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Lettura

Scoprire Israele tra i libri

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Giugno 2014

di Paola Sereni

Ci sono Paesi che con le loro letterature più di altri sanno suscitare curiosità e aprire finestre su quotidianità diverse dalla nostra. Uno di questi è Israele che ha dato i natali ad una produzione letteraria tra le più complesse e articolate del Novecento. Chi pensa che la letteratura israeliana contemporanea sia appiattita sui temi dell’Olocausto e non sappia trattare generi e storie che godano di vasto interesse nella repubblica dei lettori, dovrebbe scambiare qualche parola con Shulim Vogelmann, direttore editoriale della casa editrice fiorentina Giuntina, che al «Giornale della Libreria» ha raccontato tutto quello che c’è da sapere sul tema.

La volontà supera le montagne

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2014

di Giovanni Peresson

Ci sono occasioni che talvolta sembrano assumere significati che vanno al di là della semplice cronaca, com’è, ad esempio, il contesto in cui questa intervista è stata fatta. Siamo a soli sei giorni dopo l’annuncio della nomina di Romano Montroni a nuovo presidente del Centro per il libro e la lettura. Ci troviamo a Milano, poco prima dell’inizio di un corso della Scuola per librai Umberto e Elisabetta Mauri dedicato alla libreria per ragazzi, uno degli snodi al contempo più delicati e importanti di qualunque politica di promozione della lettura e di allargamento del mercato del libro nel nostro Paese. «Mi chiede che idea mi sono fatto a sei giorni dalla nomina? Che l’impegno per allargare la base dei lettori in Italia venga come difficoltà subito dopo il mantenimento del disavanzo al di sotto del 3% del Pil! Anche, non me lo nascondo, per la mole di risorse che sarebbero necessarie per un’attività di questo genere. Ho letto cifre importanti indicate nel progetto di legge di cui si inizierà a discutere nelle prossime audizioni della Commissione cultura. Conoscendo un po’ quella che è stata la storia, recente e meno recente, del Centro e dei provvedimenti in favore della defiscalizzazione degli acquisti di libri qualche cautela mi permetto, per ora, di conservarla».

Non solo calcio

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2014

di Intervista a cura di E. Vergine

Se l’Italia è da sempre il Paese del calcio, da una decina di anni a questa parte anche altri sport – dal basket al rugby, dal tennis al ciclismo, dall’automobilismo al motociclismo – si sono aperti un varco nel cuore del grande pubblico: in parte grazie allo spazio maggiore riservatogli su quotidiani e sui palinsesti televisivi, in parte grazie al carisma di alcuni campioni e alla passione di giornalisti ed esperti che hanno saputo rendere grandi le loro parabole, in parte grazie ai libri. Ne abbiamo parlato con Paolo Frascolla, titolare della Libreria dello Sport di Milano, al quale abbiamo chiesto anche di individuare i titoli che non possono mancare sullo scaffale degli appassionati e quindi nella selezione dei librai.

Più libri Circus

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2014

di Antonio Monaco

Ogni anno in Italia vengono pubblicati circa 60 mila titoli. Di questi il 25%, cioè un libro su quattro, è pubblicato da un piccolo e medio editore ma difficilmente riesce a superare i tanti ostacoli che affollano la strada che lo separa dal magazzino editoriale alle vetrine delle librerie. Più libri più liberi è nato per questa ragione. Per garantire ai piccoli e medi editori italiani la vetrina che meritano. E oggi, dopo 11 edizioni di Più libri Più liberi a Roma, il più importante evento italiano della piccola e media editoria indipendente parte per un tour nelle piazze italiane e diventa Più libri Circus. Va aggiunto che la fiera Più libri Più liberi non è solo un evento nazionale che valorizza la piccola editoria italiana. È diventato anche un marchio prestigioso che evoca immediatamente una vetrina editoriale di qualità, innovativa e di ricerca. Ma Più libri Circus non è una semplice fiera libraria che si aggiunge alle centinaia già presenti in Italia. In una fase di difficoltà del mercato vuole offrire un preciso contributo alla filiera editoriale e una risposta alla crisi delle vendite. Gli editori e i loro libri cercano i lettori «per la strada», nei diversi territori italiani, coinvolgendo direttamente tutti gli operatori (librai, bibliotecari, grossisti, insegnanti, animatori della lettura). Il problema dell’editoria oggi non è solo di mercato ma di identità e legittimità. Non basta riaffermare l’identità e il ruolo professionale dell’editore: la sua funzione valutativa e selettiva degli autori da una parte e di qualificazione delle opere dall’altra. Dobbiamo andare a ricostituire il patto etico che ci lega ai lettori. Vent’anni fa si è consumato il mito della «piccola editoria», oggi dobbiamo riaffermare il valore dell’indipendenza e della qualità. Più la situazione è difficile e più crescono le aspettative. Ma unirsi quando le forze sono esaurite è inutile, bisogna farlo prima, quando abbiamo ancora qualcosa da dare, da dire e da fare.

Obiettivo 50%

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2010

di Emilio Sarno

Era dal 2006 che la nascita del Centro per il libro e la lettura era stata annunciata. Il primo passo che, dopo complesse vicende amministartive-procedurali, 40 mesi dopo ha portato alla presentazione ufficiale del Centro.

Dall'alfabetizzazione alle competenze

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2010

di Ilaria Barbisan

La condizione primaria per poter esercitare un ruolo attivo nella società contemporanea è l'essere alfabetizzati. Un fatto oggi scontato nei Paesi occidentali che però in passato non è stato altrettanto ovvio.

Un maggio di libri

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2014

di Gabriele Pepi

Gli auspici per la crescita e il consolidamento della lettura in Italia con cui si apriva l’ultimo Salone del libro di Torino sono purtroppo stati disattesi dagli ultimi dati Istat che, come scrive Alessandro Zaccuri su «Avvenire», hanno ratificato nel Paese della lettura «la perdita di una città di quasi due milioni di persone». Perché si possa tornare a parlare di crescita il libro deve essere, anche fisicamente, più diffuso di quanto non sia oggi: deve essere presente negli ambienti frequentati dai ragazzi, deve arrivare dove di solito è assente (luoghi di incontro, centri commerciali e così via), deve diventare un oggetto familiare fin dalla prima infanzia (per fortuna esiste un progetto come Nati per leggere!) e soprattutto dobbiamo imparare a parlarne in modo non noioso. Per fortuna da quattro anni a questa parte il Maggio dei libri, la campagna nazionale di promozione della lettura promossa dal Centro per il libro e la lettura del Ministero per i beni e le attività culturali in collaborazione con l’attiva partecipazione dell’Associazione italiana editori, ha diffuso un approccio creativo e inclusivo al mondo del libro. L’iniziativa, che quest’anno si svolgerà dal 23 aprile fino a fine maggio, può contare su tantissimi eventi in programma – lo scorso anno si è raggiunta quota 3.000 – e anche l’Associazione italiana editori sostiene il Maggio con alcune campagne dedicate ai giovani e non solo.

Chi legge, cosa compra?

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2014

di Giovanni Peresson

Leggere e comperare. Qual è stata la dinamica tra questi due comportamenti nel 2013? Negli ultimi anni abbiamo assistito all’evoluzione delle filiere, dei comportamenti del pubblico, delle tecnologie, dell’organizzazione giornaliera del proprio tempo, del modo di intendere la mobilità, della contrazione delle disponibilità economiche di individui e famiglie, tutti elementi che hanno intessuto parallelogrammi di forze in cui è difficile, se non impossibile, stabilire chi è causa di cosa, o almeno tracciare una gerarchia di cause e di effetti. Conosciamo, perché ce lo dice Istat, l’andamento della lettura e, grazie alle società di ricerca sappiamo come vanno i canali trade. Ma i libri si comprano anche in molti altri canali fisici: edicole, fiere, bancarelle e librerie specializzate. È inevitabile dunque che sfugga una parte significativa del mercato e dei comportamenti d’acquisto. Di fatto non conosciamo neppure bene la relazione diretta – nello stesso campione di persone – tra i due fenomeni: lettura e acquisto (o viceversa).

I lettori scomparsi

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2014

di Giovanni Peresson

Se i ragazzi dai 6 agli 11 anni nel 2013 hanno smesso di leggere (sono il 7,5% in meno rispetto al 2012), non si sono comportati peggio dei loro fratelli maggiori. Gli editori e le librerie (fisiche e on line) che presidiano questa fascia di età – ma che ormai di fatto coincide sempre più con la «lettura adulta» a tutti gli effetti – hanno visto volatilizzarsi, tra 2012 e 2013, qualcosa come oltre 200 mila Ya, con un «buco» del -12,5%. Una fascia di età che dal 6,3% del parco lettori (2012) è scesa al 5,9%. Ormai la lettura dei libri di carta sta iniziando a diventare una «faccenda da vecchi». Anche se sono «nuovi (giovani) anziani»: più scolarizzati dei loro padri, con un titolo di studio più alto, con una speranza di vita più lunga e migliore dal punto di vista della salute, con più tempo a disposizione per sé e per i loro interessi e i loro viaggi (anche se magari con pensioni decurtate dalla spending review, dall’aumento di bollette e dei beni alimentari e con i nipotini da accudire). Due anni fa il 56,8% dei 15-19enni dichiaravano di aver letto almeno un libro non scolastico nei dodici mesi precedenti. Lo scorso anno si è scesi al 50,4%. Certo più della media nazionale (rispettivamente 46% nel 2012 e 43% nel 2013), ma è una magra consolazione quando si constata che il calo della lettura di libri nel Ya è del 12,5% contro una media nazionale del -7,5%. Si perdono più lettori nelle fasce giovani che nella media della popolazione! Certo è il primo anno che accade uno sconquasso simile nelle fasce giovanili della popolazione – come in quelle infantili (6-14) – e, in fondo, 200 mila Ya si recuperano indovinando due o tre titoli giusti (trovandoli, ovviamente).

Perché la lettura cresce

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2010

di Giovanni Peresson

Tra 2008 e 2009 la lettura di libri la lettura di libri in Italia ha fatto segnare - in modo anche imprevisto - una crescita del +3,1%.

I lettori di rientro

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Dicembre 2009

di Giovanni Peresson

Chi nel 2007 si era allontanato, nel 2008 è tornato a leggere. Se il risultato è a somma zero (o quasi), diventa importante ragionare non solo sulle politiche di promozione intese come allargamento della base della lettura, ma anche su quelle di promozione dell'intensità della lettura.

Leer te da más

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Dicembre 2009

di Ilaria Barbisan

Anche relativamente alla lettura e ai contesti in cui tale pratica culturale viene esercitata, Italia e Spagna hanno dei punti in comune. Ma su un aspetto le due nazioni divergono: nella penisola iberica è in atto un piano di promozione della lettura avviato da ben otto anni che costituisce un insieme coordinato di azioni volte a incentivare la pratica culturale, mentre in Italia il Centro per il libro è nato ufficialmente solo lo scorso ottobre.

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