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Lettura

Un segmento con segno +

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2011

di Emilio Sarno

Si allarga il mercato della lettura (+2,4% tra 2009 e 2010) e cresce anche il mercato trade (librerie di catena e a conduzione familiare, GdO, librerie on line). Tra 2009 e 2010 la crescita a valore è stata del +5,3%. È questo in sintesi il dato di fondo del mercato.

L'aerodinamica del calabrone

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2015

di Giovanni Peresson

Il mercato dei ragazzi ricorda la paradossale aerodinamica del calabrone: la superficie alare è incompatibile con la massa dell’insetto ma – lo si è capito poi – la conformazione delle ali è tale da essere in grado di generare dei micro vortici che finiscono per aumentarne l’efficienza permettendone il volo. Fuor di metafora: cosa permette al settore ragazzi di «volare» ben al di sopra della media del settore del libro in Italia? Cominciamo a guardare meglio l’andamento demografico di questi anni. Limitiamoci per comodità agli anni del «post» censimento (che, lo ricordiamo, è stato realizzato nel 2011): tra 2012 e 2014 ci sono 212 mila bambini in più (il dato comprende i figli degli immigrati che presentano indici di natalità più elevati di quelli della popolazione residente, ma redditi più bassi).

Messaggeri in ateneo

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2015

di Gabriele Pepi

Templi del sapere e della condivisione, le università italiane – anche grazie all’impegno e alla disponibilità degli editori del Gruppo accademico professionale dell’Associazione – costituiscono uno dei luoghi principali per il reclutamento dei messaggeri di ioleggoperché. Ne abbiamo parlato con Claudia Napolitano (Pisa University Press) e Maurizio Messina (Guerini Next) che si sono occupati attivamente all’interno del Gap degli aspetti organizzativi e del coinvolgimento degli atenei.

Perché i bambini non leggono più?

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2015

di Lorenza Biava

Come mai i ragazzi non leggono più? Al di là del calo demografico, che comunque incide sul numero totale dei ragazzi che annualmente entrano nel perimetro della lettura, abbiamo cercato di indagare, con l’aiuto di alcune voci autorevoli del settore, le ragioni che sono alla base di quello che con una metafora azzeccata abbiamo definito il «paradosso del calabrone» (vedi G. Peresson, L’aerodinamica del calabrone, pp. 20-22).

Pronti a tutto per farvi leggere!

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2015

di Intervista a cura di E. Vergine

Il cuore, il fulcro di #ioleggoperché, il più ambizioso progetto di promozione della lettura che si sia visto finora in Italia, sono i messaggeri del libro, lettori forti e appassionati, gli unici in grado di trasmettere la passione per il libro e la lettura ai non lettori o ai lettori casuali. Del resto, anche prima che l’algoritmo di Amazon tentasse di replicarlo artificialmente, il passaparola è da sempre indicato come il principale vettore che porta il lettore alla decisione di acquistare un particolare titolo. Oggi poi, le nuove tecnologie e i social network creano e animano nuove comunità virtuali di lettori. Recensioni, discussioni, pareri e consigli che affollano i blog letterari rappresentavano, già nel 2009, per i 14-19enni il 15% delle motivazioni che portano alla scelta di un libro da comprare contro il 12% delle recensioni lette sui giornali, mentre in generale il passaparola muoveva gli acquisti del 38% dei lettori, superato solo dal genuino e personale interesse per l’argomento o il genere. La sfida oggi è trasmettere l’interesse per il libro non tanto agli altri lettori forti, quanto ai lettori occasionali fino ad arrivare ai non lettori. Per innescare questo effetto «domino» #ioleggoperché attribuisce ai messaggeri un ruolo strategico e mette a loro disposizione tutta una serie di meccanismi per coinvolgerli e farli sentire parte di una comunità che trova il suo collante nella passione per la lettura. Di questi e molti altri aspetti abbiamo parlato con Marco Zapparoli (delegato Aie per la Lombardia e responsabile del comitato messaggeri).

Viaggio nella città del libro

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2011

di Dario Grati

Sembra impossibile che ancor oggi esistano, in Europa, dei piccoli paesi incontaminati dalla civiltà contemporanea e alieni dalla frenesia delle città, in cui i pochi abitanti vivono completamente immersi in una natura splendida e imponente

Il grande balzo

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Gennaio 2011

di Giovanni Peresson

La lettura continua a crescere nel nostro Paese. I dati rilasciati da Istat a fine 2010, e relativi all’anno che si è appena concluso, indicano come il 46,8% della popolazione con più di 6 anni di età dichiara di aver letto «almeno un libro non scolastico nei 12 mesi precedenti».

Il progetto Lia

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Gennaio 2011

di Cristina Mussinelli

Il progetto Lia, presentato congiuntamente da Ediser, Aie e Medra, si è aggiudicato il finanziamento del Ministero per i beni e le attività culturali, previsto dal «Fondo in favore dell’editoria per ipovedenti e non vedenti».

Il nuovo rosa e il suo pubblico

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Dicembre 2010

di Giovanni Peresson

In questi anni i generi letterari hnno subito un importante processo di sdoganamento. Di critica e di mercato. Uno per tutti il giallo. Può essere allora interessante andare a vedere cosa sta succedendo all'interno di altri generi, chiedendo a chi scrive un punto di vista dall'interno dei processi di scrittura.

Se il libro lo salvano i ragazzi

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2015

di Lorenza Biava

..."Il calo dei lettori è estremamente preoccupante, soprattutto perché il trend di perdita dei lettori si anticipa sempre più! Di certo ci troviamo di fronte anche agli effetti del calo delle nascite che ha fatto sì che, rispetto a qualche anno fa, la popolazione delle varie fasce d’età sia diminuita ma, detto ciò, il segno «meno» rimane. Il vero problema è che sono anni che non riusciamo a consolidare la popolazione dei lettori: si legge perché esce il bestseller e non perché si ama leggere. Ma le cose devono cambiare, perché non possiamo permetterci di perdere i lettori già a questa età. Farlo non sarà facile, perché significa agire sulla cultura stessa del nostro Paese raccontando, sulla lettura, una storia diversa, capace di renderla appetibile e soprattutto agendo sulla scuola e sulle biblioteche per creare sinergie capaci di rendere l’accesso al libro facile e continuativo.

Al via #ioleggoperchè

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2015

di Ester Draghi

Secondo gli ultimi dati Istat la penetrazione della lettura di libri in Italia nel 2014 è la medesima che si registrava nel 2003. L’ostacolo maggiore cui oggi ci troviamo davanti è senza dubbio l’incapacità di instillare nelle nuove generazioni l’amore per la lettura, di creare curiosità verso i libri ed è proprio per dare una prima, incisiva risposta a questo problema che nasce #Ioleggoperchè, l’iniziativa di promozione della lettura di Aie che, per la prima volta in assoluto, vede la straordinaria collaborazione dei rappresentanti di tutti gli editori. Ne abbiamo parlato con Laura Donnini (vice presidente Aie e amministratore delegato di Rcs Libri).

Il Paese che non legge

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2015

di Lorenza Biava

Perché in Italia più di un cittadino su due non legge? Porsi questa domanda, ma ancor di più saper trovare la risposta, è fondamentale per la filiera del libro. Che sia colpa della crisi dei consumi, di nuovi modi più facili di occupare il tempo libero o piuttosto di involuzioni più profonde della società italiana, a dover fare i conti con il bilancio negativo che anche quest’anno ci consegna l’Istat sono soprattutto le istituzioni che, in anni di politiche per la lettura, non sono riuscite a trovare la chiave per la creazione di un pubblico di lettori affezionato e costante nel tempo. Per questo motivo abbiamo chiesto all’on. Flavia Piccoli Nardelli, vicepresidente della Commissione cultura della Camera e attiva sostenitrice delle politiche in favore del libro e della lettura, di interpretare per il «Giornale della libreria» le cause di questa crisi, raccontandoci da quali spunti ripartire per invertire la rotta.

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