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Editoria d'arte

Le forme del sublime

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Novembre 2012

di Emilio Sarno

Il settore dell’editoria d’arte è diventato sempre più – lo abbiamo visto nel corso di questi anni, nel monitoraggio che viene fatto in occasione di Artelibro – un insieme di segmenti di prodotti/servizi che le aziende propongono al mercato: quello «consumer» dei lettori e dei frequentatori della libreria (sempre meno), e quello dei servizi b2b a musei, altri editori, aziende di merchandising, amministrazioni pubbliche e fondazioni bancarie (sempre più). In qualche misura lo stesso concetto di «editore» d’arte (che sceglie e seleziona autori e immagini per un progetto editorialmente coerente di catalogo) è stato sostituito da logiche e modelli in cui fa premio l’organizzazione e la vendita di servizi nell’ambito della «valorizzazione» del patrimonio artistico. Un insieme di segmenti in cui il digitale anche sul versante consumer (e-book e App) e non più solo in quello delle banche dati iconografiche, comincia a presentare valori non ancora importanti in termini assoluti ma certamente interessanti. Quello che è certo è che questo settore della produzione, che è quello con il quale si è portati a identificare l’interezza del settore, passa da 57,9 milioni di euro di vendite a prezzo di copertina nel 2008 nei canali trade (ma che sono sostanzialmente librerie e librerie on line), a 54 milioni dello scorso anno. Una perdita, dunque, di poco meno di 4 milioni di euro (-6,7%) in quattro anni. Da questo valore restano escluse tutte quelle forme (e canali) di vendita dei libri d’arte che si svolgono nei bookshop museali o in occasioni di mostre temporanee. Nel 2010 ultimo anno di cui si dispone di un dato, questo canale veniva valutato in 25 milioni di euro.

La mappa dell’editoria

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Ottobre 2012

di Sandro Pacioli

La seconda parte del 2011 è stata, diciamola tutta, un po’ avara di vicende societariedi rilievo (prima avevamo avuto lo shopping Feltrinelli in Spagna e in Italia con Donzelli). Bisogna attendere la prima metà del 2012 per assistere a trasformazioni societarie importanti. È infatti a giugno che si è conclusa la vendita da parte di Rcs di Flammarion a Gallimard. I fili rossi che si dipartono dalla mappa che si può trovare nelle pagine successive, o che ne derivano, sono molteplici e diversi.

Basta una cartolina

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Ottobre 2005

di Laura Novati

E’ noto che il prodotto più venduto in tutti i musei del mondo è la T-shirt o maglietta che dir si voglia, ma dietro a essa segue la modesta cartolina; costa poco, in assoluto è il «ricordo» della visita che costa meno, ma ha un alto valore aggiunto che non sempre viene debitamente sfruttato.

Nel nome dell'arte

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Ottobre 2005

di Redazione

Dall’Italia al mercato estero: il percorso di internazionalizzazione del libro d’arte parte dalle redazioni delle case editrici italiane. Ciascuna con la propria strategia.

Design in rivista

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Settembre 2012

di Redazione

Se il Novecento è stato definito «il secolo delle riviste», un motivo c’è. Lo si comprende bene passando in rassegna il vasto panorama delle riviste d’arte, d’architettura e di design che gettano le proprie basi nel secolo scorso ma che si protendono oggi, in bilico tra i nuovi bisogni del pubblico e le possibilità offerte dal digitale, verso un futuro tutto da scrivere. Legate all’attualità e spesso capaci di dare conto delle evoluzioni che per loro natura non possono essere cristallizzate nei libri, le riviste specializzate costituiscono il perfetto completamento della saggistica professionale dedicata al mondo del progetto come testimonia la parabola di Editrice Compositori, oggi riunita insieme ad «Ottagono» e ad Agenzia Design sotto la sigla Compositori Comunicazione, e che è l’esempio di questo connubio. Ne parliamo con Aldo Colonetti, direttore di «Ottagono» e consigliere di amministrazione di Compositori Comunicazione.

Design-amo

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Settembre 2012

di Laura Novati

Dopo lo speciale sul mondo dei facsimilari («GdL», 9, settembre, 2011, pp. 18-19), quello sulle riviste d’arte («GdL», 12, dicembre, 2011, pp. 20-21) e quello sulle riviste d’architettura («GdL», 2, febbraio, 2012, pp. 30-32), dedichiamo queste pagine al complesso mondo dell’editoria e delle riviste di design. Dall’esperienza di due grandi realtà come Mondadori Electa e Skira passeremo a indagare il punto di vista di di un’entità piccola ma virtuosa come Fausto Lupetti Editore. Il mondo dei periodici di design sarà invece rappresentato dalla rivista «Ottagono». Per una fotografia ancor più dettagliata del settore abbiamo inoltre intervistato MarirosaToscani Ballo, fondatrice col marito Aldo dello studio fotografico Ballo, nato negli anni ‘50: una bottega, un punto di riferimento dei più importanti designers nel periodo e nel luogo di convergenza – Milano – del design mondiale, grazie a un’attività incessante che è proseguita anche dopo la morte di Aldo Ballo avvenuta nel 1994.

Tra Est e Sud

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2012

di Sandro Pacioli

I percorsi, le strade i rapporti tra editoria cattolica e narrativa possono seguire percorsi anche molto diversi rispetto a quelli su cui la tavola rotonda che ha aperto questo Scenari & Trend si è focalizzata. Un esempio di queste altre opportunità di altri «percorsi» editoriali è la collana Mondi letterari di Jaca Book. Una casa editrice che nasce alla metà degli anni Sessanta a opera di alcuni universitari milanesi che si riconducono al movimento di Comunione e liberazione ma che pubblica accanto ai libri di don Giussani filosofi come Jacques Derrida (1968), Emmanuel Lévinas, Paul Ricoeur; teologi come Hans Urs von Balthasar; antropologi delle religioni come Mircea Eliade. E appunto narratori come Wole Soyinka (Nobel nel 1986), Pérez-Vitoria Silvia (premio Nonnino nel 2009). Mondi letterari ha visto nei mesi scorsi il suo rilancio (nuova veste grafica, una dozzina di titoli all’anno, alcune novità assolute, altri recuperi dal catalogo che in questi anni si è formato) con la prima edizione italiana di Ama la rivoluzione di Aleksandr Solženicyn. Accanto all’editore russo il serbo Bajac Vladislav con Hammam Balcania, il maggior scrittore keniota vivente Ngugi Wa Thiong’o con Sogni in tempo di guerra, i repechage dal catalogo precedente come nel caso di Ake. Gli anni dell’infanzia del nigeriano (premio Nobel nel 1986) Wole Soynka (pubblicato da Jaca fin dal 1979). Un rilancio perché Mondi letterari nasce a inizio degli anni Ottanta. È, ad esempio, in questa collana che vede la luce Vita e destino di Vasilij Grossman nel 1984 (ripubblicato da Adelphi nel 2008).

L'arte in rivista

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Dicembre 2011

di Interviste a Claudio Pescio e Umberto Allemandi

Basta un giro in una libreria ben fornita per accorgersi di quali e quante siano le riviste d’arte diffuse nel nostro Paese. Dall’architettura al design, da Michelangelo a Cattelan non c’è artista o corrente artistica che non abbia almeno un numero dedicato. Un’offerta che negli ultimi anni è cresciuta in maniera importante. Merito della qualità dei contenuti certo, ma anche della capacità delle riviste di rispondere ai bisogni di un pubblico molto segmentato: dai semplici appassionati curiosi di conoscere meglio le opere dei loro artisti preferiti, agli operatori di settore alla ricerca di dati, stime, quotazioni di mercato, dai neofiti del mondo dell’arte fino agli studenti.

Dal facsimile alle app

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Novembre 2011

di Giovanni Peresson

Il mercato dell’editoria d’arte e d’immagine non sta attraversando anni facili. Solo qualche dato per articolare meglio il quadro: -3,3% nelle novità pubblicate, 1.430 copie/titolo, un mercato nei canali trade di poco meno di 60 milioni di euro (+0,8%) e di circa 25 milioni tra bookshop di musei e mostre d’arte. Per di più, di quei quasi 60 milioni di euro, solo 27,5 derivano da quello che si considera il core business del settore: monografie illustrate, cataloghi, design, fotografia. Tutto il rimanente è saggistica, con più o meno ampi corredi iconografici. E questo segmento, all’interno di quello arte/immagine, rispetto al 2008 fa segnare un -6%. I cataloghi e i libri d’arte, però, rappresentano solo una parte di un più vasto settore che l’Ufficio studi dell’Aie sta progressivamente indagando.

Belle «app» d’autore

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Settembre 2011

di Laura Novati

Fino ad oggi si diceva che il massimo acquisto di libri d’arte era riferito al catalogo di una mostra: uno su due visitatori era disposto ad acquistarne uno, a dispetto del peso o del costo. Un prolungamento del piacere della visita, uno strumento di documentazione, se l’acquirente era interessato agli apparati, anche un gesto orgoglioso di affermazione che quella stessa visita c’era stata. Poi sappiamo che t-shirt e cartoline sono i gadget più diffusi nella vendita nei bookshop museali permanenti o per esposizioni temporanee, in ogni parte del mondo dove si organizzano (per questo all’entrata dei musei o dei siti italiani sono spesso o quasi sempre assenti); in compenso, ricordo di aver trovato all’ingresso del Museo archeologico di Taranto, tre anni fa, chi sa come sopravvissuta, il cartone di una bambola di carta, alias fanciulla della Magna Grecia, da ritagliare con i suoi vestiti e un eroe da rivestire delle sue sagome di armi, in unica copia, stampata nel 1965.

Briciole e polistirolo

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Settembre 2011

di Intervista a Fabio Castelli

Rendere gli spazi della cultura luoghi di ritrovo e di scambio. Questo è il principio, semplice eppure non banale, che dà forma alla visione di Fabio Castelli, libraio dall'animo girovago che con le sue Art Book punta a fare dei bookshop museali veri e propri salotti, confortevoli e dinamici, dove la cultura possa riprendersi il proprio posto nella società. Gallarate con il Maga, Milano con il Piccolo Teatro Grassi, e Torino con il Lingotto sono i tre poli attorno ai quali ruota quest'ideale Rinascimento. La cura nell'assortimento, l'attenzione all'ambiente e all'arredamento del punto vendita ne sono i cardini. Il tutto condito da tanta voglia di sfidarsi e mettersi in gioco nonostante il ricco carnet di successi già maturati con la Triennale, la Fondazione Stelline e l'Hangar Bicocca e la 121 Corraini. Perché, se la libreria di un grande museo non funziona, in fondo è tutta una questione di briciole e polistirolo come racconta Fabio Castelli in questa intervista.

Fermo immagine

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Settembre 2011

di Redazione

«La fotografia non mostra la realtà, mostra l’idea che se ne ha». Neil Leifer ha ragione, ciò che rappresenta una foto è condizionato dalla nostra percezione della realtà. Ma cosa sarebbe il mondo senza fotografia? Senza la possibilità di fissare nella memoria (e nella storia) momenti, luoghi, persone, emozioni che altrimenti andrebbero facilmente perduti? La creazione di un archivio fotografico e la sua conservazione, sia per motivi personali sia professionali, costituisce un rifugio sicuro di una parte di vita e di storia, e ciò è ancor più vero quanto più lungo è l’arco di tempo ricoperto.

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