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Lettura

Piccoli lettori, grandi consumatori

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Ottobre 2009

di Miria Savioli

Che i bambini e i ragazzi di oggi siano voraci consumatori di tutto quanto l’industria culturale offre è sotto gli occhi di tutti e i dati lo confermano. Nella quasi totalità delle attività culturali i livelli di fruizione dei giovani sono, infatti, decisamente più alti rispetto alla media della popolazione.

I preferiti dei bambini

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2014

di Ester Draghi

Osservando la classifica dei libri preferiti dai bambini nel 2013 (Fonte: IE-Informazioni editoriali) non si può non rilevare la forte sensibilità dei piccoli lettori ai brand. Sebbene infatti le letture si diversifichino mano a mano che ci allontaniamo dai primi posti è indubbio che le varie Top 10, divise per fasce d’età, evidenzino la tendenza – da parte dei genitori che operano la prima scelta e poi da parte dei bambini che la portano avanti – a individuare personaggi riconoscibili e ad essi rimanere fedeli, almeno durante certe fasi della crescita. La fascia delle cosiddette preletture, quella che va dagli zero ai due anni, è dominata dalle avventure della Pimpa di Tullio F. Altan (Franco Cosimo Panini), che occupa sei posizioni su dieci. Dalla sua prima apparizione sul «Corriere dei Piccoli» nel 1975 la cagnolina a pois rossi ne ha fatta di strada: oggi Pimpa è un brand dal successo indiscutibile e che affianca ai classici libri di sempre anche diverse declinazioni digitali e multimediali. La Top 10 dai tre ai quattro anni è invece monopolizzata da Peppa Pig. La maialina di Silvia D’Achille (Giunti Kids) conferma il successo dello scorso anno presidiando le prime dieci posizioni della classifica. Le canzoncine di Peppa Pig. Con CD audio, qui al primo posto, occupano anche la sedicesima posizione nella classifica generale dei libri più venduti del 2013 a riprova del fatto che Peppa è un personaggio che i genitori propongono volentieri ai bambini in tutte le salse – dai cartoni animati ai libri e alla musica – un po’ come avveniva con Topolino per le generazioni precedenti. Nella classifica dei libri per ragazzi dai sette agli otto anni, con 4 posizioni su dieci occupate dai libri della saga di Harry Potter di J. K. Rowling (Salani), torna un grande classico degli ultimi anni: il maghetto inglese che ha incantato il mondo con le sue storie sembra non passare di moda.

Innamorarsi di un personaggio

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2014

di Elena Vergine

Vi sono alcuni fenomeni editoriali il cui successo presso le fasce di lettori più giovani è un dato incontestabile. Dalle classifiche dei libri più venduti nel 2013 emergono con grande evidenza le preferenze dei bambini di tutte le età delineando i profili di alcuni grandi fenomeni editoriali (Fonte: IE-Informazioni editoriali). Che il primo passo verso l’acquisto di un libro lo facciano i genitori poco importa se poi, una volta sfogliate le prime pagine, il piccolo lettore si innamora di quel personaggio e vuole leggerne un’altra storia e poi un’altra ancora. È questo l’effetto che la Pimpa, Peppa Pig, Harry Potter, Geronimo Stilton, Violetta e la Schiappa hanno su bambini e ragazzi di tutto il mondo. Infatti, pur essendo tra loro molto diversi, questi personaggi hanno in comune quel quid che ha permesso loro di entrare nel cuore dei piccoli lettori, di rispondere alle loro esigenze, di incarnare i loro sogni. Nel tentativo di tradurre questo successo in termini più oggettivi abbiamo girato la domanda agli editori che pubblicano le avventure dei personaggi che formano l’intervento narrativo infantile, chiedendo loro di spiegarci quali sono i punti di forza di queste storie così amate. Dalle interviste che seguono emergono alcuni elementi trasversali, che accomunano fenomeni editoriali anche molto diversi tra loro: la serialità, l’internazionalizzazione, la transmedialità e, soprattutto, la qualità.

La generazione digitale

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2014

di Giovanni Peresson

Tra 2012 e 2013 contiamo circa 218.000 lettori di libri in meno (-7,4%); ma sono 303.000 i ragazzi tra i 6 e i 14 anni che «hanno letto o scaricato libri online o e-book negli ultimi 3 mesi». Sebbene le due azioni sopra descritte siano significativamente diverse (leggere non implica lo scaricare e viceversa), l’indicazione che emerge dalle due indagini di Istat sulla lettura sembra estremamente chiara. I ragazzi di età compresa tra i 6 e i 14 anni si stanno spostando dalle pagine dei libri verso storie e personaggi – in ogni caso non stiamo parlando della semplice navigazione su Internet, o della partecipazione ai social network – a cui si accede solo navigando in rete oppure attraverso e-book (anche qui la formulazione della domanda lascia margini di ambiguità: dove si collocano, per esempio, le App tratte da libri in questa equazione?). Un dato che non capovolge affatto quello precedente del calo della lettura di libri, e che ci farebbe dire che la lettura – sia cartacea che digitale – è nonostante tutto continuata a crescere anche nel 2013 presso i ragazzi tra i 6 e i 14 anni. Anzi ci sarebbero qualcosa come quasi 85.000 lettori in più. Le informazioni raccolte da Istat delinea-no piuttosto un marcato, e soprattutto rapido, cambiamento nelle abitudini e nei modi di leggere anche tra bambini e ragazzi. Con inevitabili sovrapposizioni poi, tra carta e digitale. Dei 5,2 milioni di italiani (il 17,3% della popolazione) che negli ultimi tre mesi dichiara di aver «letto o scaricato libri on line o e-book» quelli tra i 6 e i 14 anni sono già il 5,8% di questa platea.

Buone notizie!!!

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Settembre 2009

di Giovanni Peresson

Due milioni e 400 mila euro («circa»)per la «campagna» istituzionale di promozione alla lettura. Il Centro per il libro sta risolvendo dopo tre anni gli intoppi tecnico-burocratici che ne hanno impedito il funzionamento. E il 24 marzo sarà la Giornata nazionale della lettura...

Chi li distribuisce

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2009

Autori vari

Fino ad oggi le potenzialità commerciali del booktrailer sono rimaste inespresse, forse anche a causa degli alti costi di diffusione su canali alternativi al Web. Una possibile alternativa potrebbe essere rappresentata dalla televisione.

Lettura: best-practice

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2014

di Elena Refraschini

Secondo gli ultimi dati disponibili pubblicati dall’Unesco, 793 milioni di persone non hanno le capacità di base di lettura e scrittura. Di questi, 127 milioni sono i giovani tra i 15 e i 24 anni. Nonostante tanto sia stato fatto per combattere l’analfabetismo, ancora tanto rimane da fare. «Analfabetismo», in questo caso, non sarebbe proprio la parola giusta: intendiamo trattare di «literacy», cioè di quella «capacità di identificare, capire, interpretare, creare, comunicare e calcolare, usando materiale stampato o scritto in diversi contesti. La literacy implica un apprendimento continuo che rende gli individui capaci di raggiungere i propri obiettivi, sviluppare le conoscenze e sfruttare il proprio potenziale per partecipare attivamente nella propria comunità e nella società in generale» (definizione dell’Unesco): coinvolge dunque un ampio spettro di competenze che rendono un individuo consapevole e in grado di compiere delle scelte informate per sé e per la propria famiglia. Secondo numerose ricerche, le persone che ottengono queste competenze godono di un migliore status socioeconomico, sono più in salute, hanno più possibilità di impiego e di accesso ai livelli alti dell’istruzione. Non solo: la Nala (National adult literacy agency), che ha condotto un’analisi dei costi e dei benefici sull’argomento, ha calcolato che con l’ottenimento di una literacy completa c’è un guadagno economico effettivo per l’individuo, ma anche per l’azienda in cui lavora e per l’intera nazione. Tutti concordano sul fatto che alla base dello sviluppo dell’alfabetizzazione ci sia l’abitudine alla lettura sin dalla più tenera età. Il «Giornale della Libreria», questo mese, compie un viaggio intorno al mondo per scoprire le iniziative più interessanti volte a diffondere l’abitudine alla lettura nei bambini e nei ragazzi.

Se i giovani non leggono

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2014

di Emilio Sarno

Non solo tra 2012 e 2013 la lettura di libri è calata nel nostro Paese, ma è calata anche quella di bambini e ragazzi tra i 6 e 14 anni (Istat non ha ripetuto l’indagine relativa alla lettura nella fascia tra i 2 e 5 anni che aveva condotto per la prima volta nel 2012 con un 63,3% di «lettori»). Il calo è importante, forse il maggiore dall’inizio delle rilevazioni annuali: -7,4%. Si tratta di una perdita di circa 218.000 lettori tra i 6 e i 14 anni tanto che, come avevamo visto sul numero scorso del «GdL», dei quasi due milioni di lettori complessivamente dati per dispersi sul mercato italiano tra 2012 e 2013, ben l’11% appartiene alla fasce di età infantili. Soprattutto, quello che è avvenuto lo scorso anno ha pochi precedenti lungo la serie storica che scandisce l’andamento del mercato della lettura dal 1995 a oggi. Si calcolano infatti quasi quattro punti in termini di indice di penetrazione persi nella fascia dei giovani dagli 11 ai 14 anni e cinque in quella tra i 6 e i 10 anni! Certo, se vogliamo vedere gli aspetti positivi, si è passati (con incredibile lentezza) da un 41,3% di ragazzi tra i 6 e i 10 anni di età che «leggevano almeno un libro non scolastico nei 12 mesi precedenti» del 1995 al 49,3% di oggi e, nella fascia di età superiore (11-14 anni), dal 54,5% al 57,2%. Così come resta di conforto sapere che bambini, ragazzi e giovani adulti leggono di più (molto di più) della media della popolazione italiana: li separa una distanza tra i 10 e i 20 punti percentuali. Ma il fatto resta: le generazioni più giovani, quelle che dovevano diventare i lettori e i clienti di editori e librerie o frequentatori di biblioteche iniziano anche loro a calare, allontanandosi dalla pagina dei libri. Un primo elemento di questo fenomeno lo intravediamo nella serie storica della lettura infantile. La fascia degli 11-14enni è entrata in «sofferenza» (rispetto alle forme tradizionali della lettura?) a partire dal 2010-2011. Sofferenza in parte compensata (o comunque non amplificata) da quello che avveniva nella fascia dei 6-10 anni e anche (lo sappiamo relativamente al solo 2012) agli elevati indici di lettura tra i bambini dai 2 ai 5 anni.

Chi li produce

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2009

di interviste a cura di D. Nannini

Chi commissiona la realizzazione di un booktrailer ad una azienda di produzione professionale cerca presumibilmente, una migliore qualità e un valore aggiunto per il format. Un format che, pur essendo nuovo, ha in se i caratteri del trailer cinematografico e dello spot pubblicitario.

Dal libro al booktrailer

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2009

di Francesca Vannucchi

Il booktrailer contiene e mostra la scrittura. Tutto ciò in pochi frame e con in più il «dovere» di attirare l’attenzione di chi guarda e creare curiosità attorno al libro.

Gli editori e il booktrailer

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2009

di interviste a cura di D. Nannini

Il booktrailer arriva in Italia nel 2004. Da quel momento sono stati molti gli editori che, a vario titolo, hanno prodotto e messo in circolazione booktrailer di alcuni dei propri titoli. 

Biblioteche che guardano ai ragazzi

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2009

di Denise Nannini

Un convegno, organizzato per i vent'anni di «Sfoglialibro» ha fatto conoscere casi di eccellenza italiani e stranieri nell'ambito delle biblioteche per ragazzi.

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