificando, il lettore si abbona a un servizio e legge quanto vuole (o può leggere), tra la vasta gamma di libri che ha a disposizione, per il tempo per cui ha pagato. Si cerca insomma di ripetere con gli e-book quello che Netflix ha fatto con film e serie Tv e ciò che Spotify ha fatto con la musica. I servizi, sempre più numerosi, che propongono e-book in abbonamento devono fare i conti con una sfida interessante. Ogni nuovo «fornitore» di e-book deve soddisfare tre parti in gioco: il lettore, chi fornisce il contenuto (che sia esso un editore o un autore) e, ovviamente, sé stesso. Renderanno la lettura più economica, accessibile e conveniente o svaluteranno il valore degli e-book e danneggeranno case editrici e autori? Presto per dirlo. Tante sono le insidie: se la piattaforma riesce a far sottoscrivere l’abbonamento a milioni di persone che non leggono sarà contento chi offre il servizio, ma di certo non le case editrici. Se invece saranno tutti lettori forti, sarà la piattaforma a rimetterci proprio come accadrebbe a un ristorante preso d’assalto dai buongustai. Per chi non legge più di un libro al mese (i prezzi medi sono di 9,99 dollari) non dovrebbe essere un affare, soprattutto perché il catalogo di questi servizi non sempre può contare sugli ultimi bestseller. Come le palestre, invece, questi servizi scommettono sul fatto che la maggior parte degli utenti, dopo una prima fase di uso intensivo, ne farà nel tempo un uso più moderato. I centri sportivi infatti sanno che molti abbonati non usufruiranno appieno di tutte le potenzialità proposte.

I 20 bestseller del 2013

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2014

di Ester Draghi

Forse un po’ a sorpresa, ad aprire la classifica dei più venduti nel 2013 è Khaled Hosseini con E l’eco rispose. L’autore de Il cacciatore di aquiloni sbaraglia i due più quotati fenomeni letterari dello scorso anno – Inferno di Dan Brown e ZeroZeroZero di Roberto Saviano, che si piazzano rispettivamente al secondo e al terzo posto – nonostante il clamore suscitato dai lanci editoriali (si veda «GdL», 2013, settembre, Pronti al lancio, di Ginevra Vassi). Delle 20 opere che compongono la classifica, quelle a non essere state pubblicate quest’anno sono otto. Il titolo più longevo è Educazione Siberiana di Nicolai Lilin uscito nel marzo del 2010 per Einaudi (19esimo posto), Bianca come il latte, rossa come il sangue di Alessandro D’Avenia pubblicato nel marzo del 2011 da Mondadori (decimo), Open. La mia storia di Andre Agassi (Einaudi, 13esimo) nelle librerie dall’aprile del 2011. Infine abbiamo Fai bei sogni, il successo di Gramellini uscito nel marzo del 2012 per Longanesi (settimo) e la trilogia delle Sfumature (Mondadori) che piazza i suoi tomi nelle posizioni centrali della classifica. I libri per bambini presenti nella Top 20 sono tre: i personaggi più amati del 2013 sono Peppa Pig (Giunti Kids) con le sue Canzoncine e i diari di Violetta (Walt Disney Company Italia) e della Schiappa di Jeff Kinney (Il Castoro). Autori italiani e autori stranieri si spartiscono equamente le preferenze dei lettori e si dividono la classifica a metà. Se guardiamo ai marchi editoriali, Mondadori domina la classifica con 7 titoli, Einaudi e Feltrinelli si fermano a due mentre sono presenti con un’unica opera: Bompiani, Centro Ambrosiano, Giunti Kids, Guanda, Il Castoro, Longanesi, Piemme, Sellerio e Walt Disney Company Italia.

Librerie formato bambino

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2009

di intervista a cura di D. Nannini

Le librerie specializzate, insieme alle biblioteche, soprattutto a quelle scolastiche, svolgono un ruolo primario nell'avvicinare le fasce giovani della popolazione alla lettura.

La lettura digitale

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2014

di Emilio Sarno

Per la prima volta nel 2013 Istat ha iniziato a rilevare, accanto alla lettura «tradizionale», anche la lettura digitale e le sorprese non sono poche, anche se necessitano di una precisazione. Se per i libri di carta si continua a far riferimento all’aver letto un libro, per la lettura digitale Istat ricorre a una formula che coincide solo parzialmente con il concetto di lettura perché considera coloro che «hanno letto o scaricato libri on line o e-book». Come si vede nel 2013 sono 5,2 milioni le persone che avrebbero «letto» dei libri digitali pari al 9,2% della popolazione (maggiori di 6 anni). Ovviamente non disponiamo ancora di una serie storica coerente, ma se proviamo a utilizzare i dati di lettura di e-book rilevati nel 2011 e 2012 da Nielsen siamo in presenza di una netta accelerazione di questa «forma» di lettura.

Lettura, boom negativo

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2014

di Giovanni Peresson

1.984.000 lettori in meno: un calo del -7,6% rispetto al 2012 e, se a questo aggiungiamo che i canali trade hanno fatto segnare a loro volta un -6,5% a valore (e un -2,1% a copie; i dati si riferiscono al periodo gennaio-novembre 2013 sul corrispondente periodo dell’anno precedente), non possiamo dire che l’uscita dal tunnel in cui si trova l’editoria italiana sia vicina. I tre punti percentuali in meno di penetrazione della lettura di libri rilevati da Istat lo scorso anno e resi noti a dicembre, riportano il mercato potenziale della nostra filiera di carta ai valori del 2005/2007. In questo senso, lo scorso anno, avevamo peccato di ottimismo nel leggere quel +1,2% (dopo il -2,7% del 2011) come una delle normali oscillazioni del mercato.

Perchè non leggiamo?

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2014

di Lorenza Biava

Interpretare l’Italia che emerge dai dati Istat non è un esercizio di pura teoria ma un modo per capire dove sta andando il Paese e quali sono gli scenari futuribili per un Italia che ha smesso di leggere. Per capire cosa si nasconde dietro a quel preoccupante -7,6% (pari a un calo di tre punti percentuali) abbiamo chiesto ad alcuni personaggi di spicco del mondo della cultura qualche risposta. Gino Roncaglia, docente dell’Università della Tuscia ed esperto di editoria digitale, Bruno Arpaia, giornalista e autore de La cultura si mangia (Guanda), Roberto Ippolito, editorialista e autore di Ignoranti (Chiarelettere) e Pierdomenico Baccalario, autore di libri per ragazzi, hanno risposto all’appello.

Successi in classifica

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Ottobre 2013

di Rosalba Rattalino

L’analisi delle vendite nel primo semestre dell’anno in base ai dati Arianna+, è al suo terzo appuntamento sulle pagine di questa rivista. Anche per ragioni di continuità e confrontabilità con il passato, abbiamo scelto di non modificare l’impostazione: quindi riflettori puntati sugli aspetti «qualitativi» ovvero titoli e autori. Con una breve premessa alla Top 50 dei libri cartacei più venduti in Italia nel periodo gennaio-giugno 2013. A differenza dello scorso anno, nella classifica che vi presentiamo non è stato applicato alcun filtro di prezzo. L’unico criterio di esclusione riguarda condizioni di vendita particolari che rendano un titolo non direttamente confrontabile con gli altri (è il caso di I love finger food edito da Gribaudo). Autori italiani e autori esteri si spartiscono in modo equilibrato il predominio schiacciante (trentatré titoli su cinquanta) della narrativa: quindici scrittori italiani, diciotto stranieri. Peraltro molti di questi compaiono anche nella classifica degli autori complessivamente più venduti. Inferno di Dan Brown in prima posizione dà la misura dell’impatto immediato che il «marchio» Dan Brown ha sul pubblico italiano: il libro tradotto è uscito a metà maggio, con un prezzo di tutto rispetto (25 euro, il prezzo più alto della Top 50) e nel giro di un mese e mezzo si è aggiudicato il vertice delle vendite semestrali. Discorso analogo anche se leggermente meno eclatante per Roberto Saviano e per il doppio brand Camilleri-Montalbano: ZeroZeroZero, secondo in classifica, è uscito a metà aprile. Un covo di vipere, quarta posizione, è uscito a fine maggio. Non deve peraltro ingannare il sesto posto del romanzo di Khaled Hosseini E l’eco rispose: la traduzione italiana è stata pubblicata il 21 giugno, la nostra classifica considera le vendite da gennaio a fine giugno – nove giorni per entrare ai vertici sull’arco semestrale. Ma la vera sorpresa la riserva un titolo di vecchia conoscenza nelle classifiche dei più venduti: Fai bei sogni di Massimo Gramellini era al primo posto nel 2012 e, a distanza di un anno (e in assenza per quanto ne sappiamo di particolari rilanci) lo ritroviamo in terza posizione, preceduto solo dall’ultimo Dan Brown e dall’ultimo Saviano. Il che fa a buon diritto considerare questo libro un segnale socioculturale: è evidente che i temi al centro di Fai bei sogni, l’aspetto autobiografico, il percorso di elaborazione psicologica e esistenziale, toccano corde profonde dell’animo (quantomeno) italiano.

La lingua degli emigrati

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2009

di Ilaria Barbisan

Spunti di riflessione da una raccolta di lettere di emigrati italiani in Germania nel secondo dopoguerra, per capire come si possono leggere al contrario i bisogni linguistici dell'immigrazione.

La pedagogia e la speranza

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2009

di Laura Novati

Idee per la scuola di oggi/domani: una riflessione a seguire l'ultima edizione degli Stati Generali.

Il Maggio in numeri

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Luglio-Agosto 2013

di Gabriele Pepi

Nelle librerie e nelle biblioteche. Nei piccoli festival letterari fino al Salone internazionale del libro di Torino. Ma anche nelle scuole e nelle associazioni culturali negli ospedali, nelle strutture carcerarie, per le strade, nei parchi e in altre location inedite, raggiunte grazie alla collaborazione di partner come Unicoop-Tirreno (i supermercati di Lazio e Toscana), Poste Italiane (uffici postali e PosteShop), Italo, Banca Etruria. Senza dimenticare gli spazi virtuali e il Web: animato dalle tante visite al sito ufficiale della campagna, dai like su Facebook e dai follower su Twitter. Guardando allo scorso Maggio dei libri possiamo ancora una volta dire che è stato un mese vissuto intensamente. La terza edizione della campagna di promozione della lettura, organizzata dal Centro per il libro e la lettura, in collaborazione con l’Associazione italiana editori, si è chiusa venerdì 31 maggio, raggiungendo l’obiettivo di diffondere la lettura in tutto il Paese, con particolare riguardo per le scuole, per il pubblico più giovane e per quei contesti che ancora non erano stati raggiunti dal piacere della lettura. Un successo confermato da numeri in forte crescita. Anzitutto le iniziative, che quest’anno sono state 3.006 distribuite in tutte le regioni italiane (+26% rispetto al 2012), hanno avuto una vera e propria esplosione social: oltre 70.350 like su Facebook (pari al +160% rispetto all’inizio della campagna), 4.555 follower su Twitter e 284mila visualizzazioni del sito ufficiale. Sempre per restare in tema anche l’app sviluppata dal Maggio dei libri ha ottenuto ottimi risultati di download: 1.158 le app aggiornate/scaricate sui dispositivi iOS e 625 quelle installate sui dispositivi Android. Ma come sono andate le iniziative rivolte ai giovani? Anche quest’anno Il Maggio dei Libri ha dedicato particolare attenzione alle iniziative rivolte al pubblico degli studenti.

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